Russi in Italia

Aleksandr Petrovič Vedenisov


Luogo e data di nascita: Moscа, 1827
Luogo e data di morte: San Pietroburgo, maggio 1902
Professione: mercante, imprenditore, console

 

Discende da servi della gleba che si sono affrancati, diventando già a metà del XVIII secolo mercanti della 3 gilda, è figlio di Pёtr Ivanovič Vedenisov (1798-1875), commerciante moscovita di oggetti d’argento, e di Marija Aleksandrovna Moskvina (1799-1842), anche lei erede di una ricca famiglia di mercanti. Ė il capostipite di una numerosa famiglia, collegata all’Italia per le sue attività imprenditoriali a Milano e per i discendenti che hanno sposato cittadine/i italiane/i o si sono fermati a lavorare in Italia, assumendo il cognome italianizzato di Wedenissow.

Da giovane vive nella via Bol’saja Alekseevskaja, 29 in casa dei famosi mercanti Alekseev, parenti da parte di madre; lavora come mercante della terza gilda nell’azienda mercantile dello zio Vladimir Semënovič Alekseev (1795-1862), che aveva sposato Elizaveta Aleksandrovna Moskvina (1803-1850), sorella della madre.

I mercanti Alekseev appartengono a una di quellе famiglie di servi-contadini, che dalla fine del XVIII secolo hanno aperto la via al capitalismo russo: da un commercio di verdura sulla Piazza Rossa a metà del XVIII secolo in poco più di cento anni hanno avviato la produzione di fili d’oro e d’argento per i ricami e creato appositi filatoi. Questi prodotti sono beni necessari per il futuro socio e parente degli Alekseev, Grigorij Grigor’evič Sapožnikov (1810-1847) per realizzare i suoi tessuti in broccato; il 3 giugno 1840 Sapožnikov sposa la sedicenne Vera Vladimirovna Alekseeva (1823-1877), cugina di Vedenisov. Le vicende commerciali degli Alekseev e dei Sapožnikov corrispondono ad un momento di svolta fondamentale nella vita del giovane Vedenisov, incaricato dallo zio come procuratore dei suoi affari (l’acquisto della seta) a Milano, capitale del Lombardo Veneto, dove rimarrà per quarant’anni.

I primi documenti che rivelano la sua presenza a Milano sono: il registro anagrafico della città e la domanda di iscrizione alla Camera di Commercio di Milano del 19 luglio 1852. “Il sottoscritto Alessandro Wedenissow, nativo di Mosca, ha l’onore di prevenire codesta spettabile Camera di Commercio, di avere stabilito in questa Città e precisamente sulla Piazza dei Santi Pietro e Lino al n° 2390 una Casa di Commercio per affari in Seta che sarà sotto il suo nome di Alessandro Wedenissow, di cui egli solo è il proprietario e firmatario” (Archivio storico della Camera di commercio di Milano. 728, Wedenissow Alessandro. Milano, Commercio seta. Notifica 1860 – 2962).

Pochi mesi dopo l’insediamento a Milano, il 21 gennaio 1853, nel suggestivo scenario di Venezia presso la Chiesa ortodossa di San Giorgio dei Greci, Vedenisov sposa Elisabetta Ivanovna Zajceva (1829 – 24 agosto 1895), ventiquattrenne moscovita, già madre di due sue figlie (Marija nata a Mosca ed Elizaveta nata a Milano). La cerimonia viene celebrata dal parroco Spiridion Zervio (Archivio Istituto Ellenico di studi bizantini e post bizantini  di Venezia).

Nel 1854 Vedenisov trasferisce la sede del suo commercio in Contrada de’ Cavenaghi, 2334, un’antica via di Milano nello stesso stabile dei Fratelli Viscardi, anch’essi negozianti e commissionari in seta e cascami (con loro, forse, avvia una collaborazione per garantirsi un primo inserimento nel commercio della seta). Intanto l’azienda Sapožnikov, dopo la prematura morte di Grigorij Grigor’evič, è diretta con grande capacità dalla moglie Vera Vladimirovna Sapožnikova, che nel 1856 ottiene la commissione di una grande quantità di broccato d’oro per l’incoronazione dello zar Alessandro II (da quel momento l’azienda diviene la fornitrice ufficiale della Casa imperiale ottenendo di apporre lo stemma dello Stato sui suoi prodotti).

