Russi in Italia

Milano, Izba russa nei Giardini di via Palestro

Raffaella Vassena

Progettata dall'ingegner Carlo Formenti in occasione dell'Esposizione Nazionale del 1881 a Milano, l'izba russa ospitò, nei giorni della manifestazione, la bottiglieria Canetta. All'izba russa la rivista "L'Illustrazione italiana" dedicò un trafiletto e un grazioso disegno: 

Il padiglione russo del sig. Maurizio Canetta di Milano è uno dei più fortunati fra i tanti padiglioni eretti sugli spazi lasciati liberi dei pubblici giardini. Ivi i visitatori, stanchi di girare per le Gallerie dell'Esposizione, uscendo dal riparto della Marina e della Guerra vanno a riposarsi all'ombra, al fresco. Vi è un continuo andirivieni di gente, v'è un continuo via vai di signore eleganti, mentre una schiera di avventori, consumatori implacabili di acque gazose, vi tiene il suo quartier generale e si vede là in permanenza. Il padiglione russo che, forse, ad Esposizione finita resterà, occupa la bellezza di un centinaio di metri quadrati; è innalzato sullo stile russo dell'ing. Carlo Formenti. Si è voluto con esso ricordare la povera Russia nella parte sua più geniale, cioè nelle caratteristiche sue capanne, senza nichilisti e senza scoppi di dinamite. I soli scoppi che si sentono da mattina a sera sono quelli dei turaccioli delle bottiglie che saltano in aria. Il padiglione è tutto in legno giallo di larice d'America, tutto ad intagli; col tetto acuminato a scaglie di pesce, sovrastato da un pinnacolo. Gli alberi frondosi lo nascondono in parte alla vista: quegli alberi che il popolo credeva fossero tutti atterrati per dar posto alla Mostra industriale e che, invece, sono ancor in piedi, belli. Il nostro Matania ritrasse il padiglione russo nella parte sua più pittoresca, e meglio ritrasse una viva scena d'avventori e d'avventrici gentili di quel padiglione simpatico (da "L'Illustrazione Italiana", 17 luglio 1881).

L'izba russa fu effettivamente l'unico padiglione a rimanere in piedi dopo la chiusura dell'Esposizione. Acquistato dal Comune di Milano per dodicimila lire, nei cinquant'anni successivi continuò a fungere da chiosco per bibite e da "Casa del latte", fino al 1943, quando venne distrutto durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Bibliografia
All'Esposizione Nazionale. Davanti al padiglione russo, «L'Illustrazione Italiana» 17 luglio 1881, n. 29, p. 58.
Esposizione Nazionale di Milano 1881, a cura di G. Lopez, Milano, Comune di Milano, 1981, p. 25.




Fronte dell'edificio principale dell'Esposizione Nazionale del 1881, progettato dall'architetto Giovanni Ceruti http://www.larici.it/architettura-ambiente/storia/expo/1881.htm

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