Russi in Italia

Marija Fedorovna Jurkovskaja

Marija Andreeva


Luogo e data di nascita: Pietroburgo, 4 luglio 1868
Luogo e data di morte: Mosca, 8 dicembre 1953
Professione: attrice, traduttrice, rivoluzionaria

Figlia d'arte (il padre era regista teatrale, la madre attrice), dopo gli studi superiori entra all'Accademia d'arte drammatica. Nel 1888 sposa l'ingegnere Andrej Željabužkij, supervisore capo delle ferrovie di Kursk e Nižnyj-Novgorod, nonché membro del direttivo della Società teatrale russa. Dalla loro unione nascono Jurij (1888) e Ekaterina (1894). Ricevuto un nuovo incarico, Željabužkij si trasferisce con la famiglia a Tiflis dove Marija Jurkovskaja debutta sulle scene accanto al marito con lo pseudonimo di Marija Andreeva. La famiglia Željabužskij si stabilisce successivamente a Mosca, città che segna profondamente il destino di Marija Andreeva. Qui conosce i due uomini più importanti della sua vita: Kostantin Sergeevič Stanislavskij, maestro e poi collega, con il quale debutta, il 15 dicembre 1894, nel ruolo di Olja Vasil'kova, nella pièce Svetit, da ne greet di A. Ostrovskij e N. Solov'ev; e Maksim Gor'kij, compagno, amante, marito, figura fondamentale del suo percorso esistenziale anche dopo la loro separazione. Nel 1898 entra come attrice nella compagnia del Teatro Accademico d'Arte di Mosca (MChAT), che abbandona nel 1905, dopo essere stata offuscata sulla scena da Ol'ga Knipper, nuova pupilla di Stanislavskij, e una lunga querelle epistolare con il maestro e regista. Tra i suoi ruoli più riusciti Lel' (Sneguročka), Irina (Try sestry) Liza (Deti solnca), Nataša (Na dne). Parallelamente si consolida il suo interesse per la politica manifestatosi con lo studio di Marx e poi – sotto lo pseudonimo di Fenomen – con un impegno costante nella ricerca di fondi per la causa rivoluzionaria, culminato con l'adesione, nel 1904, al KPSS. Marija Andreeva sovente copre molti compagni perseguitati dalla polizia, fino a diventare essa stessa bersaglio delle autorità per aver partecipato, il 15 febbraio 1904, al concerto della RSDRP. Ma è soprattutto il suo legame con Maksim Gor'kij a compromettere la sua posizione. Durante la tournée teatrale del MChAT in Crimea (1900), il loro rapporto si consolida sia dal punto di vista politico, sia da quello sentimentale: nel 1903 si sposano con nozze civili, dopo il divorzio di Maksim Gor'kij dalla prima moglie Ekaterina Pavlovna, con la quale resta in buoni rapporti.
Dopo aver lasciato la compagnia, Marija Andreeva, insieme a Maksim Gor'kij e altri conoscenti e collaboratori, s'impegna nella creazione di un nuovo teatro, proseguendo nel frattempo l'attività teatrale a Riga, su invito di Nezlobin per la stagione 1904-1905. Al principio del 1905, viene qui ricoverata per un malore. Gor'kij la raggiunge a Riga, dove viene arrestato e poi recluso a Pietroburgo. Non ancora ristabilitasi, Marija Andreeva torna nella capitale attivandosi per la liberazione del suo compagno che presto viene rilasciato, anche per le numerose pressioni giunte dagli altri Paesi. I due tornano così a Riga, recandosi in primavera per cure in Crimea e stabilendosi successivamente a Kuokkala, in Finlandia. Marija Andreeva rientra a Mosca, dove riprende l'attività teatrale con il MChT per la messa in scena di Deti solnce di Gor'kij. Parallelamente collabora alla redazione del giornale «Novaja Žizn'», il cui primo numero esce in ottobre e rappresenta, nei mesi successivi, ulteriore motivo di persecuzione da parte delle autorità: per scongiurare un nuovo arresto di Gor'kij e una possibile incriminazione di Marija Andreeva, nei primi giorni di gennaio del 1906 entrambi fuggono in Finlandia e, nel febbraio dello stesso anno, raggiungono Berlino. Si tratta di un momento molto sofferto della vita di Marija Andreeva che vive con dolore il distacco forzato dai figli rimasti in Russia. In aprile insieme a N. E. Burenin s'imbarcano per gli Stati Uniti, da cui faranno ritorno in Europa nell'autunno dello stesso anno.