Dal 1863 viene a Milano a fare apprendistato presso Vedenisov Savva Ivanovič Mamontov, figlio dell’intraprendente imprenditore Ivan Fëdorovič Mamontov, membro della Duma di Mosca, ricordato nella storia della Russia come socio fondatore e finanziatore della ferrovia privata Mosca – Jaroslav’: ”È un affare eterno commerciare con la seta! La Lombardia è il cuore dell'industria della seta. La capitale Milano oggi è il più grande centro del suo commercio, andrai a Milano nell’ufficio del mercante Vedenisov a studiare la produzione della seta" - scrive Mamontov al figlio.

A Milano il giovane Mamontov s’innamora di Elizaveta Grigor’evna, figlia di Vera Vladimirovna Sapožnikova, venuta in visita dal cugino e la sposa. Il 3 maggio 1865, pochi giorni dopo la celebrazione del matrimonio, Savva Ivanovič Mamontov e Aleksandr Petrovič Vedenisov presentano domanda alla Duma amministrativa di Mosca per costituire una società di vendita della seta italiana in Russia, ma l’accordo dura poco e il 21 dicembre 1865 i due soci comunicarono alla stessa Duma amministrativa di Mosca la cessazione delle attività della società commerciale a partire dal 1 gennaio 1866. Da quel momento Vedenisov continua da solo a fare affari con la Russia. Il legame commerciale con l’azienda della cugina Vera Sapožnikova è uno degli elementi fondamentali della sua ascesa economica. Nel 1865, all’età di trentotto anni, avendo superato la soglia di 50000 rubli di capitale dichiarato, come stabilito dal regolamento dalla corporazione, diventa mercante della prima gilda. Essendosi inserito con determinazione in quel periodo di sviluppo economico e ricchezza che si era aperto per Milano dopo la liberazione dal dominio austro-ungarico e l’unità d’Italia (1861), da fiduciario dei mercanti Alekseev si è trasformato in pochi anni nell’imprenditore russo più ricco di Milano.

A Milano la famiglia abita in Via del Conservatorio, 7 in un’ala del palazzo Resta Pallavicino di fronte alla chiesa di Santa Maria della Passione. La vita in famiglia è scandita quasi ogni anno dalla nascita di un figlio; solo la primogenita Marija nasce a Mosca, gli altri figli sono nati tutti a Milano: Elizaveta (1852), Anna (1853), Aleksandr (1854, morto a pochi giorni di vita), Aleksandr (1856), Nadežda (1858), Semёn (1859), Ekaterina (1860), Sofija (1861), Valentin (1863), Pëtr (1864), Tat’jana (1866), Vladimir (1868). In occasione della nascita giungono appositamente per la celebrazione del battesimo i sacerdoti della chiesa ortodossa di San Giorgio dei Greci da Venezia (forse per questo alcuni documenti riportano erroneamente Venezia come luogo di nascita). Si racconta che le passeggiate dei suoi figli per Milano costituissero uno spettacolo particolare per i milanesi: tutti in fila, a coppie, si potevano muovere solo quando le bambinaie li avevano più volte contati… Nonostante il consistente numero, la cura che Vedenisov dedica alla famiglia è attenta e continua; tutti i figli hanno avuto un’educazione corrispondente al loro rango; quando il padre rientrerà in Russia. i figli maggiori hanno già avviato un’attività autonoma e decidono di rimanere in Italia.

Nell'autunno 1868 Aleksandr Petrovič riceve la visita inaspettata dell’imperatrice Maria Aleksandrovna, moglie di Alessandro II, proveniente da Monaco di Baviera, che si ferma per un soggiorno sulle rive del lago di Como. Durante la sua permanenza l’imperatrice visita la Filanda della Cappelletta a Camerlata alle porte di Como, dove Vedenisov la accoglie con tutti i  gli onori e festeggiamenti. Nel maggio 1870 Vedenisov affitta a Borgo Vico nell’immediata periferia di Como una villa immensa con un imponente giardino che si affaccia sul lago per la villeggiatura della sua famiglia, Villa dell’Olmo di proprietà del marchese Giorgio Raimondi, benemerito cittadino comasco e generoso patriota mazziniano. Soddisfatto della scelta, anticipa l’intera somma dell’affitto (£. 3000) per il periodo di sei mesi, ma poco dopo l’insediamento nasce tra lui e il marchese una contestazione sulla disponibilità di alcuni locali; la famiglia soggiorna a Como per le vacanze, ma la controversia finisce in tribunale che dopo due anni darà ragione al marchese (Biblioteca Comunale di Como, Fondo Archivio Raimondi Mantica Odescalchi, b. 396, fasc.1).

