Russi in Italia

Viktor Pavlovič Kin


Luogo e data di nascita: 1903
Luogo e data di morte: 1937
Professione: scrittore, giornalista

Tra il 1928 e il 1930 studia a Mosca all'Institut krasnoj professury, dove si preparavano i futuri dirigenti comunisti, ed è membro del direttivo dell'Unione degli scrittori sovietici. Nel romanzo Po tu storonu (Dall'altra parte, 1928) parla della guerra civile in Estremo Oriente. Inizia a lavorare come giornalista quando vive sui monti Urali; è redattore del giornale "Na smenu", per il quale scrive articoli e disegna caricature. Più tardi, a Mosca, scrive feuilletons per "Komsomol'skaja pravda" e "Pravda". Nel giugno 1931 è nominato corrispondente della TASS in Italia e si traferisce a Roma con la moglie e il figlio. Ha così un'esperienza diretta del fascismo, che inizia a studiare ed analizzare per risalire all'origine stessa del ‘fenomeno'. In Italia comincia a lavorare al romanzo Lill'.
Nel settembre 1933 viene trasferito a Parigi. All'estero scrive due romanzi, i cui manoscritti sono stati distrutti dopo il suo arresto a Mosca. Tornato nella capitale russa nel 1936, è redattore del quotidiano francese "Journal de Moscou". Nel 1937 viene arrestato con l'accusa di spionaggio e fucilato. Il luogo e la data dell'esecuzione sono a tutt'oggi sconosciuti. È stato riabilitato dopo la morte.

Così lo ricorda nelle Memorie la moglie, Cecilija Kin:

Viktor Kin, giornalista e scrittore, non è mai stato capace di rapportarsi a qualcosa in maniera "apartitica". Quando era a Roma sognava di tornare in Italia quando lì fosse avvenuta la rivoluzione, per vedere di persona come sarebbero stati impiccati i fascisti. Non è vissuto tanto da poter vedere effettivamente i partigiani italiani appendere Mussolini a testa in giù. Proprio l'integrità del suo carattere e della sua visione del mondo conferiva alla penna di Kin acutezza e precisione, tutta la forza dell'ira e dell'ironia. (...) Quando a Roma il figlio di sei anni si spaventò, perché dovevano fargli la puntura antitetanica, Kin gli disse, indicando con gli occhi il medico: «Vedi che ha il distintivo fascista? Non vorrai mostrare a un fascista che hai paura di una puntura?». Il bambino capì e si comportò in maniera stoica. Kin, con estrema soddisfazione, andò subito a comprargli un fucile in regalo. Il tema del disprezzo per il nemico, strettamente intrecciato a quello del coraggio e del valore, rientra organicamente nella poetica di Kin.


Bibliografia
C. Kin, O Viktore Kine (Predislovie), in V. Kin, Izbrannoe, Moskva, Sovetskij pisatel', 1965.
C. Kin, Ital'janskij rebus, Moskva, Izd. polit. literatury, 1991.

Fonti archivistiche
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Divisione Polizia Politica, b. 685, f. Kin Vittorio.

Vladimir Keidan
(traduzione di Giuseppina Giuliano)
Scheda aggiornata al 1 dicembre 2009


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