Note sul soggiorno italiano

Il 26 ottobre 1906 Marija Andreeva giunge a Napoli insieme a Maksim Gor'kij, al suo segretario "amico suo carissimo" Burenin (Intervista a Massimo Gorki 1906, p. 3), alla moglie di questi e a una cameriera. A memoria della traversata transatlantica, resta sulle pagine italiane l'articolo di un passeggero dello stesso piroscafo – "Principessa Irene" – su cui viaggia la famiglia Peškov, pubblicato sul «Giornale d'Italia», che fornisce preziose informazioni sulla vita e la personalità di Gor'kij e della sua compagna:

Di qui a una settimana si stabiliranno a Sorrento per un mese, dove avranno agio di perfezionarsi nello studio dell'italiano. Già leggono con sicurezza, anzi la Andreeva sinora lo parla bene, quando riesce a vincere la eccessiva paura d'usar bene forme men che corrette. Preferisce per questo l'uso del francese, quando non possa avere chi conosca il russo o possa sostenere la conversazione in inglese o in tedesco.
Quando ella di nobilissima famiglia – è parente del principe Galitzin, cameriere segreto del Papa e notissimo in Roma, dove suol passare buona parte dell'anno – per amore dell'arte volle entrare nell'Accademia di Pietroburgo ad apprendere l'arte del canto, studiò tutte queste lingue e specialmente l'italiana: è quindi facile comprendere di qual prezioso aiuto sia la coltissima donna al suo Alexis – così ella chiama familiarmente il Gorki – nello studio delle letterature straniere. Non sarebbe da meravigliare che presto avessimo, messa di lei in veste italiana, qualche notevole opera di autore russo [Viator 1906, p. 3].

Nella città partenopea alloggiano all'Hotel Vesuvio. All'interesse suscitato dalla personalità di Gork'ij si aggiunge quello per Marija Andreeva:

Egli come ho detto, ha una compagna che ama ed è ricambiato da intenso affetto. Lo specchio di un mobile, essendo rimasto aperto per un momento la porta, ce l'ha fatta intravedere. È una figura slanciata, elegante; un'ombra di malinconia è diffusa sul suo volto, i suoi movimenti sono lenti e tranquilli. Costei è la signora a cui i reporters americani hanno fatto una caccia spietata facendole perfino chiudere in faccia le porte degli alberghi... della terra della libertà [Intervista a Massimo Gorki, 1906. p. 3].

Il 26 ottobre i coniugi Peškov, insieme a Burenin e alla moglie, si concedono un pomeriggio di svago e di riposo per ammirare le bellezze di Napoli:

Dopo la colazione, Massimo Gorki, con la signora Andrejewna, col segretario e con la moglie di quest'ultimo, fece una lunga passeggiata in villa e in via Caracciolo e, con una macchina fotografica, ritrasse vari punti del golfo e della villa. Poi, in vettura, si recarono tutti insieme al Museo Nazionale, dove, appena fu nota la visita del grande scrittore, Luigi Conforti, si affrettò a raggiungerlo, nella sala dei bronzi, e gli diede tutte le spiegazioni, facendo da interprete, in francese, la signora Andrejewna. Poco dopo, il direttore del Museo, cav. Gattini e il ragioniere Campana accompagnarono anch'essi Massimo Gorki nella visita, che durò un'ora, perché erano già le 16 e si doveva chiudere. Massimo Gorki, ringraziando per le amabilità ricevute, promise di ritornare per una più lunga visita. [Come Gorki trascorse la giornata di ieri, 1906, p. 1].

