Russi in Italia

Aleksandr Aleksandrovič Malinovskij

Aleksandr Bogdanov


Luogo e data di nascita: Sokolka, 10 (22) agosto 1873
Luogo e data di morte: Mosca, 7 aprile 1928
Professione: medico, filosofo, scrittore, rivoluzionario

Aleksandr Aleksandrovič Malinovskij, conosciuto con lo pseudonimo di Bogdanov, fu una delle figure di maggior rilievo del marxismo russo. Nato a Sokolka nel governatorato di Grozdno, Bogdanov studiò presso il ginnasio di Tula, dove suo padre era insegnante di fisica. Nel 1881 s'iscrisse alla Facoltà di scienze naturali dell'Università di Mosca, che presto abbandonò per dedicarsi allo studio della medicina. Nel dicembre 1894 fu espulso dall'università e arrestato per la partecipazione all'attività propagandistica di circoli social-rivoluzionari. Inviato al confino a Tula, iniziò a insegnare a piccoli gruppi di operai. Da questa esperienza didattica e dalla necessità di fornire ai lavoratori strumenti teorici a loro accessibili prenderà spunto la sua prima opera di carattere scientifico-divulgativo Breve corso di scienza economica. Un manuale destinato agli operai, teso a superare le lacune dei testi in uso, ispirati alle teorie liberali. Basato sull'analisi materialistica della realtà, questo compendio fu utilizzato fino alla fine degli anni ‘20 e segnò il passaggio definitivo di Bogdanov alla socialdemocrazia.
Nel 1899 si laureò in medicina e sposò Natalja Коrsак (1865-1945), figlia di un proprietario fondiario. Da quel momento si dedicò a tempo pieno all'attività rivoluzionaria. Arrestato nuovamente, fu inviato al confino a Kaluga, dove guidò un gruppo di esiliati politici di cui facevano parte A. Lunačarskij e B. Bazarov, che negli anni a seguire divennero esponenti di spicco della frazione bolscevica del Partito socialdemocratico. Da Kaluga fu successivamente trasferito a Vologda, dove lavorò per tre anni come medico presso l'ospedale psichiatrico locale. A questi anni fanno riferimento una serie di articoli in cui polemizza con gli esponenti del marxismo legale. Nel 1904, terminato il periodo di confino, Bogdanov si recò in Svizzera, dove incontrò per la prima volta Lenin e divenne suo alleato nella lotta contro i menscevichi. Entrambi lavorarono alla creazione del primo organo di stampa del gruppo bolscevico, che iniziò le sue pubblicazioni il 4 gennaio 1905 con il titolo "Vperëd" (L'Avanti) e poi "Proletarij" (Il Proletario). Il primo numero di "Vperëd" fu pubblicato a Genova, grazie all'aiuto economico di Maksim Gor'kij, contattato da Bogdanov su richiesta di Lenin.
Alla fine dello stesso anno Bogdanov tornò in Russia come rappresentante del Partito socialdemocratico allo scopo di ottenere finanziamenti per la rivista e di conquistare l'appoggio degli operai alla causa del bolscevismo. Al III congresso del Partito, che si tenne a Londra dal 25 aprile al 10 maggio 1905, Bogdanov venne eletto membro del Comitato Centrale e nominato responsabile principale per il settore letterario in Russia. Nel 1905 la polizia zarista indicava Bogdanov e Lenin come i due rivoluzionari russi "più pericolosi in assoluto". Insieme, uno dalla Russia e l'altro dalla Svizzera, guidarono la neonata frazione dei bolscevichi durante la rivoluzione del 1905. Bogdanov divenne rappresentante del primo Soviet dei deputati e degli operai a San Pietroburgo e, con Leonid Krasyn, organizzò i primi gruppi tecnico-militari del Partito.
Tra il 1903 e il 1906 pubblicò i tre volumi di Empiriomonizm (Empiriomonismo), opera in cui, partendo dalle teorie degli empiriocriticisti Mach e Avenarius, dello studioso del linguaggio Philippe Noirè, tenta una sintesi armonica "tra i metodi delle scienze naturali e la loro filosofia, quali si sono sviluppati dopo Marx ed Engels da un lato, e la filosofia di Marx dall'altro". In sostanza Bogdanov, passando attraverso l'idea della contrapposizione tra cultura borghese e cultura proletaria, cerca di elaborare un sapere di tipo monistico, che riassuma in sé l'esperienza organizzativa dell'umanità, sistematizzandola in modo scientifico.
Nel novembre 1906, Bogdanov si reca per la prima volta a Capri per incontrare Gor'kij.
