Russi in Italia

Fondo Pietro Maria Bardi


Il Fondo Pietro Maria Bardi (dal 1928 al 1929 direttore dell'omonima galleria d'arte in via Brera 16 a Milano, e dal 1930 direttore della Galleria d'Arte di Roma in via Veneto 7) raccoglie 4 lettere di Daniil Amfiteatrov (1931-1933), 1 lettera di Fedor Brenson (1931) e 3 lettere, 2 cartoline postali e 1 telegramma di Filipp Goziason (1933).
Le prime tre lettere di Daniil Amfiteatrov sono scritte da Trieste: nella prima, del 20 dicembre 1931, Amfiteatrov si presenta a Bardi dopo aver letto alcuni suoi articoli; nella seconda, del 5 gennaio 1932, ringrazia Bardi per la risposta e accetta la sua proposta di collaborazione con l'«Ambrosiano»; nella terza dell'8 gennaio 1932 Amfiteatrov scrive di aspettare notizie dal direttore; l'ultima lettera del 30 settembre 1932 è invece scritta da Parigi e contiene alcuni commenti sarcastici di Amfiteatrov sul nuovo palazzo della Cassa di Risparmio di Torino, progettato da un certo ingegner Porcheddu.
La lettera di Fedor Brenson, del 14 marzo 1931, proviene da Parigi e contiene riferimenti a un'esposizione di incisori contemporanei che lui e Bardi hanno concordato di organizzare nella capitale francese.
Per quanto riguarda le lettere di Filipp Goziason, nella prima, senza data e senza indicazione del luogo di provenienza, su richiesta di Bardi Goziason comunica alcune impressioni sull'Italia, che definisce la "terra promessa dell'arte moderna"; nella seconda, una cartolina postale scritta da Milano il 14 gennaio 1933, Goziason comunica di aver ricevuto il manoscritto del libro di Waldemar George Profits et pertes de l'art contemporain, che ritiene importantissimo e che anche Bardi riceverà tra poco. Seguono alcuni accenni ad una mostra non meglio precisata da tenersi a Firenze. Nella cartolina del 20 febbraio 1933, da Milano, Goziason si congratula con Bardi per il premio Sandro Mussolini. Nella terza lettera, del 13 marzo 1933, Goziason prospetta a Bardi una visita a Roma del critico Waldemar George. Seguono poi una lettera senza data con gli auguri di buona Pasqua e un telegramma del 23 marzo 1933 scritto da Parigi, che annuncia l'arrivo a Roma di Goziason e George.
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