Russi in Italia

Antonietta Simonovna RaphaŽl Mafai


Luogo e data di nascita: Kaunas (Lituania), 29 luglio 1895
Luogo e data di morte: Roma, 5 settembre 1975
Professione: pittrice, scultrice
   
                              "La signora bizzarra venuta dal ghetto baltico" (Philippe Daverio)

Dopo la morte del padre, rabbino della comunità ebraica della cittadina natale, nel 1905 si trasferisce con la madre, originaria di Ekaterinoslav, a Londra, dove intraprende gli studi musicali e si diploma nel 1915 in pianoforte presso la Royal Academy. Dà vita a una scuola musicale nell'East End.
Dopo un breve soggiorno francese, tra Parigi, Montecarlo e Nizza, nel 1924 raggiunge Roma, dove studia alla Scuola libera del nudo dell'Accademia di Belle Arti. Qui conosce Mario Mafai che più tardi sposerà (20 luglio 1935) e dal quale avrà tre figlie: Miriam, Simona e Giulia. In un'intervista la pittrice scherzosamente confessa: "Venni in Italia con progetti di ogni genere... anche quello di divertirmi... Invece sposai Mafai" (Dias 1949).
Dopo un soggiorno lavorativo a Montepulciano come insegnante di musica nel 1925, il 2 febbraio 1926 a Firenze dà alla luce la primogenita. Con lei torna a Roma e dopo un periodo di rottura si riconcilia con Mafai. Con Scipione, Mario Mafai e Marino Mazzacurati fonda la cosiddetta Scuola di via Cavour (dove la coppia risiedeva), fulcro della futura Scuola romana.


Mafai con i pennelli, 1943 bronzo
http://www.museivillatorlonia.it/mostre_ed_eventi/mostre/antonietta_raphael/galleria_di_opere/(img)/1

La città e la sua veste architettonica sono uno dei soggetti privilegiati di questi anni, espressa nelle tele Colosseo, La passeggiata archeologica, L'Arco di Settimio Severo, secondo quello che Mezio ha definito un romanismo contaminato da un "folklore orientale che la giovane lituana si porta attaccato alle suole delle sue scarpe di slava" (Mezio, 1955) e che trova conferma anche in un successivo giudizio di Moravia:

Curiosamente Roma, città museo sede di cento accademie dedicate al defunto classicismo umanistico, è diventata nei dipinti della Raphael, zingaresca, orientale, evanescente (Moravia, 1971).

Espone alla I Mostra sindacale del Lazio nel 1929 e, nello stesso anno, partecipa a una collettiva di otto pittrici alla Camerata degli artisti. Nel 1930 si trasferisce con Mafai a Parigi, per poi trascorrere un anno da sola a Londra, dove si appassiona di scultura e stringe legami con Jakob Epstejn.

Dopo un altro anno trascorso a Parigi, torna in Italia il 16 gennaio 1932, stabilendosi con le figlie e Mafai a Roma, alla pensione Salus di piazza Indipendenza gestita dalla suocera, dopo che la casa-studio di via Cavour era stata demolita. Coltiva la nuova passione per la scultura nello studio di Ettore Colla a Castro Pretorio. Tra i primi lavori Tre sorelle, Miriam che dorme. Nel 1933 le sono affidate le decorazioni del salone della Casa del Balilla a Trastevere, andate perdute. Partecipa alle Sindacali del 1936 (sculture Simona, Giuliana) e del 1938.


Miriam che dorme, 1933
http://www.scuolaromana.it/opere/ope051.htm

Alla proclamazione delle leggi razziali lascia Roma per trasferirsi con le figlie prima a Forte dei Marmi e poi a Genova, mentre Mafai è chiamato alle armi a Macerata. Già nel maggio dello stesso anno, all'arrivo di Hiltler nella capitale, era partita con le figlie per Anzio. Ad eccezione di una breve parentesi romana tra il 1943 e il 1945, rimane a Genova con la figlia minore sino al 1952. Nel 1942, grazie all'intercessione di Mino Maccari, le viene concesso uno studio all'Accademia di Belle Arti di Roma.

Il rapporto con il marito è costellato da separazioni e avvicinamenti ma sempre intenso sia nella vita privata, sia in quella artistica. Così scrive Mafai nel 1942 alla moglie:

Abbiamo passato 18 anni insieme e abbiamo veduto crescre le nostre figlie intelligenti e sane. Il destino è stato buono con me. Ci amiamo ancora molto. Soltanto la nostra natura artistica è stata sempre gelosa di un tesoro di cui sentivamo la responsabilità di non poter distruggere e non ha voluto l'annullamento di uno di noi come esige una certa specie di amore. Quando tu mi dici che non puoi amare di più che il tuo lavoro, io ne potrei essere geloso, ma ti capisco e allora si è formata un'altra forma di amore che è piena di armonia venata da sottili nostalgie e che ha qualche cosa di sublime (cit. in I Mafai - Vite parallele 1994, p. 7).

