Russi in Italia

Leonid Borisovič Krasin


Luogo e data di nascita: Kurgan, 15 luglio 1870
Luogo e data di morte: Londra, 24 novembre 1926
Professione: ingegnere, rivoluzionario, diplomatico

Ingegnere diplomato all'Istituto tecnologico di Char'kov (1901), è nel partito socialdemocratico dal 1890, più volte arrestato e deportato in diverse zone della Russia. Nel 1903 si schiera con i bolscevichi ed è nominato membro del Comitato Centrale del partito; nel 1905 è a capo dei gruppi di combattimento bolscevichi. Specialista nel reperimento di fondi per il finanziamento dell'attività clandestina, è tra i fondatori, a Baku, della tipografia illegale Nina che stampa il giornale "Iskra", e a Pietroburgo nel 1905 di "Novaja izn'", il primo giornale legale dei bolscevichi, cui collaborano anche M. Gor'kij e M. Andreeva. Nel 1907 lascia la Russia e, dopo un arresto in Finlandia, vive per un periodo in Italia, dove partecipa all'organizzazione della scuola di partito di Capri, e successivamente entra a far parte del gruppo "Vpered" fondato da A. A. Bogdanov (1909-10).
Allontanatosi dall'attività politica, lavora come dirigente della ditta Siemens-Schuckert a Berlino, a Mosca e infine a Pietroburgo. Dopo la rivoluzione di Ottobre torna all'attività politica e riceve importanti incarichi diplomatici e governativi: gli vengono affidate le trattative di pace di Brest Litovsk; diviene Commissario del popolo del commercio e dell'industria (1918-19) e in seguito dei trasporti (1919-20); nel dicembre 1919 conclude gli accordi di pace con l'Estonia insieme a M. Litvinov.
Dal 1920 al 1923 è rappresentante commerciale sovietico in Gran Bretagna e contemporaneamente Commissario del popolo per il commercio estero. È nell'esercizio di queste funzioni che il "mercante rosso" entra in contatto con il governo italiano: il 10 giugno 1920 incontra Carlo Sforza, che di lì a pochi giorni diventerà ministro degli esteri, il quale lo assicura circa la volontà del governo italiano di riprendere le relazioni commerciali con l'URSS e di ristabilire le comunicazioni postali e telegrafiche, senza tuttavia cedere sul piano del riconoscimento ufficiale del governo sovietico. Alla fine del 1920 ha un colloquio con l'addetto commerciale italiano Francesco Giannini, al quale comunica la disponibilità da parte sovietica ad assegnare all'Italia la priorità su Francia e Gran Bretagna sulle concessioni per l'estrazione e l'esportazione del petrolio russo.

Di analoghe "clausole segrete" su petroli e ferrovie pattuite con K. parla anche il ministro Sforza in diverse lettere da Londra indirizzate a Giolitti nello stesso periodo:

"Tali concessioni mi sembrano della maggiore importanza ed occorrerebbe venissero subitamente considerate studiate massima cura [...] Soprattutto dopo conclusione accordo commerciale fra Inghilterra e Italia con Russia non mi sembra che possa esistere obiezione ad accordi come questo pei petroli" (ACS, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Guerra Europea, b. 206, f. 19.29.9 Missione Russa in Italia: Krassin, Bersin e Stopani).

Tuttavia la convenzione italo-sovietica, che Giannini era stato autorizzato da Sforza a firmare, non viene sottoscritta da Krasin "con il pretesto che alcune clausole dovevano essere ridiscusse e approfondite dalla delegazione sovietica, giunta nel frattempo in Italia con pieni poteri" (Petracchi 1982, p. 194), viene invece siglato l'accordo commerciale russo-britannico, un passaggio di svolta per le relazioni internazionali della Russia sovietica, il cui iter è seguito con attenzione dai giornali italiani, che il 16 marzo 1921 annunciano:

I lunghi tempestosi negoziati tra Krasin e il Governo britannico sono finalmente arrivati ad una conclusione. Si annuncia stasera che l'accordo è stato raggiunto su tutti i punti controversi e che la firma del trattato commerciale e del suo preambolo politico che contiene, come è noto, l'impegno reciproco di astensione dalle ostilità e da atti di propaganda, è imminente ("Corriere della Sera", 16 marzo 1921, p. 1).

Nel 1922 K. prende parte alla Conferenza di Genova insieme agli altri delegati sovietici G. Čičerin, A. Ioffe, V. Vorovskij, M. Litvinov e Ch. Rakovskij; il suo arrivo a Genova è segnalato dagli ufficiali di pubblica sicurezza il 26 marzo. Nel luglio 1922 è segnalato l'ingresso in Italia "della signora Krassin", la sua prima moglie Ljubov Vasil'evna Milovidova, diretta a Nervi con le tre figlie (ACS, Roma, Ministero dell'Interno, DGPS, 1926, cat. A16, b. 50). Dalla corrispondenza con K., si deduce che i suoi familiari si trattengono in Italia fino a ottobre inoltrato, visitando Napoli, Firenze e Venezia, e che nel periodo tra il 1920 e il 1926 la famiglia Krasin trascorre ogni anno un periodo in Italia. Anche nel 1927, quando K. è già morto, la moglie e le figlie vengono in Italia diverse volte da Parigi (ACS, Roma, Ministero dell'Interno, DGPS, 1927, cat. A16, b. 77).

