Russi in Italia

Vasilij Iosifovič Gurko-Romejko


Luogo e data di nascita: 8 (20) maggio 1864
Luogo e data di morte: Roma, 11 febbraio 1937
Professione: militare

Figlio del generale Iosif Vladimirovič Gurko, divenuto famoso ai tempi della guerra russo-turca. Segue le orme del padre nella carriera militare, comandante del Corpo delle guardie, diviene anch’egli generale. A Roma è attivo nel Circolo russo e presiede al suo sorgere l’Associazione fra mutilati ed invalidi di guerra russi vecchio regime, di cui firma lo statuto nel 1929. Muore a Roma il 27 gennaio 1937. È sepolto nel cimitero acattolico di Testaccio.

Così lo descrive una nota della Polizia politica del 15 febbraio 1937:

"Il gen. Vassilij Gurko, ex capo dello stato maggiore dello Zar, ex comandante generale dell'esercito russo nel 1917, morto in questi giorni a Roma, è stata una figura quanto mai tragica. Egli era figlio del fu generale Gurko, ex Governatore generale di quella parte della Polonia che si trovava allora sotto il dominio russo Zarista, con Varsavia capitale. Il governo del gen. Gurko (senior) si distinse per una crudele persecuzione della popolazione polacca e della religione cattolica. Il cattivo genio del generale Gurko (senior) era la moglie, la ormai famosa nella storia della Polonia, "Maria Andreevna", donna di tendenze tiranniche, anima egoistica, avida del denaro, fino a tal punto che, quando suo marito fu richiamato da Varsavia, per venir sostituito da un altro governatore, essa, lasciando i castelli e i palazzi di Varsavia, antiche residenze dei re polacchi trafugò nei bauli i personali preziosi cimeli, orologi, quadri, candelabri, ecc. che voleva portare con sé. Lo scandalo fu grande, perché denunziata, essa fu costretta a restituire varii di quelli oggetti.
Il figlio maggiore della coppia Gurko, fratello dello ora scomparso generale Vassilij Gurko, ufficiale di Guardia imperiale, una trentina anni fa fu arrestato in un albergo della riviera francese per essere di notte tempo penetrato attraverso la finestra in una camera attigua alla sua, occupata da una ricchissima signora e aveva rubato i gioielli di questa. Individuato e convinto del furto, fu condotto in prigione. Il domani, il fratello Vassilij, proprio quello morto giorni fa a Roma, lo raggiunse in carcere portandogli la rivoltella invitandolo suicidarsi. Non avendo questi coraggio di farlo, il fratello gli sparò di sua propria mano, il mortale "colpo di grazia".
Era proprio per questo scandalo che il Gurko (senior) fu richiamato da Varsavia (ACS, POLPOL, fasc. pers. p. 567).

 

Vladimir Keidan

 



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