Marija Ignat’evna Budberg

Luogo e data di nascita: Poltava, 3 marzo 1892
Luogo e data di morte: Terranuova (Toscana), 31 ottobre 1974
Professione: scrittrice, traduttrice

Nata Zakrevskaja, sposa nel 1911 un diplomatico, il conte Johann Benckendorff, e in seconde nozze il barone Nikolaj von Budberg-Bönningshausen. Ha due figli dal primo marito: Pavel (11.9.1913, Jäneda, Estonia), agronomo, e Tat'jana (15.1.1915, Pietrogrado), sposata Aleksander.
Figlia del sindaco di Poltava, nel 1911 lascia la tenuta dei genitori e si trasferisce a Berlino con la sorella, dove contrae il primo matrimonio. Dopo l'uccisione del marito (in circostanze mai chiarite) si trasferisce a Pietrogrado (nel 1916 circa). Rimasta sola e con la madre malata da mantenere, cerca in ogni modo di uscire dalle difficoltà economiche. Conosce allora il diplomatico inglese Robert Lockhart. Dopo l'arresto e l'espulsione di quest'ultimo dalla Russia nel 1919, accetta l'offerta di A. M. Gor'kij e K. I. Čukovskij, che allora lavorava come traduttore all'ambasciata inglese a Mosca, di collaborare con la casa editrice "Vsemirnaja literatura", fondata da Gor'kij a Pietrogrado. Nel 1920 si trova saltuariamente a Londra, dove va a far visita all'amico H. G. Wells e nel 1922 si trasferisce in Estonia.
Tra il 1923 e il 1932 è segretaria di Gor'kij, traduce in inglese le sue opere e quelle di altri scrittori russi contemporanei. A lei Gor'kij dedica il romanzo Vita di Klim Samgin.
Nell'estate del 1924 viene a Napoli insieme allo scrittore. Dopo aver trascorso qualche giorno nel capoluogo campano, si trasferiscono in un albergo nel centro di Sorrento, per poi prendere in affitto una grande villa a picco sul mare, villa Massa. Trovandola poco accogliente, passato l'autunno Marija Budberg si mette alla ricerca di una nuova sistemazione. L'accompagna in questa attività Nina Berberova, arrivata a Sorrento da Parigi il 9 ottobre 1924. Affittano la villa del duca di Serracapriola Il Sorito, dove vivono le due figlie del duca Matilde e Elena.
Tre volte all'anno, durante il soggiorno napoletano, Marija Budberg si reca a Tallin, dove vivono i suoi figli. Nell'estate del 1925, la villa Il Sorito è affollata da ospiti di rilievo: Vsevolod Mejerchol'd e Zinaida Rajch, Nikolaj Benua, la cantante Zoja Lodij, Vjačeslav Ivanov.
Il 3 settembre 1925, la contessa Budberg entra in Italia provenendo da Steinach, per portare - secondo il racconto di N. Berberova - i suoi figli a Sorrento per un soggiorno di due mesi. Il 12 settembre la polizia perquisisce la villa, accertandone così la presenza (anche se in quel momento era fuori con i figli). L'Alto Commissariato per la Pubblica Sicurezza di Napoli, su richiesta del sottoprefetto di Castellamare di Stabia, invia a Sorrento tre sottufficiali con il compito di sorvegliarla. L'ordine di sorveglianza viene revocato nell'ottobre dello stesso anno dal Ministero dell'Interno. Dopo questo episodio, Gor'kij decide di lasciare Sorrento e si trasferisce, insieme alla famiglia del figlio Maksim, alla Budberg e a Rakickij a villa Galotti a Posillipo.
Sarà ancora a Napoli al fianco di Gor'kij durante la sua permanenza lì, per trasferirsi poi nel 1931 definitivamente a Londra, portando con sé, su incarico di Gor'kij, l'archivio e la corrispondenza privata dello scrittore con il divieto di trasferirli in Unione Sovietica.
Nel 1935 e 1936 torna in Russia ed è presente alla morte di Gor'kij.
Sospettata in Italia di spionaggio a favore dell'URSS e della Gran Bretagna, è tenuta costantemente sotto controllo.
Dopo la seconda guerra mondiale si trova spesso in Unione Sovietica e durante la guerra lavora per la rivista "Svobodnaja Francija" (Londra, Parigi). A conflitto finto è consulente per la Russia  presso l'azienda cinematografica di Alexander Korda e collabora con riviste femminili inglesi. Negli anni '50 si reca diverse volte in URSS, frequentando in particolare Boris Pasternak.
Trascorre gli ultimi anni della sua vita in Italia con il figlio Pavel.

Bibliografia
Literaturnoe zarubež'e Rossii. Encikopedičeskij spravočnik, a cura di E. P. Čelyšev e A. Ja Degtjarev, Moskva 2006, pp. 145-146.
Nezabytye mogily: Rossijskoe zarubež'e: Nekrologi 1917-1999, a cura di V. N. Čuvkov, t. I, Moskva 1999, p. 406.
N. Berberova, Storia della baronessa Budberg, Milano 1993.

Fonti archivistiche
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Polizia politica, Fascicoli personali, b. 619, f. Gorki Massimo.
Archiv A. M. Gor'kogo IMLI. Soobščenie T. I. Alexander.
Fondazione Giorgio Cini, Venezia. Archivio Angelo e Olga Signorelli.

Nella fotografia: Marija Budberg, Napoli 1926 (foto D. Macari)

Giuseppina Giuliano
Scheda aggiornata al 20 dicembre 2009



Marija Ignat'evna Budberg con H. Wells e M. Gor'kij

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