Con il riflusso dell'ondata rivoluzionaria negli anni tra il 1905 e il 1907, rafforzata dall'instaurazione del regime punitivo di Stolypin, il movimento operaio attraversa una profonda crisi. Parte dell'intelligencija abbandona le file del partito e i movimenti locali si trovano sempre più soli, senza guide capaci di orientarne l'azione. Partendo dall'analisi della situazione contingente del partito, dal 1907 Bogdanov entra in forte conflitto con Lenin. Le loro divergenze, dal punto di vista dell'azione politica, prendono origine dal diverso atteggiamento assunto verso la partecipazione alle elezioni per la III Duma. Se da una parte Lenin, in accordo con i menscevichi, sosteneva l'utilità della presenza dei deputati socialdemocratici, dall'altra Bogdanov, con l'appoggio di Lunačarskij e Aleksinskij, riteneva necessaria la continuazione dell'attività rivoluzionaria ed era fermamente deciso a boicottare le elezioni. A suo avviso, infatti, la Duma rappresentava l'espressione di un regime pseudocostituzionale che avrebbe bloccato ogni possibilità di sviluppo all'azione rivoluzionaria. Bogdanov era, all'epoca, molto più conosciuto di Lenin tra gli operai, anche grazie alla sua diretta partecipazione alla rivoluzione del 1905 (Lenin rientra in Russia solo nel novembre di quello stesso anno) e le sue posizioni trovano un vasto seguito tra gli operai che si astengono in massa dalle elezioni.
La conferenza regionale dei bolscevichi, tenutasi nel maggio del 1908, sostiene le teorie di Bogdanov e si esprime in modo estremamente critico verso l'attività svolta dai deputati alla Duma. Il bolscevico Stanislav Vol'skij propone che dovevano essere richiamati (in russo otozvat'). Da questo momento i membri del Partito che si allineano alle posizioni di Vol'skij prendono il nome di "otzovisti", mentre coloro che insieme a Bogdanov e Aleksinskij sostengono la necessità di ordinare un ultimatum a tutti i deputati socialdemocratici per obbligarli a rispettare incondizionatamente le decisioni del Comitato Centrale, pretendendo il loro ritiro dalla Duma, sono definiti "ultimatisti". I seguaci delle idee di Bogdanov, che costituiscono l'ala sinistra della frazione bolscevica, oltre a rappresentare le migliori forze intellettuali della socialdemocrazia russa, "sostengono una concezione del marxismo diversa da quella di Lenin, ‘antiautoritaria', come si diceva, preoccupati del suo sviluppo ulteriore, anzi di un vero e proprio rinnovamento del marxismo" (J. Sherrer, "Bogdanov e Lenin: il boscevismo al bivio", in Storia del Marxismo, Vol. II, p. 499). Il conflitto tra Lenin e i "bolscevichi di sinistra" si accentua, poi, su altre questioni fondamentali quali, ad esempio, la diversa concezione del ruolo guida degli intellettuali. Lenin propone una struttura di partito fortemente centralizzata nella quale ammettere solo rivoluzionari di professione, un'avanguardia intellettuale capace di organizzare e guidare il movimento operaio, e si oppone allo spontaneismo della base proletaria; Bogdanov, al contrario, partendo dall'analisi delle cause che hanno portato al fallimento della rivoluzione e della contingente situazione di confusione delle organizzazioni locali, incapaci di strutturarsi autonomamente, ritiene che il proletariato debba avere una propria intelligencija, reclutata tra gli stessi operai. Agli intellettuali di origine borghese, a suo avviso, spetta il compito di fare da ponte tra la vecchia cultura borghese e il proletariato. Al tempo stesso, l'autoritarismo dei capi è, secondo Bogdanov, una caratteristica borghese, dunque deve essere eliminato. Per facilitare una reale emancipazione della classe operaia bisognava incoraggiare la creazione di una cultura autonoma da parte del proletariato attraverso l'apertura di scuole di partito.
La popolarità di Bogdanov e l'appoggio alle sue idee da parte di molti membri del partito tra cui Lunačarskij, Krasin, Aleksinskij e Bazarov, rischia di mettere in serio pericolo la posizione centrale di Lenin all'interno della frazione bolscevica e il conflitto diviene ben presto insanabile.
A partire dal 1908 Lenin concentra tutti i suoi sforzi nella lotta contro Bogdanov, ottenendo prima il suo allontanamento dal Comitato di redazione del "Proletarij" e poi la sua esclusione dalla Commissione finanziaria del centro bolscevico. Intanto Bogdanov ha iniziato a lavorare, insieme a Lunačarskij e ad Aleksinskij, alla organizzazione a Capri della "Prima Scuola superiore socialdemocratica per lavoratori", allo scopo di creare quadri permanenti di estrazione operaia. Nel 1908 Bogdanov pubblica Krasnaja zvezda (Stella rossa), un romanzo utopistico, nel quale descrive la realizzazione di una società socialista su Marte e in cui collettivismo e scienza dell'organizzazione si integrano. Il romanzo registra un enorme successo editoriale.

