Russi in Italia

Enrico Glicenstein


Luogo e data di nascita: Turek, 24 maggio 1870
Luogo e data di morte: New York, 30 dicembre 1942
Professione: pittore e scultore

Pittore e scultore, studia all’Accademia reale di Belle Arti di Monaco dal 1890 al 1895. Nel 1896 sposa Helena Hirszenberg, sorella degli artisti Samuel e Leon. Approda a Roma nel 1897, dove vince il premio della Scuola di Belle Arti, chiave d’accesso all’Accademia romana. Nel 1906 A. Rodin invita Glicenstein a presentare le proprie opere al Grand Salon de Paris, commenta J. Cassou:

In Glicenstein we recognize, as Rodin did, a kindred spirit born to express human suffering, a heart in which suffering found a great echo. It was the lot of this man, endowed with the sculptor’s gift, to vibrate in unison with the tragic destiny of man and in turn to be completely subjugated by this destiny. In his work images surge forth, pure and elemental symbols (Cassou 1958, p. 7).

Nel contempo Glicenstein partecipa attivamente alla vita artistica della capitale romana. Nello stesso anno interviene alla mostra di artisti russi allestita nella Sala di lettura di via Gregoriana. In quest’occasione lo scultore non si limita a partecipare alla mostra, ma si occupa anche dell’aspetto organizzativo dell'evento: si conserva una nota manoscritta dell’artista con una lista di materiale necessario per approvvigionare la Sala di lettura in vista della mostra (A.R.C. 35. I. 17). L’evento è recensito da «Il Giornale d’Italia»:

Nella sala di lettura di via Gregoriana gli artisti russi residenti a Roma hanno organizzato una mostra. […] Quella Ruskaia citalnaia [sic] è una istituzione veramente simpatica e utile. Mancava a Roma un luogo di riunione ove molti intellettuali russi – artisti e musicisti, letterati o professori – potessero incontrarsi, conoscersi e anche farsi conoscere al popolo che li ospitava. La colonia russa, specialmente quella più colta, che vive di studio e di lavoro, mancava di unità e i suoi membri vagavano dispersi di caffè in caffè, quasi ostili l’uno all’altro, poco noti alla popolazione e poco desiderosi di farsi conoscere da lei. […] Questo primo tentativo di una mostra di opere d’arte, è stata dunque una buona idea, un’idea che mi auguro porti buoni frutti e sia il germe d’imprese più complete e più vaste. Fra le tele esposte sono soprattutto notevoli gli studi di paese del Kolmikow, un simpatico impressionista dalla tecnica larga e dal colorito armonioso; due quadri e alcune acqueforti divinamente disegnate della signorina Krasnuschkina; i pastelli del Glicenstein, di cui si ammirano anche due forti lavori di scultura; i ventagli floreali del Belin di cui mi piace citare fra gli altri una delicata armonia bianca e verde di fiori d’eucaliptus; un tramonto egiziano pieno di poesia del Bakalowicz; due paesi di Alessandro Swiedomsky, e due altri del Yugianine, le acqueforti dello Knuckiel, e molte e molte altre che rendono la piccola mostra degna d’interesse e d’incoraggiamento. Il quale incoraggiamento, che non dovrà mancarle da parte del pubblico italiano, potrà permetterle un giorno di offrirci una esposizione d’arte in cui tutte le attività russe, che non sono scarse né di scarso valore, possano essere degnamente rappresentate. («Il Giornale d’Italia», 22 marzo 1906).

Nel 1906 parte alla volta della Germania, ma continua a lavorare attivamente in Italia, partecipando alla Biennale (espone alla VII, 1907, alla VIII, 1909, alla XII, 1920 ed alla XV, 1926). Dal 1914 al 1917 vive in Polonia. Nel 1918 si riunisce alla famiglia, trasferendosi in Svizzera. Dal 1921 al 1924 lavora ed allestisce mostre a Londra (British Museum, 1923), ritorna in Italia dal 1925 al 1928 dove espone le sue opere tra Roma (Palazzo Venezia, 1925) e Venezia (alla Biennale del 1926 presenta una mostra personale: 25 sculture, 30 incisioni, 21 disegni, 2 acquerelli, cfr Ventimiglia 1996, p. 438). Nel 1928 parte alla volta degli Stati Uniti assieme al figlio Emanuele Romano, anch’egli pittore, dove seguita a riscuotere successo e ad esporre le sue opere. Muore a New York il 30 dicembre 1942.


