Russi in Italia

Grigorij Ilič rejder


Luogo e data di nascita: 28 marzo 1860
Luogo e data di morte: Meudon (Francia), 19 marzo 1940
Professione: giornalista

Personalità eminente del partito dei socialisti rivoluzionari, sin dalla gioventù partecipa ai circoli di Narodnaja Volja. Con la fine dell’università esercita l’avvocatura e lavora nelle amministrazioni locali (statistico e segretario dell’amministrazione cittadina). Ben presto comincia a dedicarsi al giornalismo e fonda il giornale “Dnepr”, chiuso per volontà di Pobedonoscev. Dopo molti anni vissuti in provincia si trasferisce a Pietroburgo e si afferma come pubblicista (in particolare sulle pagine di “Russkoe bogatstvo” [Ricchezza russa]) e come esperto di amministrazione urbana e d’economia provinciale (è autore del libro La nostra pubblica amministrazione urbana. Studi, saggi e osservazioni, SPb 1902). Al contempo svolge un ruolo importante nel movimento russo di liberazione, avendo fondato insieme a S. I. Juricyn – già prima della rivoluzione del 1905 – il giornale “Syn otečestva” [Il figlio della patria].
Tra il 1904 e il 1905 è uno dei direttori della “campagna dei banchetti” e segretario della sezione moscovita dell’ “Unione di liberazione”; ben presto aderisce al partito dei socialisti rivoluzionari, in particolare, è vicino al gruppo trudovico e nel 1905 insieme a Annenskij, Mjakotin e Pešechonov pubblica l’appello “degli scrittori di orientamento socialista popolare”, ma non li segue nel nuovo partito dei socialisti popolari.
Dal punto di vista politico è sempre stato d’orientamento moderato e ha avuto un ruolo importante di catalizzatore per l’intelligencija liberale durante la prima rivoluzione russa. È stata proprio la minaccia dell’arresto a costringerlo dal 1906 a trasferirsi come emigrante politico in Italia, dapprima a Napoli e a Capri, poi a Roma. Nel dicembre 1906 a Napoli, insieme a G. Bergamasco e L. Čebotarev, pubblica l’appello ai cittadini italiani sulla violenza zarista: Appello degli emigranti russi residenti in Napoli.
Tra il 1906 e il 1916 lavora come redattore o corrispondente per differenti riviste e giornali russi: “Russkie Vedomosti” [Bollettino russo], “Golos minuvšego” [La voce del passato], “Nacional’nye problemy” [Problemi nazionali], "Iskry" [Scintille], “Russkoe slovo” [La parola russa] ecc. Collabora anche con l’enciclopedia Granat per la quale prepara un articolo sulla vita politica contemporanea dell’Italia. È soprattutto per il giornale “Russkie vedomosti”, dove prima scriveva per lo più sui problemi dell’amministrazione urbana e locale, che Šrejder pubblica una serie di articoli sull’Italia, sui carbonari, su Mazzini e sul movimento repubblicano italiano. In quegli stessi anni, diviene un importante membro della colonia russa in Italia: frequenta Gor’kij, Černov e altri emigrati politici russi e parteciipa attivamente alla vita culturale e politica dell’Italia russa.
Nel 1911 prende parte a Roma al X Congresso internazionale delle Associazioni della stampa come rappresentante di “Russkoe bogatstvo”. Dirigente dell’associazione “La società della biblioteca L. Tolstoj”, è eletto alla presidenza del primo Congresso delle organizzazioni culturali ed economiche russe in Italia (Roma, 27-30 marzo 1913). 
Nel maggio del 1917 Šrejder ritorna a Pietrogrado; nell’estate dello stesso anno viene eletto sindaco di Pietrogrado e membro dell’assemblea costituente. Durante la rivoluzione d’ottobre assume subito una posizione anti-bolscevica (la sera stessa del 7 novembre è a capo di una manifestazione per la liberazione dei membri del governo). Entra nella presidenza della “Conferenza democratica” e aderisce all’antibolscevico “Comitato per la salvezza della patria e della rivoluzione”. Nell’estate del 1918 organizza ad Ekaterinodar il “Comitato sud-orientale dei membri dell’assemblea costituente”, nello stesso luogo lavora come redattore di “Syn otečestva” [Figlio della patria] e “Rodnaja zemlja” [Terra nativa]. Emigra dopo la disfatta della guardia bianca.
Tra il 1920 e il 1921 prendee parte al Comitato promotore di un’unione apartitica, un’organizzazione segreta contro-rivoluzionaria fondata dai socialisti rivoluzionari di destra all’estero. Nel maggio 1919 giunge in Italia, dove prende contatti con differenti forze democratiche italiane e dove rappresenta il partito dei socialisti rivoluzionari. Diviene amico di Nitti, si avvicina ai repubblicani italiani, prende contatto anche con Mussolini.
All’inizio del 1920 fonda il settimanale socialista “La Russia del lavoro” in lingua italiana, che esce per poco più di un anno. Membro dell’Assemblea Costituente Panrussa, dall’8 al 21 gennaio 1921 prende parte alla Conferenza parigina privata dell’Assemblea.
Anche nell’emigrazione Šrejder continua a essere un eminente membro del partito dei socialisti rivoluzionari e a svolgere attività politica e pubblicistica. Vive tra Praga e Parigi. Collabora con la rivista berlinese “Volja Rossii” [La volontà della Russia], redige il mensile “Nudy derevni” [I bisogni della campagna]. Nel 1927 a Praga dirige il gabinetto dell'amministrazione locale dell'Istituto scientifico russo. Tra il 1928 e il 1930 è redattore della rivista praghese “Revoljucionnaja Rossija” [La Russia rivoluzionaria]. Muore il 19 marzo 1940 a Meudon, nei pressi di Parigi. Al suo funerale, svoltosi a Meudon il 22 marzo 1940, pronunciano un discorso V. M. Černov, R. A. Abramovič e S. D. Ščupak.

Necrologi
“Poslednie Novosti”, 21 marzo 1940 in memoria di G. I. Šrejder.
“Novaja Rossija”, № 82-83, 17 aprile, 1940.

Stefano Garzonio


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