Attività in Italia
A partire dal 1907, Bogdanov si reca regolarmente a Capri, conquistando la fiducia e l'appoggio di Maksim Gor'kij, che diviene un convinto sostenitore dell'Empiriomonismo. Nell'aprile 1908 Bogdanov, Lunačarskij, Bazarov e Pokrovskij, si riuniscono a Capri su invito dello scrittore, che aveva organizzato un incontro con Lenin per tentare una riconciliazione tra quest'ultimo e "i bolscevichi di sinistra" e, di conseguenza, evitare il pericolo una nuova scissione. Le posizioni dei due gruppi si mostrano, però, inconciliabili e il terreno di scontro si sposta, a partire da quel momento, dal piano pratico-tattico a quello filosofico-teorico. Nel 1909 il gruppo pubblica la raccolta di saggi Očerki po filosofii marxisma (Saggi sulla filosofia del marxismo), in cui, ponendo in discussione l'assolutizzazione del marxismo, propugnata da Plechanov, propone una rilettura del pensiero di Marx in senso antiautoritario. Mentre Bogdanov, insieme a Gor'kij, continua ad occuparsi dell'organizzazione della scuola di partito, cerca appoggi e finanziamenti, progetta una enciclopedia per i lavoratori russi, Lenin dà alle stampe Materializm i Ėmpiriokriticizm. Kritičeskie zametki ob odnoj reakcionnoj filosofii (Materialismo e Empiriocriticismo. Osservazioni critiche su una filosofia reazionaria). In questo libro Lenin lancia un pesante attacco all'avversario, accusandolo di aver tradito i precetti fondamentali del marxismo, e mette sullo stesso piano sia l'empiriomonismo, che considera estraneo alla concezione marxista, che la "costruzione di Dio" (bogostrojtel'stvo). Concezione, quest'ultima, condivisa da Gor'kij e Lunačarskij, che vedono nel socialismo una religione laica, ma profondamente criticata dallo stesso Bogdanov, il quale partiva da un idea del socialismo coerentemente razionalistica e non aveva alcuna intenzione di allontanarsi dal marxismo, ma di fornirne una interpretazione sostanzialmente diversa da quella di Plechanov e di Lenin, soprattutto dal punto di vista della prassi rivoluzionaria.
Nonostante i tentativi di boicottaggio da parte di Lenin, i lavori della "Scuola" per operai, destinata a formare i futuri quadri dirigenti delle organizzazioni proletarie in Russia, grazie al generoso aiuto economico di Gor'kij, di F. Šaljapin, dello scrittore A. Amfiteatrov e di V. Kamenskij, imprenditore russo di Nižnyj Novgorod, iniziano il 15 agosto 1909. Alle lezioni prendono parte 15 studenti, 13 provenienti dalla Russia e 2 esiliati, già residenti a Capri, più 13 uditori esterni, ammessi alla sola frequenza.
Il funzionamento della scuola si basa su principi non gerarchici ma collettivistici; pertanto è di estrema importanza per gli organizzatori che studenti e insegnanti siano rappresentati nel consiglio della scuola in una posizione paritetica e il processo educativo sia concepito come continuo scambio tra gli uni e gli altri e come reciproco arricchimento. La scuola è diretta da un Consiglio composto da entrambi i gruppi e le decisioni sono prese a maggioranza. Il Comitato esecutivo è costituito da tre studenti e da due insegnanti. Lo scopo della scuola è impartire agli operai conoscenze teoriche e, allo stesso tempo, educarli alla loro applicazione pratica. Per raggiungere queste finalità il programma viene diviso in quattro aree principali: organizzazione di Partito, teoria del Partito, filosofia della lotta proletaria e problemi contemporanei. Ogni giorno, nel pomeriggio, gli operai assistono a due lezioni di due ore ciascuna, la mattina si dedicano allo studio, mentre la sera al lavoro pratico. Le materie di insegnamento sono così divise: A. Bogdanov - Lezioni di economia politica e di storia del pensiero sociale; G. Aleksinskij - Lezioni di finanza e Storia del movimento operaio in Belgio e Francia; A. Lunačarskij - Storia del sindacato, Storia della Socialdemocrazia tedesca e Storia dell'Arte; M. Ljadov (storico) - Storia del Partito; V. Desnickij-Stroev (critico letterario) - Relazioni tra Stato e Chiesa; M. Gor'kij - Storia della letteratura russa; M. Pokrovskij (storico) - Storia della Russia; Stanislav Vol'skij - La questione agraria.

