Russi in Italia

Evgenija Adasovskaja

Eugenia Toumanoff


Luogo e data di nascita: Pietroburgo, 8 marzo 1886
Professione: rivoluzionaria

Rivoluzionaria russa, nota alle autorità italiane come Eugenia Toumanoff. Fin dal 1909 è in Italia, risiede a Nervi con il marito e la madre e frequenta gli ambienti dei rivoluzionari esuli in Riviera. Negli anni Dieci è segnalata tra la Svizzera e la Liguria.
Successivamente il suo nome compare nel fascicolo del marito, l'ex generale Evgenij Mejsner (Eugenio Meissner o de Meisner), che risiede in Svizzera e l'11 gennaio 1920 chiede il visto per sottoporsi ad un'operazione agli occhi in Italia. Le autorità raccolgono informazioni su Mejsner e, soprattutto, sulla moglie che si trova a Roma sin dall'aprile 1917, dando "continuamente motivo a rimarchi sul suo conto, sia per l'attività politica, sia per la vita nomade e immorale che ha fin qui mantenuta" (Lettera della Regia Questura di Roma al Ministero dell'Interno del 14 agosto 1919, Casellario Politico). La donna vive insieme al socialista rivoluzionario Alighiero Tanini, nato a Mercedes (Paraguay) il 10 marzo 1889 (sull'atto di morte come luogo di nascita viene indicata Lucca), soldato nel Genio Telegrafisti, in congedo per una patologia polmonare. Membro del Comitato pro profughi russi (lettera della Prefettura di Genova al Ministero dell'Interno del 5 giugno 1914), giornalista e traduttore de Le carceri russe (1912) della scrittrice e rivoluzionaria Vera Figner, collaboratore della rivista «La Russia» e poi «La Russia Nuova» (cfr. Venturi 1979, p. 138), Alighiero Tanini è già noto alle autorità per la sua attività politica ed è classificato, nel Casellario politico centrale, come "anarchico". Uniti dal 1912 – "ha per amante la suddita russa Adassousky Eugenia, sedicente Tomanoff (nota del 7 febbraio 1912, Casellario Politico) – nel 1914 la coppia si trasferisce da Losanna a Quarto al Mare (Genova) in via Colombo (Casa Nosante).
Secondo le informazioni raccolte dalla Questura, durante la loro permanenza (gennaio 1918) all'Hotel Vittoria di Roma, Evgenija Adasovskaja e Tanini avrebbero organizzato e animato diverse riunioni, alle quali partecipavano sovversivi e rivoluzionari russi. La vigilanza nei confronti della coppia è rafforzata; viene segnalato ogni minimo dettaglio sospetto della loro condotta; così la Adasovskaja "ostentava un abbigliamento lacero e misero al pari del suo amante" laddove era provvista di mezzi spesi in "pranzi e viaggi" (lettera della Regia Questura di Roma al Ministero dell'Interno del 14 agosto 1919). Interrogata al riguardo, la donna dichiarava di ricevere contributi finanziari dal marito e di mantenersi attraverso la sua attività di pubblicista, collaborando con i giornali «Avanti» e «Russia Nuova». Le autorità considerano i suoi articoli di ispirazione "apertamente rivoluzionaria".
Dal dicembre 1918 la coppia si trasferisce ad Anzio dove fa parlare ancora di sé a causa di una serie di "arretrate insolvenze di pigione e di vitto" e soprattutto per la frequentazione di altri russi che orbitano intorno al giornale «Russia Nuova» come Karl Kačorovskij, Konstantin Ketov e Vsevolod Šebedev, "sostenitori delle idee ultra-rivoluzionarie contrarie alle mire della Intesa" (lettera della Regia Questura di Roma al Ministero degli Interni del 14 agosto 1919). Nel maggio 1919 le viene negato il visto per far visita al marito in Svizzera poiché è sospettata di raggiungere quel paese per scopi rivoluzionari. Nel 1919 il nome di Evgenija Adasovskaja figura tra quelli per i quali è proposta l'espulsione dal Regno: Karl Kačorovskij, Vsevolod Šebedev, Paisij Zalmanov, Michail Semenov, David Zacharin, Nikolaj Gek, mentre rimangono da chiarire i rapporti del pubblicista e filosofo Boris Jakovenko con i personaggi elencati. Nei confronti di E. Adasovskaja è così emesso un decreto di espulsione (9 settembre 1919) che però non trova esecuzione: è infatti impossibile rintracciarla sia nella sua residenza a Nervi (via Lucci, Villino Ernestina), sia a Nettuno (Villino Docut), località nella quale si era recata in villeggiatura. Le autorità infine individuano la donna ad Albano Laziale dove, dopo aver smesso di frequentare i suoi "connazionali sovversivi" (lettera della Regia Questura di Roma al Ministero dell'Interno del 29 gennaio 1920), vive con Tanini il quale ha abbandonato l'attività politica anche per le critiche condizioni di salute (morirà in una clinica di Torino il 9 novembre 1923). In virtù dell'estraneità della Adasovkaja dall'impegno politico e propagandistico, la Questura di Roma suggerisce di soprassedere all'esecuzione del decreto di espulsione dal Regno.

Nota
Nelle fonti archivistiche italiane s'incontra come: Eugenia Adassowski Meissner, De Meisner, Evgenija Evgen'evna Adasovskaja (Adassovskaja, Adassowsky, Adossowsky), sposata a De Meisner.

Fonti archivistiche
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Cat. Affari diversi, 1909, b. 1, fascicolo Nervi.
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari Generali e Riservati, 1911, cat. A11, b. 6, fascicolo Nervi.
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari Generali e Riservati, 1912, cat. A11, b. 10, fascicolo Nervi.
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari Generali e Riservati, 1923, cat. A11, b. 13, f. Meissner Eugenio n. 37.
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari Generali e Riservati, Casellario Politico Centrale, b. 5023, f. 63803.

Bibliografia
A. Venturi, Rivoluzionari russi in Italia 1917-1921, Milano, Feltrinelli, 1979.

Vladimir Keidan, Laura Piccolo
Scheda aggiornata il 18 settembre 2010


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