La sera dello stesso giorno si recano al teatro Politeama, accolti anche qui con tutti gli onori. A Marija Andreeva vengono offerti "magnifici fiori, che furono graditi da lei e da Massimo Gorki" [Come Gorki trascorse la giornata di ieri, 1906, p. 1]. Il giorno successivo Maksim Gor'kij e Marija Andreeva restano all'Hotel Vesuvio per conversare con i giornalisti e altri ospiti, tra i quali gli studenti russi della Corda Frates. Il 29 ottobre Marija Andreeva accompagna Gor'kij al comizio Pro-Russia, organizzato dalla sezione napoletana del Partito socialista italiano presso la Borsa del Lavoro di Napoli. Piazza San Lorenzo è già da metà mattinata "gremita da centinaia di persone, ansiose di vedere Massimo Gorki, al suo passaggio, prima che fosse entrato nel gran cortile della Borsa del Lavoro" (Il comizio "Pro Russia" con l'intervento di Massimo Gorki, 1906, p. 4). Tra il pubblico operai, anarchici, ma anche molti studenti russi. Marija Andreeva giunge con Gor'kij intorno alle 13 insieme a Burenin e alla moglie, accompagnati da Arturo Labriola e da alcuni rappresentanti del Partito socialista napoletano. Le due vetture su cui viaggiano sono circondate dalla folla. Al comizio partecipano Giovanni Bergamasco, l'onorevole Carlo Altobelli, Arturo Labriola e altri. Marija Andreeva traduce dal russo al francese parole che Gor'kij annota sul suo taccuino. Dopo il comizio la coppia visita il palazzo della Borsa del Lavoro dove riceve anche una delegazione di studenti russi.
In quegli stessi giorni napoletani, Maksim Gor'kij esprime il desiderio di conoscere Roberto Bracco: Marija Andreeva si offre come traduttrice (cf. Gorki e Roberto Bracco 1906, p. 2), permettendo ai due scrittori di confrontarsi "per oltre due ore":

L'incontro fra i due scrittori riuscì cordialissimo. Il Gorki, parlando di arte e letteratura, attraverso l'interpretazione della sua signora, si mostrò informato del movimento letterario e teatrale italiano discorrendo a lungo col nostro illustre commediografo [Massimo Gorki, 31 ottobre - 1 novembre 1906, p. 4].

Più tardi lo stesso Bracco ricorda calorosamente sia lo scrittore, sia la sua compagna – "donna Maria" – una "donna di prim'ordine, piena di ingegno e di energia", unita allo scrittore da una "affinità di sentimenti e di ideali" e che "vigilava su di lui [Gor'kij n.d.a.] con un garbo squisito e con una cura quasi materna" (Quando Gorki era a Capri... 1917, p. 3).

Per due giorni di mare in tempesta, la coppia deve rinviare il trasferimento a Capri, dove giunge il 2 novembre, a bordo del piroscafo "Mafalda" (Massimo Gorki, 3-4 novembre 1906 p. 4): l'accoglienza degli isolani si dimostra subito affettuosa:

Al suo arrivo a Capri Massimo Gorki fu fatto segno ad una calorosa dimostrazione di simpatia della folla assiepata in piazza Umberto I. L'illustre profugo russo scese all'Hotel Quisisana. La vettura in cui era Gorki e la signora Andrejewna fu stretta in mezzo dalla folla e non potette procedere oltre. Fu necessario quindi fare a piedi la via fino all'albergo, fra le acclamazioni della folla. Disordini però non se ne ebbero a deplorare. Massimo Gorki ieri fece un giro nell'isola incantevole dove si propone rimanere fin dopo Natale [Massimo Gorki a Capri, 1906, p. 4].