Agli operai è richiesto di scrivere relazioni, articoli di giornale, volantini, e di preparare discorsi. Le lezioni pratiche addestrano gli studenti a sviluppare le tecniche della persuasione e i metodi propagandistici per influenzare le masse. Si pone l'accento sull'impostazione della voce e sulle tecniche di polemica politica. A questo scopo si simulano vere e proprie campagne elettorali. Gli insegnanti assumono le posizioni dei diversi partiti politici russi, mentre gli operai recitano il ruolo di bolscevichi. L'alto livello intellettuale del corpo docente e il programma ambizioso che si erano proposti di sviluppare crea non poche difficoltà agli allievi, come testimoniato da uno dei partecipanti:

"I nostri primi articoli e i nostri primi discorsi erano nella maggior parte dei casi di basso contenuto e, malgrado fossimo stati selezionati tra un ampio numero di aspiranti, la scelta non fu omogenea. Alcuni avevano una preparazione adeguata, altri avevano terminato solo la scuola elementare" (V. M. Kosarev, Partijnaja škola na ostrove Kapri, "Sibirskije Ogni" 1922, n. 2 p. 65).

Tale circostanza è confermata anche dal livello delle lezioni tenute da Bogdanov (oggi conservate presso il fondo Aleksinskij della Columbia University di New York) e dalle lezioni di letteratura russa di Maksim Gor'kij, pubblicate in Russia nel 1939, in cui lo scrittore ne esamina la storia dalle origini all'inizio del XX secolo.

Intanto Lenin – che continuava la sua battaglia contro Bogdanov e la "Scuola di Partito" e tentava di convincere gli allievi a trasferirsi da Capri a Parigi, dove aveva, a sua volta, aperto una scuola – riuscì a dividere i partecipanti.
Nell'ottobre 1909 arriva a Capri l'ultimo numero di "Proletarij", dove Lenin accusa di nuovo pesantemente il suo avversario, riproponendo gli stessi argomenti esposti in Materialismo e Empiriocriticismo. Bogdanov tenta di difendersi leggendo agli operai un suo articolo di risposta, dove argomenta la sua posizione antileniniana. Sei degli allievi non accettano, però, che la scuola assuma una posizione in contrasto con il Centro bolscevico e si mostrano in disaccordo con la possibilità di elaborare una piattaforma scissionista, ormai inevitabile. In contrasto con la maggioranza i 6 operai, con a capo M. Vilonov, inviano una lettera alla redazione di "Proletarij", dove condannano la posizione degli insegnanti. La lettera provoca la loro espulsione e il loro passaggio alla "Scuola" aperta da Lenin a Parigi.
A impedire la continuazione dell'esperienza caprese, oltre le divisioni tra gli studenti, intervengono anche questioni di carattere privato. Marija Andreevna, compagna di Gor'kij, non tollera Bogdanov ed è molto gelosa della consorte di Lunačarskij, che è costretto a lasciare Capri e trasferirsi a Napoli. Il 15 novembre 1909, inoltre, il giornale moscovita "Utro Rossij" pubblica la notizia dell'espulsione di Gor'kij dal Partito Socialdemocratico. Bogdanov, Lunačarskij e Gor'kij pubblicano una smentita congiunta, ma questo non basta a evitare la chiusura della "Scuola di Capri". Gor'kij non sottoscrive infatti la dichiarazione programmatica dei sostenitori del gruppo letterario Vpëred, ideata da Bogdanov, che si pone in netto contrasto con il Centro bolscevico guidato da Lenin, pur facendone formalmente parte. Il piano di Vperëd inseriva il lavoro di propaganda culturale tra i compiti fondamentali del partito. Secondo quanto affermato nella piattaforma del gruppo la classe operaia avrebbe dovuto acquisire il retaggio culturale del passato e, su questa base, sviluppare un'autonomia, fondata sulla concezione dei processi culturali come sovrastrutture dei processi organizzativi del lavoro umano.
Il 18 dicembre 1909 l'esperienza della "Scuola di Capri" si chiude definitivamente.

