Russi in Italia

Vadim Dmitrievič Falileev


Luogo e data di nascita: Governatorato di Penza, 4 (o 12) gennaio 1879
Luogo e data di morte: Roma, 5 agosto 1950
Professione: pittore, incisore, insegnante

Allievo di V. V. Mate, è uno dei primi artisti a utilizzare la tecnica dell'incisione su linoleum. Dopo gli studi con una borsa di specializzazione compie un viaggio in Europa. Nel 1910 si stabilisce a Roma con la moglie, la pittrice Ekaterina Nikolaevna Kačura. Nel 1911 partecipa all'Esposizione internazionale di Roma, presentando una serie di incisioni su legno (Sul Volga, Giocattoli russi, Il Padiglione Russo della Valle Giulia in Roma) e alcune acqueforti a colori (Muro di cinta d'un monastero, La Sorbona, Parigi). Dopo una breve assenza, durante la quale si reca a Parigi, torna nel 1912 in Italia, viaggia per la penisola visitando Venezia, Napoli, Firenze; passa qualche tempo a Capri, dove frequenta Maksim Gor'kij e gli artisti e scrittori riuniti intorno a lui (tra gli altri il poeta Saša Čёrnyj). Nel 1914 alcuni suoi lavori sono esposti alla XI Biennale di Venezia.
Tornato in Russia nel 1913, si stabilisce a Kenčurka, un villaggio sul Volga, dove rimane per tre anni, lavorando febbrilmente: il grande fiume russo – come segnala il suo primo biografo N.I. Romanov – rappresenta uno dei soggetti prediletti, su cui l'artista ritorna costantemente per coglierne i giochi di luce e di colore, uniti al lavoro e alla fatica umana.
Nel 1916 si stabilisce a Mosca, partecipa a diverse mostre di Mir Iskusstva sia a Mosca sia a Pietrogrado. Una delle sue prime personali – presenta incisioni, stampe, xilografie e ritratti litografici – si svolge a Mosca nel 1917 al Museo Rumjancev. Nel 1918 diventa professore all’Istituto Stroganov, dal 1920 al 1924 è decano della facoltà di grafica e professore del gabinetto litografico dei Laboratori specialistici tecnico-artistici (VCHUTEMAS, Vysšie chudo×estvenno-techničeskie masterskie), tra i suoi allievi c’è Aleksej Kravčenko; fa lezioni di tecnica dell’incisione, di storia ed estetica del libro, collabora con il Prolektul’t, esegue una serie di incisioni su linoleum che raccoglie nel volume Italia (Italija, 1923).
Nel 1923 con la moglie e la figlia emigra a Stoccolma. Nel 1925 si trasferisce a Berlino, dove lavora intensamente e frequenta l'ambiente artistico russo: Konstantin Gorbatov, Ivan Mjasoedov ed altri. Infine nel 1938 si stabilisce con la famiglia a Roma, dove vivrà fino alla fine dei suoi giorni.
Nell'aprile 1940 prende parte insieme alla moglie alla XXXII Mostra della Galleria di Roma, dedicata alle opere di artisti stranieri residenti nella capitale. Il collante che unisce le diverse anime di questi rappresentanti dell'emigrazione artistica è la "visione pittorica della fascinosa città che li ospita" (Crespi, p. 5). L'artista presenta lavori d'ispirazione romana (Carrettiere della campagna romana) e russa (Tempesta di neve). Tra i russi che partecipano alla mostra figurano anche Andrej Beloborodov e Rimma Brajlovskaja.
Oltre alle collettive e personali, Falileev espone sovente con i familiari. Il 31 ottobre 1942 insieme alla moglie alla galleria I Buchetti presenta una serie di acqueforti, incisioni e acquerelli dedicati all'Italia (Roma, Venezia ecc.) e alla Russia: mentre nei lavori della moglie prevalgono scorci urbani moscoviti, Leitmotiv della sua opera è sempre il Volga. L'evento è preceduto da una mostra della famiglia al completo alla Barcaccia di Roma, in cui anche la figlia Katjuša Falileeva Santopietro espone alcune sue sculture.
Le mostre di Falileev non sono circoscritte alla sola capitale: nel dicembre 1945 Milano ospita una sua personale alla Galleria Po di Piazza Buenos Aires. Sue opere sono conservate al Museo statale russo, al Museo statale delle arti figurative A. S. Puškin, in Germania e in America (Washington, New York).
Muore nel 1950 ed è sepolto al cimitero romano del Verano.

Bibliografia
M. Bertelé, L'inaugurazione del padiglione russo all'Esposizione internazionale d'arte di Venezia del 1914, in Russi in Italia. Archivio Russo Italiano V, a cura di A. d'Amelia e C. Diddi, Salerno, «Europa Orientalis», 2009, pp. 97-108.
A. Crespi, Artisti stranieri a Roma, «Meridiano di Roma», 7 aprile 1940.
E. M., Mostre romane. Alla "Barcaccia", «Il lavoro fascista», 11 ottobre 1942.
Esposizione internazionale di Roma. Catalogo della mostra di belle arti, Bergamo, Istituto italiano di arti grafiche, 1911.
P. S., Mostre d'arte. Tre artisti russi, «Il Messaggero», 10 ottobre 1942.
D. Ja. Severjuchin, O. L. Lejkind, Chudozniki russkoj emigracii (1917-1941). Biografičeskij slovar', SPb., Izdatel'stvo Černyševa, 1994.
Tre artisti russi a Roma, «La Tribuna», 3 aprile 1940.
Русское присутствие в Италии в первой половине ХХ века
: энциклопедия / ред.-сост. А. д’Амелия, Д. Рицци. Москва: Политическая энциклопедия, 2019.

Fonti archivistiche
Soprintendenza alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea. Roma, Archivio Bioiconografico, Vadim Falileev, cass. 11, 5.

Nota
Nelle fonti italiane s'incontra Wadim Falileeff, Falileev.

Link
http://www.artsait.ru/art/f/falileev/main.htm
http://www.vgd.ru/STORY/verano.htm

Nell'immagine in alto: V. D. Falileev, Paesaggio invernale con pini al tramonto (Zimnyj pejsa× s sosnami na zachode solnca), 1927 http://www.artsait.ru/art/f/falileev/img/3.jpg

Laura Piccolo
Scheda aggiornata il 12 novembre 2020


Catalogo della mostra personale dell'artista al Museo Rumjancev di Mosca nel 1917.



V. D. Falileev, Ritratto di Nikolaj Berdjaev, 1922



Copertina del volume di incisioni di Vadim Falileev Italia (Mosca-Pietrogrado 1923)



Onda, 1909
www.artsait.ru/art/f/falileev/main.htm



Vadim Falileev e la moglie insieme a Saša Černyj  e sua moglie
http://krapan-5.livejournal.com/283798.html



Vadim Falileev. Ritratto della moglie. Acquaforte del 1917



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