Russi in Italia

Fëdor Fëdorovič Komissarževskij


Luogo e data di nascita: Venezia, 23 maggio 1882
Luogo e data di morte: Darien (Connecticut), 17 aprile 1954
Professione: regista, teorico del teatro, traduttore per la scena

Fëdor Fëdorovič Komissarževskij nasce a Venezia in una famiglia di gente di teatro: il padre è il celebre tenore Fëdor Petrovič Komissarževskij (1832-1905), la sorella maggiore è la nota attrice Vera Fëdorovna (1864-1910), detta la "piccola Duse" russa. In patria, dopo aver compiuto gli studi in architettura, svolge un'intensa attività come regista, teorico del teatro, traduttore per la scena. Nell'ambiente teatrale è amichevolmente detto "Komis". Nel 1906 comincia a lavorare come direttore scenico e delle luci nel Teatro Drammatico fondato dalla sorella Vera, e lì conosce Vsevolod Mejerchol'd. Quando quest'ultimo abbandona l'istituzione, ne assume la guida insieme a Nikolaj Evreinov e porta in scena diverse opere, tra cui Besovskoe dejstvo (Azione demonica) di Aleksej Remizov (scenografia di Mstislav Dobužinskij), Černye maski (Maschere nere) di Leonid Andreev, Il costruttore Solness di Henrik Ibsen, Pelléas et Mélisande di Maurice Maeterlink.
Dalla collaborazione con Evreinov nasce nel 1909 al Vesëlyj teatr dlja požilych detej (Teatro allegro per bambini anziani) di San Pietroburgo, la prima acclamata rappresentazione di Veselaja smert' (La gaia morte), un'arlecchinata tradotta in italiano nel 1925 da Raissa Olkienizkaia Naldi per la messa in scena di Pirandello. Nel 1909 Komissarževskij cura l'allestimento di Pramater' (Die Ahnfrau) di Franz Grillparzer nella traduzione russa di Aleksandr Blok con scenografia di Aleksandr Benua. Tra il 1909 e il 1913, sempre al Vesëlyj teatr dlja požilych detej e con Evreinov, allestisce con successo opere di Koz'ma Prutkov quali Fantasija (Fantasia), Čereposlov, sireč' Frenolog ("Čereposlov" ovvero il frenologo), Spor drevnich grečeskich filosofov ob izjaščnom (La disputa degli antichi filosofi greci sul bello).
In Russia Komissarževskij realizza anche traduzioni di opere di August Strindberg, Knut Hamsun, Carlo Goldoni. Sua, in particolare, è la prima traduzione integrale dall'italiano di La Locandiera, pubblicata a Mosca nel 1910 dalla casa editrice Pol'za nella collana Universal'naja Biblioteka al prezzo di 10 copechi. Con ogni probabilità, questo testo avrebbe dovuto accompagnare il rientro in scena della sorella Vera, che non riesce a prenderla in considerazione per la morte prematura. Questa traduzione goldoniana, che ha avuto un'ottima diffusione ed è stata ristampata nel 1913 e nel 1916, rivela la sua eccellente conoscenza dell'italiano e il grande interesse per il teatro veneziano del XVIII secolo, sul quale anche Konstantin Miklaševskij stava in quegli anni lavorando. Il critico Vladimir Friče (1870-1929) ne ha inviato una copia a Edgardo Maddalena (1867-1929), oggi conservata alla Biblioteca di Casa Goldoni a Venezia, insieme a un paio di fotografie di Vera Fëdorovna. Tra gli autori italiani coevi che Komissarževskij pensava di portare in scena, ci sono pure Gabriele D'Annunzio con La figlia di Iorio e Luigi Chiarelli con La maschera e il volto.
Nel 1910, dopo la morte della sorella, Komissarževskij lavora come regista a Mosca per il teatro d'opera dell'impresario S. I. Zimin e allestisce Knjaz' Igor' (Il principe Igor') di A. P. Borodin, Skazka o zolotom petuške (Il galletto d'oro) di N. A. Rimskij-Korsakov, Boris Godunov di M. P. Mussorgskij, Lohengrin di R. Wagner, Pikovaja dama (La donna di picche) di P. I. Čajkovskij. Ancora a Mosca, per il Teatro di K. N. Nezlobin, allestisce Idiot di Dostoevskij, La signora dalle camelie di Dumas, Il borghese gentiluomo di Molière, Turandot di Gozzi, Faust di Goethe.