Il 22 gennaio 1875 con una lettera del Ministero degli Esteri di Mosca alla Missione Russa di Roma, l’Imperatore Alessandro II consente una proroga di quattro anni di permanenza a Milano a Vedenisov e famiglia; in quegli anni i figli maggiori dopo avere frequentato il Regio Liceo Pietro Verri di Lodi studiano alle facoltà di medicina e farmacia della Regia Università di Pavia, i minori stanno completando le scuole superiori; la moglie dopo l’ultima gravidanza del 1868 si è gravemente ammalata (non si sa se rimase paralizzata, tuttavia visse ancora a lungo).

Nel 1878 giunge a Milano da Parigi la cantante Olga Aleksandrovna Kuzminskaja (1840-1919), vedova di Sergej Puškarev, con la figlia Varvara, alla quale Vedenisov propone l’insegnamento delle lingue ai figli. Anche se Varvara Puškareva ha 29 anni meno di Vedenisov, inizia tra i due un’appassionata relazione che durerà nel tempo, allietata dalla nascita di molti figli.

Il 22 novembre/4 dicembre 1884 il Vice Ministro degli Affari Esteri dell’Impero russo, A. E. Vangali, propone la nomina di Vedenisov a console russo fuori ruolo di Milano: “Visto l’aiuto spesso fornito all’Ambasciata russa da A.P. Vedenisov, appartenente alla prima gilda mercantile, residente in Milano e proprietario di una fabbrica di seta. Visto l’aumento di interessi russi nel nord Italia e la necessità di costituire il consolato a Milano, propone che venga assegnato l’incarico ad A.P. Vedenisov il candidato migliore per  ricoprire il ruolo di console in questa città” (dove per “fuori ruolo” s’intende fuori dall’organico dell’apparato statale e quindi non assegnatario di stipendio). La prima sede del consolato Imperiale Russo di Milano è fissata in Via Borgonuovo, 19, poi trasferita in Via Della Passione, 13, accanto alla abitazione del console. In questa nuova posizione si mostra sollecito verso i connazionali, li sostiene nelle loro attività o spostamenti, svolge gratis diverse pratiche, talora li ospita nella sua grande casa al centro di Milano in via del Conservatorio, 7: si dice che sia stato suo ospite anche il famoso tenore Leonid Sobinov, venuto al Teatro alla Scala.

Nei primi anni '90 Vedenisov lascia la casa di Via del Conservatorio e si trasferisce in via Montenapoleone, 28 (attuale n.12), spostando anche la sede della sua attività e del consolato. La moglie Elizaveta va ad abitare in via Pontaccio, 14, insieme alle figlie Nadežda (Nadina) e Tat’jana, pur rimanendo una presenza importante per i figli e mostrando un attento interesse all’andamento dei loro studi e alle loro famiglie. Negli anni ’90 Vedenisov si reca più volte in Russia, meditando forse di ritornare definitivamente in patria. Come era solito fare durante queste sue assenze, nominava dei procuratori che rappresentassero la Casa di commercio (in una delle procure è menzionata la figlia Tat’jana e un certo Emilio Oriani fu Giovanni); durante l’assenza è sostituito temporaneamente al consolato di Milano dal segretario Sergej Grozner, che successivamente ne erediterà l’incarico; in alcune occasioni le figlie Tat’jana e Nadežda lo accompagnano in Russia.

Il 15 agosto 1895 la moglie Elisabetta Ivanovna all’età di 66 anni muore assistita dai figli e dalle figlie, la salma è tumulata nel Cimitero Monumentale di Milano, dove giace insieme alla figlia Elizaveta, vedova Eccheli Del Dosso.

Compiuti i settant’anni Vedenisov decide di concludere l’attività imprenditoriale, anche perché alla fine degli anni ’90 alcune gravi esondazioni dei corsi d’acqua milanesi avevano danneggiato e compromesso l’utilizzo di filatoi.

