Russi in Italia

Karl Ludvigovič Vejdemjuller

Michail Dneprov


Luogo e data di nascita: 24 (26) ottobre 1871
Professione: giornalista, pubblicista, sociologo
Residenza: Milano, Foro Bonaparte 50; Roma, Via San Nicola da Tolentino 76; Via Maria Adelaide 8

Giornalista, socialista rivoluzionario, condirettore (insieme a I. Jordanskij) della rivista «Sovremennyj mir» (Tamborra 2002, p. 174), dove si occupa dal 1908 al 1912 di questioni di politica estera (Venturi 1987, p. 275). Redattore di «Kniga» e dal 1907 di «Novaja Kniga» (Garzonio 2006, p. 249), con lo pseudonimo Michail Dneprov pubblica i volumi Načalo i konec absoljutizma vo Francii (Spb. 1906), Prosnuvšijsja Kitaj (Spb. 1911) e una serie di articoli. Fa parte "del gruppo dei Kerenskiani fautori della Costituente russa tempo fa tenutasi a Parigi" (lettera della Regia Questura di Roma del 20 maggio 1921).
Definito dalle autorità italiane "noto sociologo" (lettera dell'Ufficio speciale di investigazione del 27 gennaio 1919), Vejdemjuller è autore di diversi lavori di sociologia sia in Russia, sia poi nell'emigrazione: il suo saggio di teoria sociologica sulla libertà, intitolato Čto takoe volja i cel' ličnosti?, viene pubblicato sulle pagine di «Obrazovanie» nel 1908.
In Italia vive inizialmente a Nervi (Venturi 1979, p. 131), trasferendosi poi a Milano, dove la sua presenza è segnalata dal 4 febbraio 1917 (non è escluso dopo un temporaneo soggiorno all'estero). Nel capoluogo lombardo, insieme alla moglie, Anna Grigor'evna Ajzenštadt, Valentin Fomin e Ivan Afanas'evič Grinenko contribuisce alla fondazione dell'Istituto russo, di cui viene eletto direttore. L'Istituto è stato fondato per costituire una rete di contatti economici ed intellettuali tra gli emigrati e i russi rimasti nelle zone disagiate dell'ex impero zarista. Tra le pubblicazioni dell'Istituto si annovera il "Bollettino dell'Istituto russo", di cui Vejdemjuller è redattore prima a Milano e, successivamente, a Roma. 
Vejdemjuller è stato inoltre presidente del Comitato di soccorso per gli emigrati politici russi. Ha lavorato a diverse pubblicazioni che poi non hanno visto la luce, come il primo tomo dell'opera Teorija cennosti, ultimato nel 1917, che a causa degli avvenimenti rivoluzionari non viene pubblicato. Ha preparato un grande studio dal titolo Istorija russkoj revoljucii in 3 tomi (t. I Staryj porjadok; t. II Krušenie starogo porjadka, t. III Sozidanie novogo porjadka), le cui sorti sono tuttavia sconosciute. In Italia pubblica nella collana della rivista «La Russia» il libello La rivoluzione russa e gli alleati (Roma 1918).
Nel luglio del 1918 Vejdemjuller si stabilisce a Roma con la moglie, alloggiando all'Hotel Metropole, in via San Nicola da Tolentino 76. Nell'agosto dello stesso anno trasferisce la sede dell'Istituto russo (vedi «Bollettino dell'Istituto russo» n. 395). Nello stesso periodo insieme agli altri membri dell'Istituto e ad alcuni collaboratori del giornale «La Russia» aderisce alla Lega russa (cf. «Bollettino dell'Istituto russo in Roma» n. 396), della quale diventa responsabile per le questioni economiche e curatore insieme a Ivan Stepanov, Vladimir Zabugin e Michail Pervuchin delle relazioni con la stampa: "per il contatto con il mondo giornalistico la Lega si serve degli scrittori Weidemueller, Stepanoff, Zabughin e Perwouhine" (lettera dell'Ufficio speciale di investigazione del 27 gennaio 1919). Parallelamente, dirige il Comitato di soccorso ai russi in Italia (Venturi 1987, p. 276). Nel dicembre 1920 nella capitale, a Piazza del Popolo 18, apre la Libreria Slovo-Слово, specializzata nella vendita e divulgazione di pubblicazioni russe e francesi e centro di ritrovo dei russi residenti nella capitale, almeno fino alla sua chiusura, avvenuta alla fine del 1921. Nello stesso anno lascia l'Italia alla volta di Berlino, dove collabora con il giornale «Nakanune» (Garzonio 2006, p. 250), successivamente dovrebbe aver fatto ritorno in Russia (Garzonio 2006, p. 250).
In Italia – come rimarca una nota della Regia Questura di Roma del 20 maggio 1921 – Vejdemjuller "mantiene condotta morale e politica irreprensibile e questo Ufficio non ha avuto mai di elevare alcun rimarco sul suo conto" e "sta di fatto che malgrado egli professi idee estremiste, non si occupa altro che di scritti e riviste commerciali e non compie alcuna azione politica nel nostro paese". La sua azione politico-intellettuale è costante e ricca di iniziative. Come sottolinea Venturi, oltre ad essere stato il rappresentate per la Lega russa alla Conferenza di pace del 1919, Vejdemjuller è "l'unico a tentare in Italia una sorta di istituzionalizzazione dell'emigrazione russa" (Venturi 1987, p. 283).
Nell'autunno del 1921 si trasferisce a Berlino. Di lui scrive più volte Nina Petrovskaja nelle sue lettere a Ol'ga Resnevič Signorelli, dalle quali si apprende della collaborazione di Vejdemjuller alla rivista «Nakanune». Nella capitale tedesca Vejdemjuller si avvicina all'ala di sinistra dell'emigrazione russa, e secondo la testimonianza di M. K. Pervuchin – che non lo ama in particolar modo – diviene persino "una personalità importante dell'Ambasciata bolscevica berlinese". Una conferma di questa notizia si trova in una lettera di Nina Petrovskaja a Ol'ga Signorelli, nella quale si dice che Vejdemjuller lavora per il rappresentante sovietico per il commercio estero. In seguito ritorna in Russia dove pubblica il libro Inostrannyj kapital i SSSR (Moskva 1925). Sulle sue sorti successive al momento non si conosce nulla.