Negli anni 1910-18 Komissarževskij gestisce a Mosca un teatro-studio, nel quale mette a punto la sua personale estetica e realizza allestimenti quali Tragedija ob Iude (La tragedia di Giuda) di Aleksej Remizov, Skvernyj anekdot (Un aneddoto scabroso) di Fedor Dostoevskij, Lisistrata di Aristofane, Elettra di Hugo von Hofmannstahl. Per un certo periodo si avvale della collaborazione di Vasilij Sachnovskij (1886-1945), con il quale però ha dei contrasti che lo fanno aderire al Teatro d'Arte, dove importante si rivela il lavoro per La Locandiera.
Rifiutando le posizioni di Stanislavskij e di Mejerchol'd, Komissarževskij diventa assertore della libertà creativa dell'attore e aspira a un ideale di teatro che sia sintesi di tutte le arti. Sostiene inoltre la costante ricerca di stile del regista, che deve rivelare equilibrio e raffinatezza anche nel rapporto con il testo drammatico: di notevole impatto è, in tal senso, il suo allestimento del puškiniano Evgenij Onegin, basato sul recupero di illustrazioni a stampa di fine XVIII-inizio XIX secolo.
Come molti suoi colleghi, Komissarževskij vive anche l'esperienza cinematografica: in patria gira i film Vdova (1918) e Dekoracija sčast'ja (1918). Nell'estate 1919 partecipa al festival teatrale di Edimburgo: questo suo impegno di lavoro coincide, in realtà, con la scelta di lasciare la Russia e di trasferirsi in Occidente. Apre una scuola di recitazione a Londra e tiene lezioni presso la Royal Academy of Dramatic Art.
Nel 1922, a Londra, Komissarževskij porta in scena Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello al Kingsway Theatre e, nel 1926, Revizor (L'ispettore generale) di Gogol' al Barnes Theatre. Molto apprezzate sono anche le sue regie čechoviane, che hanno rivelato al pubblico inglese il drammaturgo russo: Djadja Vanja (Zio Vanja, 1921 e 1926), Ivanov (1925), Tri sestry (Le tre sorelle, 1926 e 1929), Čajka (Il gabbiano, 1936).
In Gran Bretagna Komissarževskij gira il film The yellow stockings (1928). Conosce lo studioso Allardyce Nicoll e il drammaturgo George Bernard Shaw e, come teorico del teatro, a Londra pubblica anche alcuni suoi testi in inglese: Myself and the theatre (Heinemann, 1929; 2 ed. New York, E. P. Dutton & Co., 1930), The costume of the theatre (Geoffrey Bles, 1931), The theatre and a changing civilization (John Lane and the Bodley Head, 1935). A Londra esce anche Settings & costumes of the modern stage (The Studio, 1933; 2 ed. New York, Benjamin Blom, 1966), scritto insieme allo scenografo Lee Simonson (1888-1967).
Tra le sue più importanti tournées di artista esule, vanno ricordate quelle a Parigi e a Torino.
Komissarževskij soggiorna più volte nella capitale francese e, tra le varie opere che porta in scena, vanno ricordate innanzitutto quelle che hanno impegnato Antonin Artaud (1896-1948) come attore: Le Club des Canards Mandarins di Henri Duvernois (Studio des Champs-Elysées, 1923) e R.U.R di Karel Čapek (Comédie des Champs-Elysées, 1924). Là rivede l'amico Evreinov, che nella sua Histoire du théâtre russe (1947) ricorda il lavoro svolto insieme in patria e spiega in modo approfondito la sua estetica teatrale.
Nel 1927 Komissarževskij dirige al Teatro Regio di Torino due prime rappresentazioni: Madonna Imperia (5 maggio), commedia musicale in un atto di Franco Alfano su libretto di Arturo Rossato (Vienna-Lipsia, Universal Edition, 1927), e Fata Malerba (15 maggio), fiaba in tre atti di Vittorio Gui su libretto di Fausto Salvatori (Milano, Sonzogno, 1927). Il suo programma torinese comprende inoltre Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart e La cambiale di matrimonio di Gioacchino Rossini.

