Russi in Italia

Pavel Andreevič Mansurov


Luogo e data di nascita: Pietroburgo, 2 (14) marzo 1896
Luogo e data di morte: Nizza, 2 febbraio 1983
Professione: pittore, grafico, scenografo

Nel 1909-1914 studia incisione e acquaforte sotto la guida di V. V. Mate all'Istituto centrale per il disegno tecnico (Central'noe ucilišče techničeskogo risovanija) del barone A. L. Štiglic; contemporaneamente tra il 1912 e il 1915 frequenta la Scuola di disegno della Società per la promozione delle arti (Obščestvo pooščrenija chudožestv). Durante la Prima guerra mondiale nel 1915 viene richiamato e assegnato alla Direzione della flotta aerea (Upravlenie voenno-vozdušnogo flota), dove disegna angar per aerei; il coinvolgimento in questo lavoro si rifletterà anche successivamente nella sua attività creativa e nelle ricerche per le sue "formule pittoriche".
Nel 1916-17 si appassiona alle teorie dell'arte d'avanguardia, entra in contatto con Kazimir Malevič, Vladimir Tatlin, Pavel Filonov, Vasilij Kandinskij, realizza i suoi primi quadri astratti. Conosce anche Michail Matjušin e avvia con lui regolari scambi di esperienze nello studio di via Pesočnaja, 10.
Nel 1917 è l'ideatore delle decorazioni del cabaret pietroburghese "Prival komediantov".
Nei primi giorni dopo la rivoluzione d'ottobre insieme ad altri artisti si presenta al Commissario del popolo per l'istruzione A. V. Lunačarskij, per offrire la sua collaborazione  – impegno che rafforza i suoi legami con i rappresentanti dell'avanguardia artistica. Sulla scia di Tatlin comincia a lavorare su legno, utilizzandone la fattura come mezzo espressivo per le sue composizioni. Subisce il forte influsso del suprematismo di Malevič, è suggestionato dalla raffinata, molecolare, esecuzione dei quadri di Pavel Filonov, da cui eredita la "živopisnaja formula", fa sua la concezione spaziale di Matjušin, l'artista che più ha influito sulle sue creazioni.
Dopo la rivoluzione passa qualche tempo dai genitori a Kazan' dove è arrestato dalla Čeka perché sospettato di diserzione e si fa alcuni mesi di carcere. Ritorna in seguito a Pietrogrado, dove prende parte dal 1923 al 1926 alle attività dell'Istituto di cultura pittorica (Institut chudožestvennoj kul'tury, INChUK), dove dirige un suo settore 'personale' di sperimentazione e ottiene una cattedra per insegnare e fare ricerca (sulla partecipazione di Mansurov alle attività delll'Istituto si veda quanto ha scritto E. Kovtun, montando lettere e notizie inviategli dal pittore stesso tra gli anni '60-'80).


Cavallo. Schizzo per l'opera di N. A. Rimskij-Korsakov Il galletto d'oro, 1920.
(http://www.artsait.ru/art/m/mansurov/art1.php)

Nel 1920 dà un decisivo apporto alla scenografia futurista, realizzando gli schizzi per la messinscena dell'opera non realizzata "Il galletto d'oro" (Zolotoj petušok) di N. A. Rimskij-Korsakov e creando le scene e i costumi per il balletto "Upmann, ili kuritel'naja šutka" su musica di A. S. Lur'e, messo in scena al teatro cinese di Carskoe selo nel 1918. Queste le indicazioni di Lur'e per la messinscena:

Personaggi
Il dandy (4 esecutori)
Il cinese
Sulla scena il muro di una grande città, coperto di manifesti. Dal lato destro una enorme reclame dei sigari Upmann, che rappresenta un dandy danzante sullo sfondo della città. A sinistra un manifesto raffigurante un cinese sullo sfondo di quartieri operai. Il dandy: ritmo ondeggiante, ritmo di claquettes, di danza di marionette, disarticolato. Il cinese: ritmo sonoro, per piroette. La danza è accompagnata da esclamazioni "Hip hip! Stop!".
Durata: 2 minuti e mezzo.