Pubblicazioni
Michail Dneprov, Načalo i konec absoljutizma vo Francii, SPb. 1906.
Michail Dneprov, Prosnuvšijsja Kitaj, SPb. 1911.
La Rivoluzione e gli Alleati, Collana Opuscoli della Russia nuova, Roma, Officina poligrafica italiana, 1918.
K. Vejdemjuller, Inostrannyj kapital i SSSR, Moskva-Leningrad 1925.

Bibliografia
«Bollettino dell'Istituto russo », n. 395.
«Bollettino dell'Istituto russo in Roma», n. 396.
La colonia russa contro i bolscevichi, «Corriere della Sera», 11 dicembre 1917.
S. Garzonio, K izučeniju russkogo zarube'ja v Italii: materialy k istorii «La Russia» i «La Russia Nuova», in Id., Stat'i po russkoj poezii i kul'ture XX veka, Moskva 2006, pp. 246-263.
C. Scandura, L'emigrazione russa in Italia: 1917-1940, «Europa Orientalis», 2 (1995), pp. 341-366.
A. Tamborra, Esuli russi in Italia dal 1905 al 1917. Riviera ligure, Capri, Messina, Soveria Mannelli, Rubettino, 2002.
A. Venturi, L'emigrazione russa in Italia 1917-1921, Milano, Feltrinelli, 1979.
A. Venturi, L'emigrazione socialista russa in Italia 1917-1921, «Movimento operaio e socialista», X (1987), n. 3, pp. 269-297.

Nota
Nelle fonti s'incontra K. L. Weidemüller, Veidemueller, Veidermiller, Weidmiller Carlo fu Ludovico e di Dobrzynski Ludovica.

Fonti archivistiche
Archivio di Stato di Milano, Gab. Pref. I, cart. 609, f. Veidemuller Carlo, f. Minotta Teodora, f. Eisenstadt Anna.
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari Generali e Riservati, 1922, cat. A11, b. 13, f. Lega russa n. 6.
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Ufficio Centrale d'Investigazione, b. 102, f. 3206.

Stefano Garzonio, Vladimir Keidan, Sara Mazzucchelli, Laura Piccolo



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