Russi in Italia

Daniil Klavdievič Stepanov


Luogo e data di nascita: Kaluga (o San Pietroburgo), 18 agosto 1881
Luogo e data di morte: Venezia, 1937
Professione: pittore, fotografo, medaglista, scenografo

È figlio di Klavdij Petrovič Stepanov (1854-1910), pittore e funzionario, spesso per motivi di lavoro in Europa, soprattutto in Francia e Italia. Un ingresso degli Stepanov in Italia è documentato all'Archivio storico del Comune di Venezia in data 12 settembre 1894. La famiglia è composta dal padre, dalla madre Camilla (n. 1855) e dai fratelli Petr (n. 1880) e Varvara (n. 1884), proviene da Parigi e prende dimora nel sestiere di Santa Croce, al numero civico 2073, nella parrocchia di San Stae.
Daniil inizia gli studi a Parigi, alla Sorbona, e prende lezioni da medaglisti francesi. Dal 1900 al 1902 vive a Roma, dove conosce e sposa Romea Travaglino, appartenente alla famiglia Armoni Raffaelli, proprietaria di un noto studio fotografico di Orvieto. Nel 1902 rientra con la famiglia in Russia, recandosi prima a Mosca, dove aiuta il padre nei lavori di restauro del Cremlino, quindi a San Pietroburgo, dove nel 1911 diventa capo medaglista della Zecca imperiale. In seguito alla rivoluzione d'Ottobre realizza alcune decorazioni per il ponte e la piazza Černyšev a Pietrogrado. Poco dopo tuttavia viene arrestato dalla Čeka con l'accusa di tradimento; liberato solo grazie all'intercessione di A. V. Lunačarskij, è trasferito a Penza, dove insegna all'Accademia di Belle Arti. Nel 1920 entra nel Samkomstaris, la commissione istituita per preservare i monumenti di Samarcanda, città dove si reca a più riprese. Nel 1925 parte per Parigi e Roma, per apprendere nuove tecniche alle Zecche delle due città; non farà più ritorno in Russia.
A Roma prende dimora nel 1925 in Via Lazzaro Spallanzani 4. Studia all'Accademia di Belle arti di Roma, specializzandosi nel restauro di opere del Rinascimento, e gli anni successivi riporta alla luce tele di maestri della pittura italiana, fra cui Raffaello, Tiziano, Piero della Francesca e Andrea Mantegna. In Umbria realizza alcuni lavori su commissione, fra cui il Trittico della Sacra Famiglia per l'ala destra dell'altare centrale della chiesa di Sant'Andrea a Orvieto e una decorazione del portone della Villa delle Grazie a Narni sul tema dell'Annunciazione.

Nel 1926 Stepanov espone tre opere all'interno della sezione dedicata all'arte internazionale della XV Esposizione d'arte di Venezia (Venditore di Suzane, Venditore di frutta, Testa). I quadri, dipinti durante i soggiorni in Turkestan del 1921 e del 1924, sono apprezzati dalla critica e dal pubblico italiano per il carattere esotico. Il critico Arturo Lancellotti lo descrive come

"un ottimo colorista dalla visione molto personale, con un venditore di tappeti di nobile senso decorativo, con una viva figura di ragazza in rosso fra gialli poponi, e con un delicato nudino di bimbo sopra una coltre purpurea, dai magnifici accordi cromatici" (Lancellotti, 1926, p. 245).

Nel giugno 1927 tiene a Roma una mostra personale in una delle sale del Palazzo dell'Augusteo: fra le tele esposte Preghiera e Testa di giovane, ispirata al Rinascimento italiano e ritenuta l'opera migliore della mostra (Golzi, 1927, p. 283). Contemporaneamente, in un'altra sala del palazzo, si tiene una personale di Aleksej Isupov, suo conoscente fin dagli anni di Samarcanda.

Negli ultimi anni della sua vita realizza pricipalmente scenografie teatrali, di cui alcune in collaborazione con Nikolaj Benua.

Fonti archivistiche
Archivio Storico del Comune di Venezia: Immigrazioni dall'estero, 1894, settembre, f. 9, Stepanoff Claudio e famiglia.
Molte fotografie, relative soprattutto a Samarcanda e al Turkestan, sono conservate nella collezione privata della nipote dell'artista, Angela Parravicini.
Il fondo storico-fotografico Armoni-Moretti, costituito dal lascito della famiglia della moglie di Stepanov, è custodito presso l'Istituto Centrale per il Catalogo e le Documentazione (ICCD) di Roma.

Bibliografia
XV Esposizione internazionale d'arte di Venezia, Ferrari, 1926.
V. Golzio, Cronaca delle esposizioni, «Roma: rivista di studi e di vita romana», V, 1927, n. 6, p. 283.
A. Lancellotti, Le Biennali veneziane del dopoguerra (12. 13. 14. 15.), Roma, Maglione, 1926.
O. Lejkind, D. Severjuchin, Chudozniki russkogo zarubez'ja (1917-1939), Sankt Peterburg, Notabene, 1999, p. 434.
J. Milner, A dictionary of Russian & Soviet Artists (1420-1970), Suffolk, Antique Collectors' Club, 1993, p. 411.
Saur Bio-bibliographischer Index, Muenchen - Leipzig, 2000, vol. 9
V. Ufimcev, Govorja o sebe, Moskva, Sovetskij chudoznik, 1973, pp. 48-54.

Nell'immagine Stepanov con la moglie Romea.

Matteo Bertelé
Scheda aggiornata il 5 agosto 2012


D. K. Stepanov, La venditrice di meloni, 1920-1924



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