Nel 1946 partecipa al premio di scultura La Spiga a Firenze e nello stesso anno alla Mostra di arte sociale a Genova. Nel giugno 1947 espone una serie di sculture (tra cui i bronzi Giuliana, Bambina che canta e i gessi Torso e Dottor Yesi) accanto alle tele di Mafai alla Galleria Barbaroux di Milano. L'anno successivo prende parte alla Quadriennale di Roma e alla III regionale degli artisti liguri. Dal 1948 al 1954 è presente alle edizioni della Biennale di Venezia.
Nel 1951 Mafai e Raphaël espongono nella stessa sala della Quadriennale. L'artista lituana presenta Ritratto del dr. Jesi (terracotta), La bambina che canta (terracotta), Ritratto di Mafai (bronzo) e Ritratto del pittore Guttuso (bronzo).
Nel 1952 viene premiata alla VI Quadriennale. Espone poi alla Galleria dello Zodiaco di Roma. Sempre in questi anni viene insignita di diversi premi: il I premio di scultura alla III Mostra sindacale dell'Arte della regione ligure (1948); Premio di scultura Forte dei Marmi, Premio di Pittura Riccione (1949); Premio di scultura Saint Vincent, Premio di scultura "Vie nuove" Roma (1950); Premio di scultura mostra nazionale della danza Roma, Primo premio del Comune di Genova per un monumento a Goffredo Mameli (1951); Premio di scultura alla Quadriennale di Roma. Premio per il bozzetto "Prigioniero di guerra ignoto" Firenze; Primo premio pittura il "Volti di Roma" (1952).
Nel 1954 partecipa alla II Mostra Internazionale de "La Donna" a Terni, nella quale la Galleria d'Arte Moderna di Roma acquista la tela Ritratto di donna (1928) e l'anno successivo  alla Galleria  La colonna di Milano e alla Tartaruga di Roma.
In questo periodo compie diversi viaggi in Sicilia, e nel 1956 in Unione Sovietica e in Cina, con una delegazione di artisti italiani tra i quali figurano Aligi Sassu e Ampelio Tettamanti, partecipando ad alcune collettive in Asia. L'esperienza cinese si traduce in una mostra itinerante tra Roma, Firenze e Torino, accompagnata da un catalogo introdotto da Alberto Moravia. Il viaggio in Spagna del 1957 è invece raccontato nei lavori esposti a una successiva mostra (1960) alla Galleria di Chiurazzi. Nello stesso anno alcune sue opere sono incluse nella mostra "Arte italiana dal 1910 a oggi" a Monaco e una sua personale è organizzata a Messina. Nel 1958 la Galleria La Bussola di Roma organizza una collettiva dal titolo "Scultura italiana", nella quale sono esposti alcuni lavori dell'artista.


Nudo femminile allo specchio
http://3.bp.blogspot.com/.../adolescente+1928,+antonietta+raphael

Nel 1959, alla VIII Quadriennale di Roma, espone suoi lavori alla collettiva "La scuola romana dal 1930 al 1945", preannuncio di quel riconoscimento tardivo di un suo ruolo nella nascita e nell'evoluzione artistica dei giovani pittori romani, che culmina nel 1960, quando esce la prima monografia a lei dedicata. Il Centro Culturale Olivetti (Ivrea) organizza una sua retrospettiva itinerante (Ivrea, Torino e Roma), e il Ministero della Pubblica Istruzione le assegna la medaglia d'oro per i benemeriti dell'arte e della cultura. Al 1964 risalgono una personale alla Galleria L'Incontro di Salerno e una collettiva dedicata alla Scuola Romana alla Barcaccia di Roma.
Il 32 marzo 1965, dopo una lunga malattia, si spegne Mafai, suo compagno di una vita (dal quale per questioni economiche si era separata nel 1960), al quale dedica il dipinto Omaggio a Mafai.  Dopo la pittura e la scultura, negli anni successivi si dedica con successo anche alla litografia. R. muore a Roma nel settembre 1975.
Diverse iniziative la ricordano anche dopo la sua morte: nel 1977 suoi lavori sono esposti alla Galleria d'arte Narciso e a Bari si tiene una collettiva di sue opere unite a quelle di Pavel Mansurov; nell'aprile 1991 alla Palazzina Vigarani di Modena Nilde Iotti inaugura una sua personale. Si ricorda inoltre la mostra Vite Parallele alla Galleria Netta Vespignani nel 1994 e l'esposizione di alcune sue opere a Matera nel 2003.