Note
Nelle fonti s’incontra come Gliscestein Genrik/Henoch.

Mostre
Exposition Universelle de Paris, Parigi, 1900.
Berliner Secession, Berlino, 1904.
Palais des Beaux Arts, Grand Salon de Paris, Parigi, 1906.
VII Esposizione Internazionale d’Arte. Biennale di Venezia, Venezia, 1907
Paul Cassirer, Berlin, Berlino, 1909
VIII Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, Venezia, 1909
Heinemann Gallery, Monaco, 1913.
Exposition d’Art Moderne, Ginevra, 1920.

XII. Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, Venezia, 1920.
British Museum, Print Room, Londra, 1923.
Biennale di Venezia, Venezia, 1920.
Palazzo Venezia, Roma, 1925.
XV Esposizione Internazionale d’Arte. Biennale di Venezia, Venezia, 1926.
Brooklyn Museum, New York, 1928.
Chicago Art Institute, Chicago, 1929.
Layton Art Institute, Milwaukee, 1932.
Palais des Beaux Arts de Bruxelles, Bruxelles, 1932.
Knoedler Gallery, Chicago, 1933.
Sculptors Guild of New York, New York, 1938.

Brooklyn Museum, New York, 1938.
Metropolitan Museum, New York, 1942.
Petit Palais, Parigi, 1948 postuma.
Bibliothèque Nationale de Paris, Parigi, 1953 postuma.

Pubblicazioni
E. Glicenstein, A. M. Dushkin, The Tree of Life, Chicago 1933.

Bibliografia

F. Orestano, Enrico Glicenstein e la sua arte, Roma 1926.
S. Wininger, Glicenstein, Henryk in Große Jüdische National-Biographie, Bd. 2, Czernovitz 1927, p. 103.
Glicenstein, Henryk, in Encyclopaedia Judaica. Das Judentum in Geschichte und Gegenwart. Bd. 7. Berlin 1931, p. 70.
J. Cassou, Glicenstein, Milano 1958.
Glicenstein Henryk in Polski słownik biograficzny, t. 8, Wrocław-Kraków-Warszawa 1959-1960, p. 10.
Andrzej Ryszkiewicz, Słownik Artystów Polskich i Obcych w Polsce Działających. Malarze, rzeźbiarze, graficy, t. II, Wrocław 1975.
K. Mikocka-Rachubowa, Rzeźba polska XIX wieku. Od klasycyzmu do symbolizmu. Katalog Zbiorow, Warszawa 1993.

D. Ventimiglia (a cura di), La Biennale di Venezia. Le esposizioni Internazionali d’Arte. 1895-1995. Artisti. Mostre. Partecipazioni Nazionali. Premi, Venezia 1996.

Fonti archivistiche

Biblioteca nazionale centrale di Roma, Archivio della Biblioteca Gogol'.

Link utili

http://ratnermuseum.com/israelbiblemuseum/eglicenstein.htm, riporta la biografia dell’artista, unitamente a rimandi alle principali mostre ed esposizioni.
http://www.aaa.si.edu/index.cfm/fuseaction/Items.ViewImageDetails/ItemID/3045?search_string=photographer, è lo spazio dedicato a Glicenstein dagli Archives of American Art della Smithsonian Institution, è possibile accedere a materiale iconografico d’archivio.

Bianca Sulpasso

 



E. Glicenstein ritratto assieme al figlio E. Romano, NY 1940 ca
(http://www.aaa.si.edu/../glicentstein-and-son).



E. Glicenstein all'opera, in una fotografia di D. Beckerman, NY, 29 settembre 1929
(http://www.aaa.si.edu/../enrico-glicenstein).



The Player, 1935-1940
(http://www.brooklynmuseum.org/opencollection/../Enrico_Glicenstein)



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