Gli ultimi anni
Nel 1910 Bogdanov pubblicò la sua risposta a Lenin Vera i nauka. O knige V. Il'ina "Materializm i Ėmpiriokriticizm" (Fede e scienza. Sul libro di V. Il'in "Materialismo ed empiriocriticismo"). Nel testo Bogdanov accusa Lenin di esprimere un pensiero autoritario, agendo come "un perfetto allievo di Plechanov". Dal novembre 1910 al marzo 1911 Bogdanov, Lunačarskij, Aleksinskij e Pokrovskij animano la scuola di Bologna, di cui è segretario uno degli studenti della scuola di Capri, F. Kalinin, ma Gor'kij non prende parte ai lavori. Ai vecchi insegnanti si uniscono altri esponenti del Partito socialdemocratico e sono, di conseguenza, aggiunte nuove materie di studio. Ad A. Kollontaj viene affidato l'insegnamento della storia del movimento femminile e della questione finlandese, al futuro accademico P. Maslov l'esposizione dei problemi legati alla questione agraria, a Trockij l'approfondimento della Storia del movimento operaio in Austria. Lunačarskij prende il posto di Gor'kij nell'insegnamento della Storia della Letteratura russa e assume la direzione della scuola, grazie soprattutto alla sua conoscenza della lingua italiana.
Nell'aprile 1911 Bogdanov, come racconta nella sua autobiografia, si allontana dal gruppo Vperëd, quando questo ormai in mano ad Aleksinskij "cominciò a passare dall'attività culturale e di propaganda alla politica alla maniera occidentale". Da quel momento si occupa solo di attività scientifiche e letterarie. Nel 1912 pubblica il suo secondo romanzo utopistico Inžener Menni (L'ingegner Menni), anch'esso ambientato su Marte, in cui si compie il grande sogno di Bogdanov: la realizzazione di una società basata su una scienza alternativa, accessibile alla classe operaia ed espressione diretta dei suoi bisogni.
Nel 1913 Bogdanov torna in Russia e allo scoppio della Prima guerra mondiale è inviato per un anno al fronte come medico, dove si ammala e viene ricoverato in una clinica neurologica. Una volta guarito si immerge nella scrittura di una delle sue opere maggiori Tektologija (La Tettologia, o Scienza generale dell'organizzazione), che pubblica a sue spese.
Dopo la rivoluzione del ‘17 contribuisce all'apertura dell'Accademia Socialista, del cui Presidium rimane membro fino alla morte e collabora attivamente alla creazione del movimento di massa del Proletkul't, da cui si allontana nel 1922, quando questo inizia ad essere controllato sempre più direttamente dal Partito. Nel 1923 è arrestato con l'accusa di essere parte di un piano cospirativo contro lo Stato sovietico. Una volta liberato torna ad occuparsi esclusivamente della sua professione di medico e fonda il primo Istituto per le trasfusioni che dirige fino alla morte, avvenuta in seguito ad un esperimento praticato su stesso.

Paola Cioni
Scheda aggiornata al 7 febbraio 2012


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