Le tre sorelle, 1937
http://www.scultura-italiana.com/Biografie/Raphael_Mafai.htm

Bibliografia
VII mostra del sindacato fascista belle arti del Lazio, Roma 1936, Catalogo della mostra Roma febbraio-marzo 1936.
A.R., Mostre d'arte. Mafai-Raffael-Guidi, «Il Mattino d'Italia», 22 maggio 1947.
F. Orsini, Mostre d'arte italiana a Milano, «Il giornale dell'arte», 10 giugno 1947.
W. Dias, Incontro con una scultrice parla di Raphael de Simon, «L'Unità» (Genova), 22 luglio 1949.
R. Guttuso, Antonietta Raphael Mafai, «Rinascita» 1952, n. 3, p. 185.
V. Martinelli, Raphaël Mafai, «Commentari. Rivista di critica e storia dell'arte» III (1952), n. 4, pp. 293-300.
C. Maltese, Raphael Mafai, «L'Unità» (Roma), 20 marzo 1952.
V. G., Raphael Mafai, «Il Tempo», 22 marzo 1952.
B. Bagnolo, La sorpresa di Raphael, «Sicilia del Popolo» (Palermo), 6 aprile 1952.
M. Venturoli, Un viaggio tra i poveri della pittrice Raphaël Mafai, «Paese Sera», 28 ottobre 1952.
A. Mezio, Una pittrice inedita, «Il Mondo» (Roma), 5 aprile 1955.
A. Mezio, Raphael Mafai, intr. alla brochure della mostra A. Raphael Mafai, Galleria "La Colonna" Milano 16-30 aprile 1955.
A. Trombadori, Antonietta Raphael, «Il Contemporaneo», 11 giugno 1955.
C. Brandi, La Cina della Rafael, «Il Punto», 13 ottobre 1956.
D. Micacchi, Il cammino di Antonietta Raphael verso un umanesimo popolare, «L'Unità» (Roma), 4 novembre 1960.
G. Cavazzini, Antonietta Raphael alla Steccata, «Gazzetta di Parma», 16 ottobre 1966.
G. Accolla, Il segno della Raphaël, «Panorama delle arti» I (1971), n. 12, pp. 18-20.
A. Moravia, Il narcisismo della Raphael, «Il Miliardo», 17 marzo 1971.
S. Gianattanasio, "L'unica autentica scultrice italiana", «Avanti», 9 settembre 1975.
Raphaël: scultura lingua viva, catalogo della mostra presso la galleria Incontro d'Arte di Roma, a cura di M. Fagiolo, Roma, E. Coen, 1978.
A. D'Elia, Due anime erranti dalla Russia. Antonietta Raphael e Paul Mansuroff in mostra a Bari, «La Gazzetta del mezzogiorno», 18 dicembre 1985.
A. Pinelli, La visionaria venuta dal freddo, «Il Messaggero», 14 aprile 1991.
Biografia, a cura di V. Rivosecchi, in Nove Maestri della scuola Romana, Torino 1992, pp. 218-221.
F. D'Amico, Antonietta Raphaël, in Nove Maestri della scuola Romana, Torino 1992, pp. 186-217.
M. Mafai, Ricordo di Piazza Indipendenza, in Nove Maestri della scuola Romana, Torino 1992, pp. XVI-XXIV.
M. Mafai, Due artisti allo specchio, «Grazia» 1994, n. 6, pp. 71-73.
I Mafai - Vite parallele, catalogo della mostra Roma febbraio-marzo 1994 a cura di M. Fagiolo, regesto biografico di F. R. Morelli, Roma, Edizioni Netta Vespignani, 1994.
L. Mattarella, Mario Mafai e Antonietta Raphaël, in Arte in due. Coppie di artisti in Europa 1900-1945, Catalogo della mostra, Torino, Palazzo Cavour 14 marzo - 8 giugno 2003, a cura di L. Mattarella, E. Pontiggia, T. Sparagni, Milano, Mazzotta, 2003, pp. 173-188.
E. Siciliano, Il risveglio della bionda sirena. Raphaël e Mafai. Storia di un amore coniugale, Milano, Mondadori, 2005.
P. P. Pancotto, Artiste a Roma nella prima metà del ‘900, Roma, Palombi editori, 2006.
S. De Dominicis, Antonietta Raphaël Mafai. Un'artista non conforme, Milano, Selene Edizioni, 2006.
Antonietta Raphaël. Un lungo viaggio nel ‘900: dipinti, sculture, disegni, catalogo della mostra, Palermo 3 febbraio- 6 aprile 2007, Palermo, Edizioni Nuvole Incontri d'Arte, 2007.


Giuditta,  1960-61, olio su tela
 http://www.museivillatorlonia.it/mostre_ed_eventi/mostre/antonietta_raphael/galleria_di_opere/(img)/12

Fonti archivistiche
Soprintendenza alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea. Roma, Archivio Bioiconografico, Raphael Mafai Antonietta, cass. 24, 1; Mafai Mario, cass. 17, 5.

Nota
Nelle fonti italiane s'incontra Antonietta De Simon Raphaël Mafai, Raphael-Desimo, Desimo-Raffael.

Link interessanti
http://www.scuolaromana.it

Laura Piccolo
Scheda aggiornata al 20 dicembre 2009



Antonietta Raphaël Mafai a Roma nel 1929



Antonietta Raphaël Mafai in una fotto dell'Archivio Guilia Mafai, Roma. fotografo Alfio Di Bella
http://jwa.org/encyclopedia/article/raphael-antonietta



Mario Mafai, Antonietta Raphael e le figlie Miriam, Giulia e Simona. Roma, 1939
http://www.liceoberchet.it/netday00/arte/images/MafaiAntonietta1939.jpg



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