Il soggiorno, che doveva essere inizialmente di pochi giorni, viene prolungato: Gor'kij è così profondamente colpito dalla bellezza dell'isola che decide di trascorrervi l'inverno, "attratto dalla poesia e dalla quiete del luogo" (Massimo Gorki a Capri, 18 novembre 1906). Il 22 novembre lasciano il lussuoso albergo – di proprietà del sindaco – per stabilirsi a Villa Blaseus (oggi hotel Villa Krupp) della famiglia Settanni, "ovvero più semplicemente in una piccola casetta con tre finestrelle sulla montagna presso Marina Piccola" (Lettera di Marija Andreeva a A. V. Amfiteatrov del novembre 1906, in Marija Fedorovna Andreeva. Perepiska..., p. 144). Nel 1909 si trasferiscono a Villa Ercolano, nota anche con il nome di Villa Spinola (o Villa Behring), o, più semplicemente, la "Casa rossa", per il colore dei suoi mattoni (Cazzola 2006, p. 30). A Capri Gor'kij scrive febbrilmente e organizza la Scuola di partito mentre Marija Andreeva svolge per lui diverse mansioni: segretaria, portavoce, traduttrice. Qui affina la sua già ottima conoscenza dell'italiano, traducendo fiabe popolari in russo, pubblicate in patria con grande successo e in più edizioni.

Volti della Russia e della futura rivoluzione – Bogdanov, Lenin, Lunačarskij, Bazarov – e quelli della letteratura coeva – Bunin, Tichonov, Andreev – si succedono ospiti a Capri della coppia che non tarda però a intessere rapporti di intima e profonda amicizia anche con i rappresentanti della cultura e della politica italiana, come il già menzionato Roberto Bracco, ma anche Sibilla Aleramo e Giovanni Cena, questi ultimi incontrati a Roma nel marzo 1907.
In primavera sono a Berlino dove entrano in contatto esponenti russi e non del movimento rivoluzionario, tra i quali Rosa Luxemburg e Lenin. In estate sono di nuovo a Capri, in autunno si recano in Toscana, dove visitano Firenze e Siena e conoscono Ugo Ojetti. Nel novembre Marija Andreeva scrive a Burenin: "E che cosa raccontare di me? Stiamo bene, corriamo a guardare quadri, ci affezioniamo sempre più a questo sorprendente paese" (Lettera di M. F. Andreeva a N. E. Burenin del novembre 1907, in Marija Fedorovna Andreeva, Perepiska..., p. 156).

Nel dicembre dello stesso anno tornano a Roma ritrovando qui gli amici conosciuti in marzo. Sibilla Aleramo rimane colpita dalla personalità e dai modi di Marija Andreeva, come racconta in un articolo dedicato allo scrittore e alla sua compagna in occasione del loro soggiorno romano:

Gorki non parla che la sua lingua: alcune parole italiane sono tutto quanto possiede di lingue straniere. Ma gli sta a fianco la moglie, creatura di grazia e di forza, nata di famiglia principesca, che fu per qualche anno attrice di grande fama sotto il nome Maria Andreievna. Con una prontezza, una pieghevolezza meravigliosa questa donna dal bel volto pallido in cui gli occhi splendono fieramente, traduce le parole del poeta e gli riferisce quelle degli interlocutori, senza quasi che il dialogo sosti od incespichi un istante: anch'ella ha una coltura larga e un gusto eletto, e la sua anima è una sola con quella di Alexis Maximovich [Aleramo 1907, p. 3].

Nella capitale si accingono a trascorrere il capodanno assieme ai Botkin (cfr. Lettera di Marija Andreeva a I. L. Ladyžnikov del 27 dicembre 1907, in Marija Fedorovna Andreeva. Perepiska..., p. 159), per ripartire alla volta di Napoli il 1 gennaio 1908 e raggiungere Capri il giorno 5.
Non sempre però il giudizio della critica e del pubblico italiano su Marija Andreeva è stato positivo o equo, soprattutto negli anni Trenta, quando è ritratta come creatura scaltra e 'fatale' che con il suo fascino ha fatto capitolare Gor'kij, rivelando di avere su di lui un ascendente tale da poterlo manovrare. È il caso di un articolo di E. Cerio in cui Marija Andreeva è descritta come un'eroina dannata, dalla bellezza "abbagliante e fatale", una passionale che, oltre a Gor'kij, è pronta a rivelarsi "amica di uomini molto importanti", risoluta a "sacrificare la sua virtù" e concedersi al Granduca Vladimir pur di salvare Gor'kij imprigionato nella fortezza di Pietro e Paolo. Marija Andreeva è inoltre dipinta come una "rubamariti", un'abile burattinaia che "non solo volle atteggiarsi ad ispiratrice, quasi direttrice spirituale di Gorki", fino a divenire una "piovra dai molteplici tentacoli" (Cerio 1943, p. 3).

