Russi in Italia

Konstantin Alekseevič Korovin


Luogo e data di nascita: Mosca, 23 novembre (5 dicembre) 1861
Luogo e data di morte: Parigi, 11 settembre 1939
Professione: pittore, scenografo, letterato

Nasce in una famiglia di mercanti. Studia alla Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca (Moskovskoe učilišče živopisi, vajanija i zodčestva) nelle classi di Aleksej Savrasov e di Vasilij Polenov. Tramite Polenov entra in contatto con Savva Mamontov (1841-1918), per il quale realizzerà diversi lavori teatrali negli anni Ottanta e Novanta dell'Ottocento. Tra le opere liriche italiane ricordiamo le scene per Aida, Lucrezia Borgia e La Gioconda, allestite per il teatro privato di Mamontov.
L'attività di K. come scenografo è molto intensa: nel 1899 viene chiamato dal direttore del Teatro Bol'šoj di Mosca, V. Teljakovskij, a rinnovare lo stile, ancora rigidamente classico, delle messe in scena del teatro, di cui nel 1903 diventa primo scenografo. La sua fama in questi anni è legata alla vasta produzione di paesaggi naturali ed urbani, spesso frutto dei numerosi viaggi in Russia e all'estero (Nord Europa, Francia, Spagna e Italia), e di ritratti di celebrità dell'epoca, sia russe che straniere.
Tra il 1892 e il 1893 risiede a Parigi, dove dipinge sotto l'influenza dell'impressionismo francese. Nel 1896 conosce Fedor Šaljapin, col quale stringe amicizia, e nel 1898 Sergej Djagilev, grazie al quale entra in contatto con il gruppo di Mir Iskusstva.
Šaljapin cerca di promuovere il talento di K. in Italia, ordinandogli nel 1904 le scenografie per il Faust di Gounod, rappresentato il 9 marzo al Teatro alla Scala, ma giunto a Milano viene a sapere che gli scenografi del teatro milanese "per invidia" si sono rifiutati di realizzare le sue scenografie e costumi (disegnati, quest'ultimi, da Aleksandr Golovin). In una lettera a Teljakovskij, Šaljapin esprime tutto il suo rammarico per non aver potuto mostrare agli italiani il talento dell'artista (Konstantin Korovin. Žizn' i tvorčestvo, p. 319).
A partire dal 1906 K. si reca annualmente a Parigi, mentre nel 1910 è nominato primo scenografo dei Teatri Imperiali di Mosca (Kogan, p. 141). Dopo la Rivoluzione d'ottobre, pur rimanendo legato agli impegni teatrali, si dedica alla tutela e conservazione dei beni culturali fino al 1923, quando – su consiglio di Anatolij Lunačarskij – emigra definitivamente in Francia, con la motivazione ufficiale di dover curare il figlio Aleksej, rimasto invalido per un incidente, e di voler realizzare mostre all'estero.
Nell'emigrazione continua a dipingere, subendo il fascino delle numerose correnti artistiche parigine e collaborando alla realizzazione di opere e balletti russi nei teatri di varie città: Torino, New York, Londra, Buenos Aires (Kogan, p. 280).
Oltre che alla pittura e alla scenografia, a partire dal 1929 la sua fama è legata anche alla stesura di racconti e memorie.


Ritratto di Angelo Masini
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Korovin e l'Italia
Compie il suo primo viaggio in Italia nell'estate 1888 insieme a Savva Mamontov. Le opere realizzate in questo periodo, soprattutto paesaggi italiani, saranno esposte alle mostre della Società moscovita degli amatori d'arte (Moskovskoe obščestvo ljubitelej chudožestv). Verosimilmente per i numerosi impegni di Mamontov, il viaggio ha un ritmo serrato. Nel diario – visitano Firenze, La Spezia, Milano, Genova, Roma – i commenti di Mamontov si alternano ai disegni di Korovin. Nel capoluogo toscano K. realizza il dipinto Piazza di Firenze (Ploščad' vo Florencii), in cui si riconosce, ritratto di spalle, Mamontov stesso, mentre Strada di Firenze sotto la pioggia (Ulica vo Florencii v dožd') è dipinto dalla finestra dell'albergo in cui i due alloggiano (Kogan, pp. 49-51). Il 27 dicembre 1888 da Roma K. scrive a Polenov quanto lo hanno impressionato le sculture del Vaticano, soprattutto le antiche "assolutamente vive"; accenna al poco tempo che ha per lavorare e ad un incontro con i fratelli PavelAleksandr Svedomskie, che lo hanno invitato a trascorrere il capodanno con loro (Konstantin Korovin. Žizn' i tvorčestvo, p. 197).
Dopo un soggiorno in Spagna, i due amici trovano il tempo a Milano di "andare a vedere come gli italiani interpretano" la Carmen, "esempio di moderno dramma musicale" (Kogan, p. 56). L'anno successivo sono di nuovo in Italia: è in questa occasione che l'artista dipinge Piazza di Roma (Ploščad' v Rime, oggi conservata in una collezione privata moscovita), il cui stile presenta un'ulteriore evoluzione rispetto alle opere italiane del 1888 (Kogan, p. 64).

