Russi in Italia

Associazione fra mutilati ed invalidi di guerra russi



Sede e recapiti: Roma
Data di fondazione: 1929

L’Associazione fra mutilati ed invalidi di guerra russi "vecchio regime" nel Regno d'Italia viene fondata nel 1929 e si inserisce nell’alveo delle numerose associazioni per i reduci di guerra, nate a partire dalla fine della Prima guerra mondiale. Si propone, tra le finalità, il riavvicinamento fra mutilati ed invalidi a scopo di mutuo soccorso e il miglioramento delle loro condizioni culturali, giuridiche e materiali (art. 1 dello Statuto). I membri sono suddivisi in onorari ed attivi.
L’amministrazione, la gestione degli affari e dei mezzi dell’Associazione è affidata ad una direzione formata da sei persone (il Presidente, il suo sostituto, il Segretario generale, l’Economo-cassiere e due membri eletti dall’Assemblea generale fra i membri effettivi dell’Associazione), con sede in Roma (art. 4 dello Statuto). Il direttivo dura in carica due anni. L’Associazione si riunisce due volte l’anno in assemblea generale. Sono previsti una Commissione di revisione che procede alla verifica dei libri, della contabilità, dei documenti e dell’inventario (art. 23 dello Statuto) e un Consiglio disciplinare per esaminare gli “eventuali dissidi e per giudicar degli atti dei singoli membri”. Il Consiglio disciplinare, composto di tre membri più uno di riserva, ha durata biennale. Al momento dell’istituzione e della firma dello statuto, presidente dell’Associazione è il generale Vasilij Gurko-Romejko, segretario generale Nikolaj Blagovlin-Bajkovskij.
Alla morte di Gurko (1937), la presidenza dell'Associazione passa all'ex colonnello zarista Pietro Den, nel 1939 risulta vice-presidente Alessandro Degaj, anch'egli ex ufficiale dello zar, e cassiere Sergej Dmitrievič Gravengof. A dieci anni dalla fondazione, l'Associazione non ha più una sede e non funziona in modo regolare, pur continuando a ricevere le sovvenzioni dell'Opera nazionale invalidi di guerra (OING), a cui è affiliata. Il Ministero dell'Interno dispone quindi indagini sulla sua reale esistenza e attività, e la Questura di Roma conferma l'opportunità di mantenere in vita il sodalizio, anche in considerazione del fatto che tutti gli iscritti "sono di religione ortodossa e nessuno di essi risulta di razza ebraica". D'altra parte, "gli iscritti, come pure è noto, nella maggioranza non sono invalidi di guerra nel vero senso della parola, per cui in pratica il suo scopo si riduce ad una forma di soccorso per i profughi russi vecchio regime ex combattenti, che ne hanno bisogno" (Questore di Roma alla Divisione Affari generali e riservati della Pubblica Sicurezza, 12 settembre 1939). Il medico che assiste gratuitamente i soci fin dal 1929 è Jakov Efimovič Vachman (Jakob Wachmann).

Fonti archivistiche
Biblioteca Nazionale Centrale, Roma, Archivio della Biblioteca Gogol', A.R.C. 35.III.1.
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, G1, b. 163, f. 436, sf. 45 Associazione invalidi e mutilati guerra nazionalità russa vecchio regime residenti in Italia.

Bibliografia
S. Garzonio, Russkoe zarube×'e, in Stat’i po russkoj poezii i kul’ture XX veka, Moskva 2006, pp. 181-282.
S. Garzonio, La colonia russa di Roma nella prima metà del XX secolo, in Mal di Russia amor di Roma. Libri russi e slavi della Biblioteca Nazionale, a cura di M. Battaglini, Roma 2006, pp. 41-50.
S. Gardzonio, B. Sul'passo, Осколки русской Италии. Issledovanija i materialy, I. Moskva, Russkij put', 2011.

Note
Lo Statuto, stampato a Roma nel 1929 (Tipografia moderna commerciale, Piazza del Gesù 47), si presenta sotto forma di opuscolo e vi è impresso il sigillo dell’associazione: Associazione fra mutilati ed invalidi di guerra russi vecchio regime nel regno d’Italia.
Nelle fonti s’incontrano Basilio Gurko e Nicola Blagowlin-Bajkowski.

Agnese Accattoli, Bianca Sulpasso
Scheda aggiornata al 1 novembre 2018





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