Con la seconda moglie, la pittrice Tamara Vladimirovna Miklaševskaja, K. arriva invece a Roma il 5 dicembre 1922: lei alloggia in un albergo di via Veneto, mentre lui è ospite del Villino Torlonia di Corso Italia, sede della delegazione russa, dove il 7 convoca una conferenza stampa.

K. dichiara di essere in Italia in trasferta "non ufficiale, ma soltanto per ritemprare per qualche tempo le sue forze al nostro clima salutare" ("Il Messaggero", 7 dicembre 1922, p. 2) e in effetti compie lunghe passeggiate turistiche a Roma. Tuttavia la sera stessa del suo arrivo chiede udienza a Mussolini, con il quale parla della ripresa dei rapporti italo-russi, sorvolando sui dettagli commerciali e affrontando "la questione generale pregiudiziale, quella politica, lasciando insoluta la quale non si può sperare in una efficace ripresa degli scambi commerciali tra i due paesi":

Le relazioni economiche italo-russe – ha spiegato il sig. Krassin – vanno considerate sotto due aspetti: 1° gli scambi normali; 2° le concessioni. Quanto agli scambi, bisogna ricordare che gli italiani sono stati quasi i primi a riprendere il traffico con la Russia attraverso i porti del Mar Nero. Tuttavia, questo traffico rimane assai modesto [...] Venendo a parlare delle concessioni, il signor Krassin ha detto che esse potranno permettere all'Italia di emanciparsi per molte materie prime da altre nazioni delle quali oggi è tributaria ed ha lungamente parlato delle risorse che la Russia possiede ("Il Messaggero", 7 dicembre 1922, p. 2).

Dopo aver trascorso alcuni giorni a Roma, K. si sposta a Napoli e visita "insieme alla sua signora tutti i dintorni di Napoli" ("Il Messaggero", 13 dicembre 1922), poi l'11 dicembre s'imbarca per Taormina. Dopo il soggiorno in Sicilia riparte per Roma e prosegue per Sanremo, che lascia i primi di gennaio del 1923, dirigendosi a Vienna, con una tappa a Milano (ACS, Roma, Ministero dell'Interno, DGPS, 1926, cat. A16, b. 50).

È di nuovo in Italia nel 1924, quando ricopre le cariche di Commissario del commercio estero e di Plenipotenziario sovietico in Francia: in settembre è di passaggio a Roma e, secondo una fonte della polizia, avrebbe trascorso alcuni mesi in incognito a Capri, mentre subito dopo è a Venezia, dove riceve diversi funzionari sovietici.
Nel 1925 è di nuovo ambasciatore in Gran Bretagna. Muore a Londra nel 1926, viene cremato e le sue ceneri sono conservate presso le mura del Cremlino.

Pubblicazioni
Planovoe chozjajstvo i monopolija vnešnej torgovli, Moskva, Planovoe chozjajstvo, 1925.
Dela minuvšich dnej (Vospominanija), Мoskva, Molodaja gvardija, 1934.

Bibliografia
«Corriere della Sera», 16 marzo 1921, p. 1.
«Il Messaggero», 13 dicembre 1922.
I rapporti economici italo-russi nelle dichiarazioni del signor Krassin alla stampa, «Il Messaggero», 7 dicembre 1922, p. 2.
Italy negotiating Treaty with Soviet, «The New York Times», December 6, 1922, Wednesday, p. 5. Bol'šaja sovetskaja enciklopedija, vol. 23, Moskva 1953.
G. Petracchi, La Russia rivoluzionaria nella politica italiana: le relazioni italo-sovietiche 1917-25, Bari, Laterza, 1982.
J. Vronskaya, V. Chuguev, A biographical dictionary of the Soviet Union 1917-1988, London, Saur, 1989.

Fonti archivistiche
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Guerra Europea, b. 206, f. 19.29.9 Missione Russa in Italia: Krassin, Bersin e Stopani.
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari generali e riservati, 1926, cat. A16, b. 50, f. Krassin (Leonida Borossevich) e signora e Kudriansky.
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari generali e riservati, 1927, cat. A16, b. 77, f. Krassene e famiglia ed altro.

Nota
Nelle fonti italiane s'incontra Leonida Borossevich Krassin.

Siti interessanti
http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?_r=1&res=9A02EEDC1F3EEE3ABC4E53DFB4678389639EDE
http://www.prassi.cnr.it/prassi/content.html?id=1291

Agnese Accattoli
Scheda aggiornata al 31 luglio 2013



L. B. Krasin in una foto del 1901
http://www.kpi.kharkov.ua/Vypuskniki/1.htm



Rapallo 1922, da sinistra: J. Wirth, L. Krasin, G. Čičerin e A. Joffe
http://digilander.libero.it/fiammecremisi/approfondimenti/pace1.htm



Leonid Krasin
http://www.krassin.ru/legends_born/leonid_krasin/img2799.htm



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