Durante l'ultimo decennio dell'Ottocento K. ritrae, come aveva fatto Serov, il cantante italiano Angelo Masini, spesso in tournée in Russia (dipinto conservato alla Galleria Tret'jakov di Mosca):

Il colorito scuro, nonostante l'apparente monocromatismo, si distingue per la sua stupefacente lavorazione. Il costume dell'artista è dipinto con ricchissime gradazioni di grigio e marrone; preziose sono le sfumature color ciliegia della poltrona, che quasi fuoriesce dal fondo scuro. La pennellata larga, i colpi di pennello dinamici, combinati prevalententemente con sfumature calde, rendono il ritratto molto espressivo. Il virtuosismo della persona ritratta è reso meravigliosamente dal pittore con l'aiuto di un pennello altrettanto artistico (Konstantin Alekseevič Korovin: 1861-1939, pp. 10-11).

Nel 1907 K. espone tre quadri nella Sala russa allestita da Djagilev per la VII Esposizione internazionale d'Arte di Venezia: il ritratto di Šaljapin, il paesaggio intitolato Capanne e la tela Un caffé in Crimea, di cui scrive Vittorio Pica:

Nella delicata tela Un caffé in Crimea, crivellata di luminose macchiette di sole, indovinasi un pennello più disinvolto, più brioso e simpatizzante già con più recenti ricerche pittoriche, tanto da fare ripensare a qualcuno degli effetti preferiti dal tedesco Max Liebermann (Pica, p. 135).

Individuata nella triade Korovin Serov e Levitan gli autentici rappresentanti della pittura nazionale moscovita, Pica aggiunge:

Furono essi, infatti, che, seguendo l'esempio dato in letteratura pei primi dai Puskine, dai Gogol e dai Turghenieff, rivolsero l'attenzione sulle vaste, desolate e scolorite pianure, sui torbidi stagni, sui magri boschetti di betulle e sui melanconici villaggi delle loro terre natali e si sforzarono di esprimerne i caratteri, insieme con quelli delle popolazioni rusticane che le abitano, mercè una pittura di intonazione grigia per solito ed alquanto monotona nella sua uniformità, ma di assai efficace intensità evocativa.

Proprio Serov espone nella stessa sala veneziana un ritratto di Korovin, che ottiene un notevole successo di pubblico e critica (Edoardo Ximenes lo definisce un ritratto "denso e sintetico") e numerose riproduzioni sulla stampa italiana.
Nel 1911, in occasione dell'Esposizione Internazionale di Roma organizzata per il Cinquantenario dell'Unità d'Italia, Korovin è rappresentato all'interno del padiglione russo dai quadri Testa femminile, Primavera e Lo Sbarcatoio.
Un successivo soggiorno in Italia risale probabilmente al 1918. Nell'archivio della Galleria Tret'jakov di Mosca si conservano alcune fotografie di Venezia scattate tra il 1918 e il 1922 (la disposizione in ordine cronologico dell'album fa presumere che le foto risalgano appunto al 1918).


Strada di Firenze sotto la pioggia
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Korovin e Il gallo d'oro
L'unico lavoro realizzato da Korovin per il teatro italiano sono le scenografie e i costumi per Il gallo d'oro di Rimskij-Korsakov, la cui prima rappresentazione è al Teatro Regio di Torino il 17 febbraio 1925.