Il ritorno in Russia
Marija Andreeva lascia Capri nel novembre 1912 quando rientra illegalmente in Russia stabilendosi in Finlandia, dove prosegue la sua attività di procacciatrice di fondi per il partito. Da qui scrive quotidianamente a Gor'kij, tenendolo aggiornato sugli avvenimenti russi. Presto torna al teatro grazie anche agli amici attori che, nel 1913, la richiedono alle autorità come elemento necessario alla compagnia per la tournée in programma: nel giugno 1913 è finalmente sulla scena a Kiev. Le condizioni di salute di Gor'kij intanto peggiorano, costringendola a tornare a Capri a trovarlo. Nel frattempo le accuse a suo carico decadono e Marija Andreeva può, questa volta legalmente, far ritorno in Russia, dove riprende a recitare al Teatro Suchodol'skij di Mosca (1913-1914) e a quello di Nezlobin (1915-1917).
Nei mesi della rivoluzione partecipa con fervore all'organizzazione del nuovo regime politico e culturale: le due attività parallele della sua vita – il teatro e la politica – si fondono negli anni di lavoro in qualità di commissario dei teatri e degli spettacoli di Pietrogrado dal 1918 al 1921; Marija Andreeva non abbandona comunque la recitazione. Dal 1919 è posta alla guida della Commissione di periti presso la sezione pietrogradese del Commissariato del popolo per il commercio estero (Vneštorg). Si trova sovente all'estero per sensibilizzare l'opinione pubblica europea sulle gravi condizioni di fame e carestia in cui versa il paese nel 1921. Nel 1922 è nominata incaricata del Commissariato del popolo del commercio estero per gli affari cinematografici, ruolo nel quale prende parte attiva alla nascita e al consolidamento dell'industria cinematografica sovietica. Dal 1931 al 1948 è direttrice della Casa degli scienziati (Dom učenych) presso l'Accademia delle scienze. Si spegne a Mosca l'8 dicembre 1953.

Gli anni Venti e l'Italia
Il destino di Marija Andreeva s'intreccia ancora con l'Italia negli anni Venti quando organizza con quattro amici un viaggio per l'Europa. È in questa occasione che si rivolge, come testimoniano i materiali conservati all'Archivio centrale dello Stato (cfr. sezione "Materiali"), all'antico amico Roberto Bracco, chiedendo di raccomandarla alle autorità italiane. In un'affettuosa lettera del 9 maggio 1921 Marija Andreeva esprime il desiderio di ritornare in Italia, sua "seconda patria", di visitare nuovamente le città di Roma, Napoli e Firenze insieme ad alcuni amici. Racconta le difficoltà a cui è andata incontro per ottenere l'autorizzazione ad intraprendere un tale viaggio "senza avere alcuno scopo altro, che vedere tutto ciò che sia avvenuto nell'arte, teatro e cinema". Marija Andreeva chiede a Bracco di intercedere per lei presso il Governo italiano, al fine di ottenere un visto della durata di un mese, e assicura lo scrittore che sia lei sia i suoi amici non hanno nessun interesse politico in Italia. Precisa inoltre che Maksim Gor'kij, il quale, al momento della stesura della lettera è in procinto di raggiungere la Germania per cure, "non è comunista, qualche sia che si dice".
La lettera è consegnata a Bracco direttamente dal figlio di Gor'kij con il quale Marija è rimasta in buoni rapporti. In seguito a questa lettera, Roberto Bracco si rivolge per un consiglio a Bevione, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per quella che egli ritiene "una faccenda delicata e complicata". Egli informa l'amico della richiesta dell'Andreeva che definisce "donna di grande ingegno e di nobilissimi sentimenti", riferendo di credere alla sincerità delle sue parole ma di non potersi assumere una tale responsabilità.

