Russi in Italia

Milano, La Ca' Rossa di Marinetti

Laura Piccolo

La "Ca' Rossa" – così chiamata per il colore rosso della facciata – di Marinetti in Corso Venezia 61 a Milano, nella quale  il gran capo futurista risiede dal 1911, si trasforma nel quartier generale del futurismo ed è presto frequentata da letterati, artisti, musicisti, danzatori italiani e stranieri, attratti dalla personalità del padrone di casa.

Nel 1915 tra gli ospiti appare Igor' Stravinskij, che aveva stretto amichevoli rapporti con i futuristi italiani, che riteneva "assurdi,  ma in modo simpatico" e con Filippo Tommaso Marinetti, "una vera balalajka" come ricorderà in Chroniques de ma vie, "un chiacchierone instancabile - ma anche il più gentile degli uomini". La loro intesa creativa si concretizza in tre serate a casa Marinetti, la "casa rossa": nel "salotto orientale del vate egizio", tra "ninnoli" e "grossi insetti elettrici" attaccati ai muri, sfilano i volti di Carrà, Boccioni, Mjasin, Prokof'ev, Djagilev, il pianista russo Kpzy, Buzzi, Cangiullo, Rů×ena Zátková, i fratelli Russolo e il duca Visconti di Modrone, direttore della Scala di Milano. Ricorda Francesco Cangiullo:

La sera c'era Grande adunata di musica futurista nel salotto di Marinetti, alla quale rispondevano presente: Luigi Russolo, inventore degli intonarumori; Balilla Pratella e Igor Strawinsky venuto espressamente da Lucerna, assieme al Direttore dei Balli Russi, il principe de Diaghilew, a Missine, primo ballerino, e ad un prodigioso giovanissimo pianista di Pietrogrado, di cui non saprei ricostruire il nome; ma con 2 f, 3 k, 1 w e 1 z forse me la caverei, mancherebbe soltanto una y... [F. Cangiullo, Serate futuriste. Romanzo storico vissuto, Napoli, Editrice Tirrena, 1930 p. 227].


Giacomo Balla, Caricatura sintetica di Marinetti, 1924
http://www.internetculturale.it/.../mostre/pagina_900.html



Umberto Boccioni, vignetta di una serata futurista, 1911
http://www.internetculturale.it/.../mostre/pagina_898.html



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