Russi in Italia

Lev (Leon) Vasil'evič Zak

Chrisanf


Luogo e data di nascita: Rastjapino (governatorato di Nižnyj Novgorod), 12 luglio 1892
Luogo e data di morte: Vanves (Francia), 30 marzo 1980
Professione: pittore, scultore, grafico, poeta

Di famiglia ebraica. Negli anni 1911-1916 studia al dipartimento di lingue romanze e germaniche dell’università di Mosca, prende lezioni di pittura da Aleksandr Jakimenko (1905–1906), Fёdor Rerberg e Il’ja Maškov. Entra nel mondo dei futuristi moscoviti, è membro del gruppo “Mezzanino della poesia”, lavora alle copertine dei loro almanacchi, ma anche di raccolte futuriste, dove esordisce come poeta con lo pseudonimo di Chrisanf.

Nel 1920 insieme alla moglie Nadežda Aleksandrovna Braudo (1894–1976) e alla figlia lascia la Russia e si stabilisce a Firenze, dove si lega con i futuristi italiani e con gli artisti russi là emigrati, Filipp Gozjason e Vladimir Boberman; con quest’ultimo espone nel maggio 1921 a Roma alla Casa d’Arte Bragaglia. Scarne notizie sulla mostra sono contenute in una recensione anonima della rivista “La Fiamma” (Notiziario d’arte // La Fiamma. 1.5.1921).

Nel 1922 si trasferisce a Berlino, dove mantiene la famiglia con l’attività di grafico e illustratore, collabora come scenografo al “Teatro romantico russo”, fondato da Boris Romanov, crea litografie per le edizioni russe di Pir vo vremja čumy di Aleksandr Puškin (1923) e La Mandragola di Machiavelli (1924). Si sposta in seguito a Parigi, lavora nello stesso studio di Gozjason e Boberman, con i quali espone i propri lavori in gallerie private e in mostre collettive di artisti russi.

Negli anni dell’emigrazione fa lentamente carriera, ma con successo; si lega al gruppo dei neo-umanisti fondato da Valdemar George (psedonimo di Jarocinsky; 1893–1970); i suoi quadri di quegli anni su temi biblici sono segnati da grande spiritualità. Col tempo si avvicina all’espressionismo e negli anni Quaranta all’arte astratta.

Contemporaneamente negli anni Trenta torna a collaborare con il teatro, scenografa i balletti Giselle per la compagnia di Vera Nemčinova al Teatro degli Champs Elisées (1930), Le chout (Il buffone) di Sergej Prokov’ev per il Balletto russo di Montecarlo (1932), Le baiser de la fée (Il bacio della fata) di Igor’ Stravinskij al Teatro Chatelet con la coreografia di Bronislava Nižinskaja (1934). Nel 1938 ottiene la cittadinanza francese.

Al 1949 risale il suo ritorno in Italia, quando la galleria veneziana “Il Cavallino”, fondata dal mecenate ed editore Carlo Cardazzo, prepara una sua personale, in cui presenta i suoi ultimi lavori.


Fonti archivistiche

ACS. PS. 1920 A11. B. 13. F. 530 Zack Leone.
ACS. PS. 1922 A11. B. 16. F. 36 Zach Leone.


Bibliografia

Grenier J. Entretiens avec dix-sept peintres non figuratifs. Paris: Calmann-Levy, 1963.

Jakobson Roman. Souvenirs du future // Leon Zack. Des Perles aux aigles. Paris: Éditions Sant-Germain-des-Prés, 1975.
Léon Zack: Catalogue. Musée d’Art Moderne de la ville de Paris. Paris, 1976.

Маркадэ И. Поэтическая философичность живописи Л.В. Зака // Русская мысль. 1979. № 3256. 17 мая.

Perrin C. Penser l’art de Leon Zack. Lausanne: L’Age d’homme, 1984.

Rétrospective Léon Zack 1892-1980. Musée de Beaux Arts d’Orléans, 1988.

Cabanne P. Léon Zack, catalogue raisonné de l’oeuvre peint établi par Irène et Florent Zack, Alain Pizerra. Paris: Les Éditions de l’Amateur, 1993.

Зак И. Леон Зак (1892–1980) // Евреи в культуре русского зарубежья / сост. и изд. М. Пархомовский. Иерусалим, 1995. Т. 4. С. 247–261.

Харджиев Н.Н. Статьи об авангарде: Архив русского авангарда / Сост. Р. Дуганов, Ю. Апришкин, А. Сарабьянов: В 2 т. Москва: R. A., 1997.

Русский Париж. 1910–1960. ГРМ: Альманах. Вып. 35. СПб., 2003.

 

Link

Лейкинд О.Л., Махров К.В., Северюхин Д.Я. Зак Лев (Леон)… // Сайт ≪Искусство и архитектура русского зарубежья≫ https://artrz.ru/menu/1804657343/1804783756.html

https://dzer.ru/12725-rodom-iz-derevni-rastyapino.html

https://lechaim.ru/ARHIV/194/hazan.htm

https://artuk.org/discover/artists/zack-leon-18921980



Antonella d'Amelia
21 giugno 2020


Painting, 1952 (Tate Gallery, London)
http://www.tate.org.uk/servlet/ViewWork?cgroupid=999999961&workid=16515&searchid=10228



Lev Zak, Composition futurist, 1930



Lev Zak, Composition abstract, 1970




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