Russi in Italia

Anatolij Litvak


Luogo e data di nascita: Kiev, 21 maggio 1902
Luogo e data di morte: Neuilly-sur-Seine, 15 dicembre 1974
Professione: regista cinematografico

Nasce a Kiev da famiglia ebrea. Si iscrive alla Facoltà di filosofia dell'Università di Pietroburgo, ma abbandona gli studi per dedicarsi all'arte drammatica, lavorando sia come attore che come regista teatrale. Inizia la carriera nel cinema come aiuto-regista e scenografo, per debuttare alla regia nel 1923 con Tatj'ana. Nel 1925 si trasferisce in Germania, dove lo stesso anno collabora al montaggio del film Die freudlose Gasse (La vita senza gioia, 1925, con Greta Garbo e diretto da Georg W. Pabst). L'anno successivo continua la gavetta sul set del film Casanova di Aleksandr Volkov, girato a Venezia fra il luglio e il settembre del 1926.
Negli anni Venti e Trenta risiede e lavora principalmente a Berlino e Parigi dove, con l'avvento del sonoro, realizza film in versione multipla (cioè girati contemporaneamente in più lingue) ed affermandosi come uno dei principali "registi cosmopoliti" del periodo.

Il 13 agosto 1932 presenta alla I edizione dell'Esposizione internazionale del Cinema di Venezia il film Das Lied einer Nacht (Questa notte o mai più, 1932), pellicola musicale interpretata dal tenore polacco Jan Kiepura:

La voce di questo eccellente artista si presta, è noto, egregiamente per il microfono [...] Kiepura canterà le vecchie e belle canzoni nostre in italiano, e tutto il commento musicale è stato intessuto di nostre deliziose pagine popolari (Il Festival del cinema: il programma di questa sera, «Gazzetta di Venezia», 13 agosto 1932).

In seguito alla proiezione, sempre sulla «Gazzetta di Venezia», si legge:

Nella Canzone della notte, inscenata da Anatol Litwak, gaia insieme e sentimentale, esalò tra visioni d'acque e di nubi, la voce limpida e calda del Kiepura, che sciolse la frasi della più celebrate arie di opere nostrane in un canto di intensa forza espressiva. Da quel fraseggiare sì morbido, da quel suono sì dolce e di sì cristallino nitore, l'amore e la nostalgia ebbero il dono del più suggestivo commento, mentre la gaiezza che scorre a fiotti da un capo all'altro della semplice vicenda, divertì il pubblico supergo, raccoltosi ier sera sulla terrazza dell'Excelsior, e procurò al cantante applausi calorosissimi, ai quali il celebre tenore non ebbe modo, purtroppo, di rispondere dalla pedana (Le manifestazioni del Festival Cinematografico, «Gazzetta di Venezia», 14 agosto 1932, p. 5).

Per la IV edizione della Mostra d'arte cinematografica di Venezia viene selezionato il film Mayerling (1936), girato da Litvak sul presunto omicidio-suicidio del duca Rodolfo d'Asburgo e della sua amante, Maria Vetsera, nel 1899. Al film viene riconosciuto un valore artistico, più che commerciale, e per questo motivo è inserito nel programma pomeridiano delle proiezioni al Palazzo del Cinema, riservate agli addetti del cinema. L'11 agosto 1936, giorno della proiezione, nonostante la priorità assegnata ai giornalisti e ai critici, il pubblico si accalca alla cassa e addirittura fa "ressa agli sportelli, e la sala è stata gremita di spettatori che hanno accolto con calore di applausi la tragica vicenda di Mayerling". Più avanti, nello stesso articolo si legge:

Già la letteratura si era impossessata del dramma asburgico che ebbe il suo epilogo a Mayerling il 30 gennaio 1889. Qualche anno fa venne realizzato anche un film sull'argomento, interpretato, salvo errore, dalla Riefenstahl [Das Schicksal derer von Habsburg di Rolf Raffé (1928), distribuito in Italia come Il crollo degli Asburgo]. Questa nuova produzione è invece realizzata, in Francia, da un regista che s'è fatto un certo nome per regia di cine-operette in Germania e per un film (Coeur de Lilas) prodotto in Francia, che ebbe un buon successo. Dopo Mayerling, sia il regista Litvak che la protagonista Danielle Darrieux sono passati all'industria americana (Boyer invece partecipa sia all'industria francese che a quella americana). Il che significa in certo senso che il film ha dei buoni numeri commerciali. La regia di Litvak, che si è valso di Kessel per i dialoghi, è senza dubbio attenta, ma si deve anche alla Darrieux buona parte della riuscita interpretazione del personaggio di Maria Vetsera. La storia è in Mayerling seguita abbastanza rigorosamente e soprattutto l'ambientazione è felicemente raggiunta; va segnalato infine il commento musicale di Honegger, che sottolinea con efficacia le sequenze salienti (Francesco Pasinetti, Arte francese e germanica nella seconda giornata della Mostra Internazionale Cinematografica, «Gazzetta di Venezia», 12 agosto 1936, p. 3).

Un altro critico veneziano, Elio Zorzi, loda il film come "la più bella rievocazione che si sia tentata del fosco dramma che troncò la vita del figlio di Francesco Giuseppe" (Zorzi E., La IV Mostra internazionale d'arte cinematografica a Venezia, «Le tre Venezie», 1936, n. 8-9, pp. 255.).

Il film viene presentato alla vigilia della partenza di Litvak per Hollywood, dove negli anni successivi avrebbe girato film di successo, spesso su tematiche russe, come Tovarich (1937), su due russi scappati dalla rivoluzione d'ottobre, oppure Anastasia (1956) con Ingrid Bergman nella parte della presunta ultima discendente della dinastia dei Romanov, ruolo per il quale vinse l'Oscar come migliore attrice.
Dal 1938 al 1941 è sposato con l'attrice americana Miriam Hopkins, nota in Italia grazie alle sue interpretazioni nei film di Rouben Mamoulian Il dottor Jekyll e Becky Sharp, presentati nel 1932 e nel 1935 a Venezia. Negli anni Sessanta rientra in Francia, dove continua a girare film di successo dei generi più svariati, dal melodramma al film di spionaggio alla commedia.

Schede dei film presentati a Venezia
Das Lied einer Nacht (Questa notte o mai più, 1932), regia: Anatolij Litvak; sceneggiatura: Albrecht Joseph, Irma von Cube; fotografia: Fritz Arno Wagner; musica: Miša Spoljanskij; scenografia: Werner Schlichting; interpreti: Jan Kiepura, Fritz Schulz, Margo Lion, Julius Frankenstein, Magda Schneider, Otto Walburg; produzione: Arnold Pressburger, Grigorij Rabinovič.
Mayerling (1936), regia: Anatolij Litvak; sceneggiatura: Joseph Kessel, Irma von Cube dal romanzo di Claude Anet; fotografia: Armand Thirard;  musica: Arthur Honegger; scenografia: Sergej Pimenov, Andrej Andreev, costumi: George Annenkov, interpreti: interpreti: Danielle Darrieux, Charles Boyer, Marthe Regnier, Jolande Laffon, Vladimir Sokolov, Assia Noris; produzione: Nero-Film.

Nota
Nelle fonti bibliografiche si incontra come Anatole o Anatol Litvak o Litwak.

Bibliografia
Enciclopedia del cinema, Istituto dell'Enciclopedia Treccani, Roma, vol. III, p. 562.
Enciclopedia dello spettacolo, Roma, Le maschere, 1960, vol. VI, p.1561-1562.
I film prescelti per la IV Mostra d'arte cinematografica, «Gazzetta di Venezia», 11 agosto 1936 p. 4.
Filmlexicon degli autori e delle opere, Roma, Ediz. di Bianco e Nero, 1962, vol. III, pp. 1051-1053.

Link interessanti
http://www.cinemotions.com/Anatole-Litvak-nm12118
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=14489
www.photobooth.net/movies_tv/index.php?movieID=63
ttp://movies.nytimes.com/person/97559/Anatole-Litvak/filmography
http://www.answers.com/topic/anatole-litvak?cat=entertainment


Matteo Bertelé


Manifesto di Mayerling (1936) con Danielle Darrieux e Charles Boyer.

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