Russi in Italia

Marija Apollinar'evna Barjatinskaja


Luogo e data di nascita: Costantinopoli, 1835
Luogo e data di morte: Losanna, novembre 1906

Principessa, "dama d'altri tempi", moglie del principe Viktor Ivanovič Barjatinskij (4 giugno 1823 - Roma 8 maggio 1904), è figlia di Apollinarij Petrovič Butenev (1787-1866), ambasciatore russo a Costantinopoli. Cresciuta da una balia turca, nella cerchia della famiglia è chiamata "Cocona", che in turco significa signorina (Angeli 1906, p. 3).
Nel 1843 i Butenev si trasferiscono a Roma. Qui Apollinarij Petrovič opera in qualità di ambasciatore presso il Vaticano, sotto Gregorio XVI e durante il papato di Pio IX. La sua famiglia si distingue soprattutto per ospitare a Palazzo Nigra, nel maestoso contesto di Trinità dei Monti, uno dei più esclusivi salotti della capitale. Amano circondarsi di artisti, letterati, scrittori, musicisti, punto di riferimento per i russi della colonia romana e non solo. Anima dei convegni la madre dell'ancor giovane Marija spentasi a Roma – città della quale era profondamente "innamorata" – nella seconda metà del XIX secolo. E questa passione, come anche il gusto per l'arte e per la cultura, si è poi tramandata ai figli.

Colta, erudita, "poteva discutere con eguale competenza con un letterato inglese sopra gli ultimi studi shakesperiani o con un filologo italiano di un nuovo commento della Divina Commedia che ella conosceva e sapeva come pochi italiani sanno" (Angeli 1906, p. 3). Notevole inoltre è il suo interesse per l'archeologia romana, molti gli studiosi italiani e stranieri che hanno animato il salotto della principessa a proposito di temi di archeologia e di arte antica. I suoi ospiti si riuniscono, oltre che nelle stanze del menzionato Palazzo Nigra, anche nell'appartamento a via San Nicola di Tolentino, nonché a Palazzo Guglielmi a piazza Sant'Apostoli. Donna bellissima anche nella vecchiaia:

In gioventù era stata bellissima e ancora nella sua robusta vecchiaia conservava quella bellezza nobile e calma che è di tutte le età perché sembra riflettere le doti migliori dell'anima. Con quella sua aoreola di capelli candidissimi, con quei suoi occhi profondi a cui la miopia dava un sentimento speciale, con quel suo bel sorriso luminoso che sembrava rischiararle improvvisamente il volto sereno ella sembrava uno di quei pastelli settecenteschi dove i pittori dell'epoca sapevano esprimere così acutamente il carattere di una vecchia duchessa rappresentante di una grande razza dominatrice [Angeli 1906, p. 3].

Membro onorario della Biblioteca Gogol' e presidente del Circolo per l'incoraggiamento dei giovani artisti russi, partecipa attivamente alla vita artistica e culturale della capitale sino alla fine dei suoi giorni. Ancora nel gennaio del 1906 nella Cronaca mondana de «Il giornale d'Italia» veniva annoverata nel folto pubblico presente alla rappresentazione dell'Euripide di Sergej Volkonskij:

Così il geniale gentiluomo russo fu largamente applaudito da un pubblico numerosissimo ed elegante, fra cui ho potuto notare: le signorine Murawiev, figlie dell'ambasciatore di Russia, la principessa Bariatinsky con le due figlie Olga e Maria [...] (cfr. Cronaca mondana, 15 gennaio 1906).

Fonti archivistiche
BNCR, A.R.C. 35.I.32; A.RC.35.I.33.

Bibliografia

Cronaca mondana, «Il giornale d'Italia», 15 gennaio 1906.
D. Angeli, La principessa Bariatinsky, «Il Giornale d'Italia», 7 novembre 1906, p. 3.

Nota
Nelle fonti italiane s'incontra Principessa Bariatinsky.


Laura Piccolo, Bianca Sulpasso
Scheda aggiornata al 21 dicembre 2018



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