Il viaggio tanto anelato da Marija Andreeva viene purtroppo negato dalle autorità che intendono "salvaguardarsi da ogni sorpresa", visto anche lo scenario politico del tempo, le condizioni critiche in cui versano i consolati italiani in territorio russo, impossibilitati ad adempiere a pieno al proprio compito e a raccogliere informazioni esaurienti sul motivo del viaggio e soprattutto visto il forte legame ancora esistente – e mai rinnegato da Marija Andreeva – tra la donna e Gor'kij, figura che continua ad essere guardata con "prudenza" e allarme dalle autorità italiane "per lo stesso carattere romantico ed impetuoso dell'uomo".

Caro amico!
Spero, che Lei si ricordi di me che lei non sarà meravigliato, che mi rivolgo a lei, desiderando andare per un poco di tempo rivedere Napoli, Roma, Firenze e poi – ritornare sulla Russia, dove sono artista in uno dei più grandi e conosciuti teatri – Gran teatro Drammatico a Pietroburgo. Con grandissima difficoltà abbiamo ricevuto il permesso del nostro Governo contemporaneo, io e quattro amici miei, di andare viaggiare nell'Europa.
Questi amici sono: artista drammatico e "regesseur" non so come si chiama in Italiano, dello stesso teatro Sr Crinteicoff-Pietro; un pittore, assai conosciuto Sr Raenitzchi-Giovanni; un famoso antiquario e pittore, Michaele Savostin, e, perchè lui non è più giovane, ha 60 anni. Sua moglie Sga Anna Savostina a cui era permesso per questa raggione di accompagnare il suo marito.
Siamo forse i primi del nostro paese che abbiamo ricevuto questo permesso tra le persone private, senza avere alcuno scopo altro, che vedere tutto ciò che sia avvenuto nell'arte, teatro e cinema in Europa intera e certamente in Italia il paese dell'arte.
S/r Savostin vorrebbe anche rinnovare le sue conoscenze con tutti gli Antiquari, ciò che sarà utile assai come per lui, anche per gli antiquari italiani perché era un grande uomo in questa sua specialità.
Come Lei crede – potrebbe Lei farmi queste grandi gentilezze e scrivere a Roma poche parole ad un ufficiale della sua conoscenza, per sostenere la mia domanda al governo italiano, chiedendo il permesso per rimanere in Italia un mese per me ed i miei amici.
Sr. Cino M. Vivolda, il Ministro plenipot. qui, in Riga ha già scritto dalla parte sua favorevolmente, come mi ha detto, ma sarebbe ancora meglio se Lei volesse aggiungere anche la sua buona raccomandazione. Non sia seccato, prego, per il disturbo! Mi ricordo spesso, spesso di buon tempo a Capri, della sua bontà ed amicizia.
Io rispondo per tutti i miei amici che nessuno di loro neanche io stesso, noi non ci mischiamo nelle affari politiche, Le do la mia parola d'onore.
E ancora, per vero dire, io soffro di una tale nostalgia per l'Italia, che vedendola qualche volta in sogno, piango come una bambina. Lei sa che Italia è avvenuta la mia seconda patria. E poi sono stanca, siamo così stanchi noi tutti, tutti questi poveri amici miei, che sono partiti con me dalla Russia, avendo ricevuto il permesso di andarsene per Europa soltanto per tre mesi con obbligo di ritornare a lavorare in Russia.
Noi ritorneremo. Noi crediamo che questi, che si obbligano e poi non ritornano in Russia fanno una bassezza verso tutti gli altri, che erano rimasti nella Russia e verso tutti questi che vorrebbero andare per la salute, per non essere così isolati come eravamo tutto il tempo della terribile guerra e poi la rivoluzione.
Lei mi capirà, sono sicuro, Lei è un grande scrittore e sa tutto, sia l'anima umana, l'anima di un artista.
Alessio (Massimo Gorki) non è comunista, qualche sia che si dice. Ha sofferto molto, è avvenuto proprio ammalato di core e fra breve andrà a Nauheim in Germania. Ma temo che non si sentirà bene lì, io non amo i tedeschi da lungo tempo, se lei si ricorda.
Questa mia lettera porterà in Italia il figlio di Alessio – Massimo Pescoff, un bravo giovane con cui siamo molto amici... Spero che lei vorrà farmi ciò che Le domando e non sarà seccato.
Le stringo la mano e spero poter dire arrivederci Maria Andreeva
Se vuol scrivermi dovrebbe indirizzare la lettera al Sr. Vitalba a Riga.
9/V/921 Italia-Napoli
Al celebre Scrittore Roberto Bracco [Copia su carta del Ministero dell'Interno della lettera di Marija Andreevna a Roberto Bracco del 9 maggio 1921].