Per recarsi a Torino con il regista Vittorio Andoga (Viktor Žurov), ottiene d'ingresso per l'Italia a Parigi nel novembre 1924. Da Torino Korovin scrive a Boris Krasin:

Tu stesso capisci cosa significa disegnare da solo queste scenografie, così variegate e piene di ornamenti. Il teatro è enorme, le dimensioni addirittura maggiori di quelle del teatro Bol'šoj di Mosca. Il laboratorio è all'aperto. Torno in albergo la sera tardi, stanco morto perché è un grande lavoro. Ma quanti giorni e quante notti ho lavorato nella mia vita da quando avevo vent'anni, prima da Mamontov e poi al Bol'šoj? Ho fatto tante mostre, e qual è il risultato? Io vorrei lavorare alle mie cose, cioè a quello che ho raggiunto in pittura. È la mia musica, la mia arte, e io la amo: non porta nulla in sé tranne il bene, e io non posso occuparmene perchè adesso lavoro per il mio bisogno estremo (anche se sto introducendo anche qui, nelle scenografie, il bello). Qui non realizzano messe in scene come quelle del Bol'šoj a Mosca. Io sono stato il primo a porre il problema dell'arte decorativa in teatro (Konstantin Korovin. Žizn' i tvorčestvo, p. 472).

Le scene e i costumi del Gallo d'oro, già messi in scena a Mosca nel 1909 (Kogan, pp. 204-211), rappresentano in assoluto una novità per il pubblico torinese, che conosce così "di prima mano il gusto brillante, estrosamente decorativo dei Ballets Russes" (M. Viale Ferrero, p. 451).


Fonti archivistiche
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari generali e riservati, 1924 A16, b. 19, f. 532, Corovin Costantino e moglie Anna ed altri.
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari generali e riservati, 1924 A16, b. 26, f. 1350, Jouroff Andoga Vittorio.
Gosudarstvennaja Tret'jakovskaja Galereja, Otdel Rukopisej, fond 97/5-46. Al'bom fotografij i zarisovok K. K. Korovina. 1918-1922.

Pubblicazioni
Коровин К.А. Шаляпин. Встречи и совместная жизнь. Париж: Возрождение, 1939.
Константин Коровин вспоминает…/ сост. И.С. Зильберштейн, В.А. Самков. М.: Изобразительное искусство, 1990.
Коровин К.А. «То было давно... там... в России»: воспоминания, рассказы, письма: В 2 т. М.: Русский путь, 2010.

Bibliografia
V. Pica, L'arte mondiale alla VII Esposizione di Venezia, Bergamo 1907.
E. Ximenes, Settima Esposizione Internazionale d'Arte in Venezia, vol. 2, Milano 1907.
«Il Regno», 19 febbraio 1925.
Konstantin Korovin. Žizn' i tvorčestvo. Pis'ma. Dokumenty. Vospominanija, Moskva 1963.
D. Kogan, Konstantin Korovin, Moskva 1964.
Konstantin Alekseevič Korovin: 1861-1939: stankovoe tvorčestvo, Moskva 1971.
M. Viale Ferrero, Storia del Teatro Regio di Torino. La scenografia dalle origini al 1936, Torino 1980.
Толстой А. Художественный мир русской эмиграции в Париже. 1920–1930-е годы // Пути и перепутья: Материалы и исследования по отечественному искусству ХХ века. М.: НИИ Рос. АХ, 1995.
Толстой А. Художники русской эмиграции. М.: Искусство – ХХI век, 2005.
Русское присутствие в Италии в первой половине ХХ века: энциклопедия / ред.-сост. А. д’Амелия, Д. Рицци. Москва: Политическая энциклопедия, 2019.

Link interessanti
www.artrz.ru/articles/1804784452/index.html
http://kkorovin.ru/
http://bibliotekar.ru/kKorovin/index.htm

Nell'immagine: V. Serov, Ritratto del pittore K.A. Korovin (1891)


Matteo Bertelé, Giuseppina Giuliano
Scheda aggiornata al 3 giugno 2020


Il giardino di Margherita. Schizzo della scenografia non realizzata per il Faust di Gounod al Teatro alla Scala (Gosudarstvennyj teatral'nyj muzej).



Milano, 1888
http://kkorovin.ru/jpg/europe/pre/milan.jpg



Venezia
http://www.museum-online.ru/Impressionism/Konstantin_Alekseevich_Korovin/Preview/4



Boris Šaljapin, K. Korovin ospite degli Šaljapin, olio 1930
http://www.liveinternet.ru/users/2010239/post112987590/



K.A. Korovin in un ritratto-caricatura di Boris Šaljapin



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