Il cinese. Illustrazione per la partitura del balletto di A. S. Lur'e "Upmann, ili kuritel'naja šutka", 1918-1919
(http://www.artsait.ru/art/m/mansurov/art1.php)

L'attività di Mansurov nei primi anni post-rivoluzionari è intensa e multiforme: partecipa alla Prima esposizione statale di opere d'arte (Pervaja gosudarstvennaja vystavka proizvedenij iskusstva, 1919); illustra la brochure di Nikolaj Punin Bednye ljudi; nel 1919 assiste il caposcuola del costruttivismo Vladimir Tatlin nel lavoro sul progetto per il Monumento alla III Internazionale. Per il primo anniversario della rivoluzione partecipa alla realizzazione di Misterija-buff di Majakovskij e decora con due enormi pannelli "Europa" e "Asia" la piazza di S. Isacco (cfr. le immagini riprodotte più in basso).
È ricordato nel gruppo degli artisti d'avanguardia soprattutto per le sue "formule pittoriche" – composizioni verticali con minimi elementi geometrici e lineari (Pivo, Černye i belye prjamougol'niki, 1920 - Galleria A. Sapone Nizza); contemporaneamente dipinge anche opere pittoriche più tradizionali. Come Malevič ambiva a un radicale rinnovamento del linguaggio pittorico, considerava punto ottimale di partenza "la viva crescita della forma nella Natura" (dalla dichiarazione Contro i formalisti accademici, Protiv akademikov formalistov, 1926). La contrapposizione dell'Oriente naturale all'Occidente meccanizzato gli attirarono le simpatie di Esenin, cui nel 1926 eleva all'Istituto di cultura pittorica un monumento, una specie di installazione, che assemblava fotografie con costumi contadini reali, pezzi di corteccia e assi dipinte.


Pivo. Živopisnaja formula, 1922.

Attività espositiva in Italia
Parte per l'Italia per una esposizione dei suoi lavori nell'agosto 1928: ha il compito di stabilire regolari relazioni culturali dell'Accademia delle Belle arti e di far conoscere in Europa l'avanguardia russa; lo aiuta ad ottenere il visto Ol'ga Kameneva, sorella di Trockij; lascia Odessa per Brindisi sul piroscafo Campidoglio, porta con sé molti quadri e una lettera di presentazione per Boris Zuev. Nel suo diario Daniil Charms accenna che portò con sé anche molti manoscritti degli Oberiuty (A. Vvedenskij, I. Bachterev, D. Charms, K. Vaginov).

Conosce Ol'ga Resnevič che lo mette in contatto con i fratelli Bragaglia. Questi organizzano un'esposizione delle sue opere, la 157 esposizione della Casa d'arte Bragaglia dall'8 al 20 aprile 1929 (vedi invito), così segnalata dalla stampa dell'epoca:

Si è inaugurata ieri da Bragaglia una originale mostra d'avanguardia del pittore russo Paolo Mansurov di Leningrado. La mostra resterà aperta fino al 20 aprile ed è visitabile dalle 13 alle 20 e negli orari del circolo e del teatro («Il Tevere», 9 aprile 1929, p. 3).

Durante il soggiorno romano – sempre grazie ad Ol'ga Signorelli – l'artista ha regolari contatti con Cipriano Efisio Oppo, che si impegna a sostenere l'ipotesi di una esposizione dei suoi quadri e con Ettore Lo Gatto, allora giovane russista, che lo presenta ad Alessandro Pavolini, futuro ministro della cultura popolare; Pavolini apprezza il lavoro dell'artista e gli promette il suo appoggio per la mostra (cfr. lettera di Mansurov a Ol'ga Signorelli da Roma del 17 novembre 1928. Archivio Signorelli, Fondazione Giorgio Cini).

Il periodo romano di Mansurov si chiude nella primavera del 1929; dopo una gita ad Assisi e Firenze, l'artista saluta la "tenera" Italia:

Sono partito dall'Italia piangendo. Quanto sono felice di essere riuscito a stare un po' ad Assisi, che paradiso! Che mirabili ritratti di Raffaello ci sono a Firenze, Raffaello si può paragonare a Bach, ma Giotto è imparagonabile... (cfr. lettera di Mansurov a Ol'ga Signorelli da Parigi del 14 luglio 1929).