Alla richiesta di Maria Andreeva segue la raccomandazione di Bracco all'amico Bevione, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri:

Li 27 luglio
Il mio indirizzo: Via Santa Teresella degli Spagnoli n° 28 NAPOLI
Mio caro Bevione,
Memore delle vostre cortesie di buon collega e fiducioso nella scrupolosità nell'acume e nell'energia con cui assolvete l'alto compito che così degnamente vi è stato affidato, mi permetto di chiedere il vostro ausilio pel disbrigo d'una faccenda delicata e complicata: – complicata, soprattutto, per me che vivo estraneo agli ambienti della politica.
Leggete, vi prego, attentamente, l'acclusa lettera. È scritta e firmata dalla signora Maria Andreeva, che io conobbi accanto a Massimo Gorki a Capri. Mi pareva una donna di grande ingegno e di nobilissimi sentimenti.
Ora ella chiede al Governo Italiano la sicurezza di poter restare un mese in Italia, senza essere circondata di diffidenza, insieme con i quattro amici, di cui, nella sua lettera, dà precise informazioni.
Io credo sincerissime le parole con le quali dichiara che lo scopo del suo viaggio è puramente artistico. Tuttavia capirete che non intendo assumere responsabilità. Esaminate voi la cosa con la vostra competenza, e, se lo credete opportuno, cercate di soddisfare il desiderio della egregia signora. Intanto, vi chiedo scusa del fastidio che vi do e vi stringo la mano con viva cordialità. Roberto Bracco
Per S. E. Bevione
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Camera dei Deputati [Copia su carta del Ministero dell'Interno della lettera di Roberto Bracco a Bevione del 27.VII.1921].

Viene avviata una pratica ufficiale che nega l'ingresso a M. Andreeva per "salvaguardarsi da ogni sorpresa":

La signora Maria Andreevna, amica del noto scrittore ed agitatore politico Massimo Gorki, a mezzo del drammaturgo Roberto Bracco, chiede il permesso di recarsi in Italia, per il periodo di qualche mese, con altre quattro persone, Crinteicoff Pietro, Rechitzchi Giovanni, Savestin Micoele e la moglie di quest'ultimo Anna Savestina, tutti sudditi russi e attualmente residenti a Pietroburgo.
L'illustre artista, che raccomanda la stessa a S.E. il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, afferma esplicitamente di non essere in grado di dare alcuna garanzia sugli scopi reali di questo viaggio in Italia. Il quale si noti farebbe parte di un più ampio viaggio inter-Europa destinato, come afferma la signora Andreeva amica del Gorki, a "vedere tutto ciò che sia avvenuto nell'arte teatro e cinema in Europa intera".
Questa Direzione Generale è d'avviso che non sia il caso di dare seguito alla richiesta della signora Andreeva. Come è noto, non è possibile, allo stato attuale delle cose, accertare direttamente lo scopo di simili viaggi da parte di sudditi russi.
I nostri consolati in Russia non funzionano, stante la rottura dei rapporti per i noti motivi: note fonti dirette di accertamento e d'indagine non esistono.
È nota d'altronde la parte preponderante se non sempre molto chiara – che il Gorki ha avuto e tuttora mantiene nello svolgimento dei fatti rivoluzionari in Russia e nei direttivi di propaganda, all'estero dei fatti stessi.
La signora Andreeva ha sempre mantenuto – come ella stessa non nasconde – rapporti cordiali con il Gorki, la cui attività politica, per lo stesso carattere romantico ed impetuoso dell'uomo, non può essere guardata senza opportuna prudenza [...]" [appunto manoscritto del Direttore generale della PS al Sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 10.VIII.1921].