Tra i conoscenti italiani di Komissarževskij spicca il nome del commendatore Marcello Piermattei, membro del "Gruppo dei Romanisti" e sovrintendente del Cimitero del Testaccio di Roma. Qui è sepolto il padre del regista, il celebre tenore Fëdor Petrovič, sulla cui lapide si legge (tomba 1576):

TEODORO KOMISARJEVSKY / DI PIETRO / ARTISTA LIRICO / DELL'OPERA ITALIANA / E DELL'OPERA IMPERIALE A PIETROBURGO / PROFESSORE / AL CONSERVATORIO DI MOSCA / COMBATTENTE / NELLE LEGIONI GARIBALDINE / MORI' SUL SUOLO DELLA SUA AMATA ITALIA / A ROMA IL 14 MARZO 1905 / IN ETA' DI 74 ANNI / MEMORE RICORDO / DEL FIGLIO TEODORO.

Tra il 1932 e il 1939, Komissarževskij lavora per il festival shakespeariano di Stratford-upon-Avon. Le sue originali e innovative scelte registiche, di scenografia e di costumi hanno reso memorabili – ma non sempre compresi nella loro portata di freschezza e forza creativa – alcuni allestimenti shakespeariani quali Il mercante di Venezia (1932-33), Macbeth (1933), Le allegre comari di Windsor (1935), Antonio e Cleopatra (1936), Re Lear (1936-37), La commedia degli errori (1938-39), La bisbetica domata (1939). L'importanza di questi spettacoli è stata in seguito sottolineata da Peter Brook.

Dal 1939 Komissarževskij si stabilisce negli Stati Uniti, dove prosegue con impegno la sua attività artistica. Aiuta Nikolaj Evreinov nelle tournée d'oltreoceano e gli procura contatti non solo con l'ambiente teatrale, ma anche con quello cinematografico americano. Lavora presso il New York City Opera e apre un suo teatro-studio a New Haven. Nel 1941 porta in scena Vyšnevyj sad (Il giardino dei ciliegi) di Anton Čechov per il teatro di Yale. Della sua attività a Broadway &nquote; dove, tra gli altri, porta in scena la sua commedia Russian bank (1940) e il dostoevskiano Prestuplenie i nakazanie (Delitto e castigo, 1947-48) &nquote; restano preziose foto di scena realizzate da Philiph Halsman (1906-1979), artista lituano pure emigrato negli Stati Uniti.
È stato sposato più volte tra cui, per un breve periodo negli anni Trenta, con la nota attrice inglese Peggy Ashcroft (nome d'arte di Edith Margareth Emily Ashcroft, 1907-1991), primadonna in molti suoi spettacoli. Dal suo matrimonio con la celebre danzatrice Ernestine Stodelle (1913-2008), che ha donato alla Harvard University Library molte carte di famiglia, sono nati tre figli. Altri suoi autografi e documenti sono conservati a Princeton e a New York. Il suo esilio dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti è attestato dalla corrispondenza con l'attrice Phillada Sewell (1910-1998).
Komissarževskij muore a Darien (Connecticut) nel 1954.

Pubblicazioni
Karlo Gol'doni, Chozjajka gostinicy. (Traktirščica). (La locandiera). Komedija v 3-ch dejstvijach. Perevod s ital'janskago Fëdora Komissarževskogo, Moskva 1910 (2 ed. Moskva 1913, 3 ed. Moskva 1916).
Fëdor Komissarževskij, Dekoracii v sovremennom teatre, «Maski», 1913-14, n. 3, pp. 20-39 e n. 6, pp. 1-16.
Fëdor Komissarževskij, Teatral'nye preljudii, Moskva 1916.
Fëdor Komissarževskij, Tvorčestvo aktëra i teorija Stanislavskogo, Moskva 1917.
Theodore Komisarjevsky, Myself and the theatre, London 1929 (2 ed. New York 1930).
Theodore Komisarjevsky, Decorative problems, «The Ideal Kinema», 13 February 1930, pp. 11-15.
Theodore Komisarjevsky, Why Russia revolted, «Everyman», 20 February 1930, p. 99.
Theodore Komisarjevsky, The costume of the theatre, London 1931.
Theodore Komisarjevsky - Lee Simonson, Settings & costumes of the modern stage, London 1933 (2 ed. New York 1966).
Theodore Komisarjevsky, The theatre and a changing civilization, London 1935.
Theodore Komisarjevsky, George Bernard Shaw, «The Freeman», 1951, n. 8, pp. 246-247.
Theodore Komisarjevsky, English theatre, «The Freeman», 1952, n. 2, pp. 668-669.
Fëdor Komissarževskij, Ja i teatr, Moskva, 1999.

