Russi in Italia

Natal'ja Kross

Donatella


Luogo e data di nascita: Kiev, 26 agosto 1879
Luogo e data di morte: Meudon, 1 novembre 1941
Professione: cantante, traduttrice

Nasce a Kiev da una famiglia di spicco: il nonno paterno è il celebre pianista Gustav Kross, e sua madre, Zoja Pelikan, è figlia del medico personale di Alessandro III, Evgenij Pelikan. Il 30 agosto 1900 sposa il conte Viktor Viktorovič Golubev (1878-1945), orientalista, archeologo e dal 1920 membro della École française d'Extrême-Orient: tra i testimoni del matrimonio c’era Sergej Makovskij, futuro editore della rivista “Apollon”. Dal loro matrimonio nascono due figli, Viktor (1901-?) e Ivan (1905-1942). Nell’agosto 1903 ebbe il passaporto per l’estero e dal 1905 i coniugi Golubev vissero per lo più all’estero, separati di fatto.
La presenza di Natal’ja in Italia fu relativamente breve, ma di notevole rilievo per il rapporto che intrattenne con Gabriele d’Annunzio. S’incontrarono a Roma l’8 marzo 1908 in occasione della prima de La Nave e intrecciarono un’appassionata relazione che si protrasse per quasi otto anni. Già a ottobre era diventata la prima donna alla Capponcina (la villa presso Settignano, già della famiglia Capponi, dove d’Annunzio s’era stabilito fin dal 1898). Il poeta, che nei diari la chiama “muliercula caucasea”, “matta della più nera mattezza slava”, nella loro corrispondenza adotta e le fa adottare i nomi degli amanti de Il fuoco (1900): Stelio (Effrena) e Donatella (Arvale): di qui lo pseudonimo col quale Natal’ja Golubeva divenne nota, “Donatella Cross”. È lo pseudonimo col quale firmò la traduzione in francese di Forse che sì forse che no (Paris 1910). Tradusse inoltre in russo Le Martyre de Saint Sébastien (1911), che nell’estate del 1911 d’Annunzio propose invano a Valerij Brjusov per la rivista “Russkaja mysl’” (le lettere scambiate in tale occasione sono conservate allo RGALI di Mosca e nell’Archivio del Vittoriale; cfr. Quaderni del Vittoriale, 7, 1978, pp. 48-50). Quando nella primavera del 1910, stretto dalla morsa dei creditori, d’Annunzio si rifugiò in Francia, Golubeva lo seguì ad Arcachon prendendo dimora in una villetta poco distante; lì ebbe come istitutore del figlio uno scrittore di secondo piano, Anatolij Imšeneckij (cfr. “Russica Romana”, XI. 2005). La relazione con d’Annunzio s’interruppe allo scoppio della guerra, quando questi tornò in Italia per prendervi parte. Dopo la guerra, l’impresa di Fiume, la fondazione del Vittoriale, i due non si rividero più, anche se lei – claudicante per una caduta da cavallo e ridotta a mal partito dopo la Rivoluzione – gli scrisse qualche volta, l’ultima nel 1937.
Morì in miseria, a Meudon, dopo aver venduto la loro corrispondenza per sostentarsi.

Fonti archivistiche
Biblioteca Nazionale Centrale (Roma), Coll. F. Gentili, ARC. 21. 14-18.
Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”, Fondo NATALJA KROSS DE GOLUBEFF (AG1086, cass. 3-4).
Bibliothèque Nationale de France Recueil. Dossiers biographiques Armand Boutillier du Retail. Documentation sur Nathalie de Goloubeff, Paris, 1941

Bibliografia
La morte della contessa Goloubeff compagna di Gabriele d'Annunzio nell'esilio di Arcachon, "La Gazzetta dl Popolo", 13 febbraio 1942.
M. Guabello, Sulle orme di Donatella alla ricerca di Violante dalla bella voce. Ricordi ed indagini di biografia intellettuale dannunziana, Biella, Tip. Ferrara per conto dell'archivio Guabello, 1942.
P. Pascal, 
Le livre secret de Gabriele D'Annunzio et de Donatella Cross (1908-1926), Padova, Il Pellicano, 1947.
E. De Michelis, Guida a D’Annunzio, Torino, Alberto Meynier ed., 1988.
A. Andreoli, Il vivere inimitabile. Vita di Gabriele d’Annunzio, Milano, Mondadori, 2001.
Gabriele D’Annunzio, Lettere a Natalia de Goloubeff (1908-1915), a cura di A. Lombardinilo, Lanciano, R. Carabba, 2005.

Link
www.arterussamilano.it/schede/negli-archivi-del-vittoriale/


La foto di Natalija Kross nel 1914 è conservata nell'archivio Mondadori

Cesare G. De Michelis
Scheda aggiornata al 3 novembre 2018

Foto di Natalja Kross de Golubeff (Donatella)
Natalja Kross de Golubeff (Donatella)
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Auguste Rodin, Madame Natalie de Goloubeff, 1906
Musée Rodin




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