Gli anni francesi
Arrivato a Parigi nel giugno 1929, prende contatto con il compositore Artur Lur'e e con Robert e Sonia Delaunay (ai quali lo aveva indirizzato Majakovskij) nella loro casa di Boulevard Malesherbes 19, in cui è ospitato per oltre un anno. Con un saluto da parte di Tatlin contatta anche Picasso che si mostra interessato ai suoi lavori e gli consiglia per eventuali esposizioni la galleria Zervos. Questa iniziativa che non si realizza segna indelebilmente Mansurov che si rende conto di quanto i suoi quadri "non oggettivi" siano fuori del mercato francese di quegli anni.
Tra gli anni Trenta e Cinquanta su consiglio dei Delaunay si orienta verso le arti applicate e disegna tessuti per i grandi sarti della moda francese: Patou, Chanel, Lanvin, ecc. Il successo in questo campo gli fornisce l'occasione per organizzare una sua esposizione nel giugno 1933 alla galleria Art et Décoration in rue de l'Echelle, salutata positivamente dalla stampa dell'epoca. Grazie alla sua capacità di adattare le proprie ricerche pittoriche all'arte applicata vive per molti anni di questo lavoro; saltuariamente fa anche il restauratore.
Sempre grazie ai Delaunay conduce una intensa vita di relazione con gli intellettuali parigini, il mondo artistico di Montparnasse (si lega a Soutine e Šaršun) e i circoli dei russi emigrati, dove ritrova Larionov e Gončarova, i Grinberg e altri amici del gruppo di Matjušin. Realizza in questi anni anche decorazioni e costumi per il teatro e l'opera.
Nel 1957 prende parte all'esposizione 50 anni di pittura astratta alla galleria Creuze di Parigi e alla mostra Arte astratta delle prime generazioni. 1910-1939 al Museo dell'arte e dell'industria di Saint Etienne.
Tra la fine degli anni Cinquanta e fino alla morte trascorre lunghi periodi nel sud della Francia, soprattutto a Saint-Paul-de-Vence e a Nizza. Nel 1962 viene organizzata la sua prima esposizione personale in Francia alla galleria Cavalero di Cannes.
Nel dicembre 1972-gennaio 1973 una sua esposizione al Museo Nazionale d'Arte moderna di Parigi gli dà il riconoscimento definitivo sul piano internazionale, come rappresentante dell'avanguardia russa. Come tale, porta la sua testimonianza  preziosa di artista partecipe del grande dibattito d'avanguardia degli anni Venti, anche al Convegno internazionale Kazimir Malevič, organizzato al Centro Pompidou nel maggio 1978.
Muore a Nizza il 2 febbraio 1983.


Miraggio, 1918
www.artsait.ru/art/m/mansurov/main.htm


Bibliografia
O. L. Lejkind, K. V. Machrov, D. Ja. Severjuchin Chudožniki russkogo zarubež'ja. Biografičeskij slovar', SPb., Izd. Notabene, 2000.
M. Verdone, F. Pagnotta, M. Bidetti, La casa d'arte Bragaglia 1918-1930, Roma, Bulzoni, 1992, pp. 510-511.
Paul Mansuroff et l'avant-garde russe à Petrograd, Musée d'art moderne et d'art contemporain, Nice, 30 juin-15 octobre 1995. Musée d'etat russe de Saint-Petersbourg, 1 novembre-fin decembre 1995.
Mansuroff, Peintures,reliefs, gouaches, dessins, FIAC, Paris Grand Palais, 7-15 octobre 1989.
F. Mancini, L'evoluzione dello spazio scenico: dal naturalismo al teatro epico, Bari, Dedalo, 1986.

Antonella d'Amelia
Scheda aggiornata al 23 aprile 2016


Manifesti "Europa" e "Asia" esposti sulla facciata dell'Hotel d'Angleterre a Pietroburgo nell'anniversario della rivoluzione d'ottobre





Invito all'Esposizione di Pavel Mansurov a Roma nel 1929
Casa d'Arte Bragaglia, Teatro degli Indipendenti
Terme romane di Via Avignonesi, 8



2 esempi di Formule picturale, dipinte da Mansurov nel 1962 (Mansouroff - Galerie Sapone, Nice).



Disegno per un tessuto, 1930-31.



Formula pittorica, 1968-69
www.artsait.ru/art/m/mansurov/main.htm



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