Nota
Nelle fonti archivistiche e nelle pubblicazioni italiane s'incontra Maria Andreeva, Maria Andreievna-Andrewna-Andrejewna-Andreeva.

Fonti archivistiche
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari generali e riservati, 1921, cat. A11, b. 13, f. Andreeva Maria e altri n. 31.

Bibliografia
S. Aleramo, Maksim Gorki a Roma, «La Tribuna», 19 dicembre 1907, p. 3.
P. Cazzola, A Capri, fra compatrioti, pescatori e scugnizzi, in Uno scrittore ‘amaro' nel Paese ‘dolce', a cura di M. Talalay, Capri, Oebalus Edizioni, 2006, pp. 26-41.
E. Cerio, Gor'kij inedito, «Il Mattino», 31 gennaio 1943, p. 3.
Come Gorki trascorse la giornata di ieri, «Il Mattino», 27-28 ottobre 1906, p. 1.
Gorki e Roberto Bracco, «Il Giornale d'Italia», 31 ottobre 1906, p. 2.
Grande comizio "pro Russia" a Napoli. Il saluto di Massimo Gorki, «Il Giornale d'Italia», 29 ottobre 1906, p. 3.
Intervista con Massimo Gorki a Napoli, «Il Giornale d'Italia», 27 ottobre 1906, p. 3.
Marija Fedorovna Andreeva. Perepiska. Vospominanija. Stat'i. Dokumenty. Vospominania o Marii Fedorovne Andreevoj, sost. A. P. Grigor'eva, S. V. Širina, Moskva, Iskusstvo, 1968.
Massimo Gorki, «Il Mattino», 30-31 ottobre 1906, p. 4.
Massimo Gorki, «Il Mattino», 3-4 novembre 1906, p. 4.
Massimo Gorki a Capri, «Il Mattino», 5-6 novembre 1906, p. 4.
Massimo Gorki a Capri, «Il Giornale d'Italia», 19 novembre 1906, p. 3.
Massimo Gorki a Napoli, «Il Mattino» (seconda e ultima edizione), 28-29 ottobre 1906, p. 4.
E. Moschino,Il tramonto di Massimo Gorki, «Il Giornale d'Italia», 29 luglio 1917, p. 3.
E. Serao, Massimo Gorki a Napoli, «Il Mattino» (prima ed.), 27-28 ottobre 1906, pp. 1-2.
E. Serao, Gorki intervistato dal "Mattino", «Il Mattino» (ultima ed.), 27-28 ottobre, p. 1.
Il comizio "Pro Russia" con l'intervento di Massimo Gorki, «Il Mattino», 29-30 ottobre 1906, p. 4.
Quando Gorki era a Capri... Ricordi di Roberto Bracco, «Il Giornale d'Italia», 9 agosto 1917, p. 3.
A. Tamborra, Esuli russi in Italia dal 1905 al 1917, Bari, Laterza, 1977.
Teatral'naja enciklopedija, Moskva 1961-1967.
The biographical dictionary of the former Soviet Union, by J. Vronskaya, V. Chuguev, London, Saur, 1992.
Ženščiny russkoj revolucii, sost. L. Stišova, Moskva 1982.
Viator, Dodici giorni con Massimo Gorki, «Il Giornale d'Italia», 29 ottobre 1906, p. 3.

Immagini 
http://persona.rin.ru/view/f/0/20627/andreeva-marija


Laura Piccolo



Il'ja Repin, Ritratto di M. F. Andreeva, 1905
www.liveinternet.ru/users/nadynrom/post75233583/



Marija Andreeva nel ruolo di Hedda Gabler. MchAT 1899.
www.liveinternet.ru/users/nadynrom/post75233583/



Marija Andreeva con il figlio e Maksim Gor'kij nel 1905.



Marija Andreeva e Maksim Gor'kij posano per Repin, estate 1905.
http://natabelu.livejournal.com/493610.html



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