Il 6/18 Luglio 1897 Vedenisov chiede all’Ambasciata di Roma di concedere il passaporto per la Russia a Varvara Sergeevna Puškareva e ai figli: Nikolaj (14 anni), Sergej (13 anni), Ivan (7 anni), Pavel (4 anni), Aleksandra (17 anni), Ljubov' (16 anni), Ol'ga (15 anni), Varvara (12 anni), Evgenija (11 anni), Vera (9 anni). Pochi mesi dopo la partenza da Milano il 18 Dicembre 1897 da San Pietroburgo, comunica inoltre al Ministero degli Esteri le sue dimissioni dal ruolo di console: “Dovendo lasciare Milano, viene meno la possibilità di fungere da console. Con profondo rammarico abbandono l’alto onore di servire la mia Patria e vi prego di accettare le mie dimissioni. Nuova residenza: corsia Volkov n.112 quartiere Eliseev n.31. [San Pietroburgo]”. Il 9 Gennaio 1898 con la circolare n.1 il Dipartimento del Ministero degli Esteri russo accetta le sue dimissioni. Per i servizi resi alla patria Nicola II emana il decreto di conferimento dell’Ordine di San Stanislao di terzo grado e il conseguente titolo ereditario di cittadino onorario dell’Impero russo (potomstvennyj počёtnyj graždanin Rossijskoj Imperii).

A San Pietroburgo la famiglia vive sul Vasil’evskij ostrov nel vicolo Birževoj, 1-2, poi nella Pjataja linija, 38. Dopo essersi appellato all’Imperatore russo, Vedenisov ottiene anche di sposarsi con Varvara Sergeevna e la legittimazione dei suoi figli. Nel 1899 gli nasce l’ultima figlia, Kira. Nel maggio 1902 muore all’età di 75 anni, la sua tomba ad oggi non è stata ancora trovata.

Le notizie biografiche di Aleksandr Petrovič Vedenisov, ricostruite dagli archivi e ricavate dalle carte di famiglia, si pubblicano per gentile concessione di Sergio Wedenissow.

 

Fonti archivistiche

Carte di famiglia, Sergio Wedenissow.

Carte di famiglia, Boris Ivanovič Popov.

Archivio dell’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia. Registro delle nascite e dei matrimoni.

Archivio storico della Camera di commercio di Milano.

Biblioteca Comunale di Como, Fondo Archivio Raimondi Mantica Odescalchi  Busta 396, fasc.1.

 

Bibliografia

M.A Nekrasov, G.I. Manoškina, Sapožnikovy, moskovskie fabrikanty, Moskva, AIRO-XXI, 2018.

V.A. Bakrevskij, Savva Mamontov, Moskva, Molodaja gvardija, 2000 

Guida di Milano per l’anno 1854-1888, Milano, Tipografia Bernardoni, Milano (alle voci: Sete, fabbricatori, negozianti e commissionari, cascami, seme bachi ecc. e Consolati).

 

Link

Boris Popov, Vse my Rjurikovy? in Archivažnoe o prošlom  (https://zen.yandex.ru/media/id/5eca1c62f66e3c72366a58ae/77-vse-my-riurikovichi-603b79386cd9133fa63657a2)

Boris Popov, Čto ze slučilos’ v Russkom muzee? in Archivažnoe o prošlom  (https://zen.yandex.ru/media/id/5eca1c62f66e3c72366a58ae/71-chto-je-sluchilos-v-russkom-muzee-60128d782ff89f2357b957a

Boris Popov, Ot krepostnogo k akademiku https://proza.ru/2008/01/04/508

 

Nella foto: l'ingresso di palazzo Resta Pallavicino in Via del Conservatorio, 7 in cui risiedeva il console Vedenisov. Nell'ultimo dopoguerra, il palazzo è divenuto  sede della Società Chatillon produttrice di fibre sintetiche ed oggi è sede della facoltà di Scienze Politiche della Università Statale degli Studi di Milano.

Agnese Accattoli
12 gennaio 2022

 



Aleksandr Vedenisov con la famiglia, Milano 1862: da sinistra Elisabetta, Anna, Nadežda, Elisabetta Ivanovna Zaiceva, Aleksandr Petrovič Vedenisov, Marija e il piccolo Alessandro (la fotografia è pubblicata per gentile concessione dei pronipoti di Sofija Vedenisov (famiglia De Castro)



Aleksandr Petrovič Vedenisov. Milano 1862



La seconda moglie Varvara Sergeevna Puškareva



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