Bibliografia
V. G. Sachnovskij, Komedija Gol'doni "Chozjajka gostinicy" v Chudožestvennom Teatre, «Maski», 1913-14, n. 5, pp. 40-49.
N. Evreinoff, Histoire du théâtre russe. Préface et adaptation française de Gustave Welter, Paris 1947.
M. Mullin, Augures and Understood Relations: Theodore Komisarjevsky's "Macbeth", «Educational Theatre Journal», XXVI (March 1974), n. 1, pp. 20-30.
R. E. Mennen, Theodore Komisarjevsky's Production of "The Merchant of Venice", «Theatre Journal», XXXI (October 1979), n. 3, pp. 386-397.
R. Berry, Komisarjevsky at Stratford-upon-Avon, «Shakespeare Survey», vol. 36 (1983) "Shakespeare in the Twentieth Century", edited by Stanley Wells, pp. 73-84.
V. Emeljanow, Komisarjevsky directs Chekhov in London, «Theatre Notebook», n. 37, 1983, pp. 66-77.
V. Emeljanow, Komisarjevsky's "Three Sisters": the Prompt Book, «Theatre Notebook», n. 41, 1987, pp. 55-66.
A. Blok, Il teatro drammatico di V. F. Komissarževskaja. Lettera da Pietroburgo del 1906 (trad. e postilla al testo blokiano di Massimo Lenzi), «Baubo», n. 2-3, 1987, pp. 39-45.
L. Senelick, Wandering stars: Russian emigré theatre, University of Iowa Press, 1992.
S. K. Bušueva, La locandiera al Teatro d'Arte di Mosca (trad. di Massimo Lenzi), «Il Castello di Elsinore», VI (1993), n. 17, pp. 29-43.
R. Tracy, Komisarjevsky's 1926 "Three Sisters", in Chekhov on the British stage, edited and translated by Patrick Miles, Cambridge University Press, 1993, pp. 65-77.
Z. Stribrny, Shakespeare and Eastern Europe, Oxford University Press, 2000.
V. Borovsky, A Triptych from the Russian Theatre: an Artistic Biography of the Komissarzhevsky Family, University of Iowa Press, 2001.

Fonti
Venezia, Archivio Storico del Comune
Venezia, Biblioteca di Casa Goldoni
Parigi, Bibliothèque Nationale de France, Collection Nicolas Evreinoff
Princeton University Library, Manuscript Division, Evgenii Zamiatin Collection
The New York Public Library for the Performing Arts, Philiph Halsman Theatrical Photographs 1947-69
The New York Public Library for the Performing Arts, Mikhail Mordkin Papers
Harvard University Library, Theatre Collection, Theodore Komisarjevsky Papers
Harvard University Library, Theatre Collection, Theodore Komisarjevsky correspondence with Phillada Sewell

Nota
Nelle fonti occidentali il nome si incontra anche come Theodore Komisarjevsky, Teodoro Komisarjevski, Teodoro Komisarjewski.

Maria Pia Pagani  


Locandina di La fata Malerba nella regia di Fedor Komissarževskij (1927).



Fëdor Komissarževskij, Teatral'nye preljudii, Moskva 1916.



Fëdor Komissarževskij, Teatral'nye preljudii, Moskva 1916.



Karlo Gol'doni, Chozjajka gostinicy. (Traktirščica). (La locandiera). Perevod s ital'janskago Fëdora Komissarževskogo, Moskva 1910.

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