Russi in Italia

Napoli, La biblioteca russa

Giuseppina Giuliano

Chi si proponesse, per avventura, di offrirmi opere di scrittori russi – nella formidabile loro lingua originale – se ne astenga. Li offra, invece, se tiene a farmi cosa grata, al mio amico Pietro Getzel – Giardino Vasto, in via dei Mille – presso il quale funziona (gratuitamente) una biblioteca circolante russa, ad uso dei numerosi nostri ospiti di razza slava ("Il Mattino", 4-5 novembre 1921).

Così scriveva nella rubrica "Mosconi" del quotidiano partenopeo il pubblicista Ugo Ricci pregando lettori e amici di inviare i libri russi in loro possesso a Pietro Getzel, che aveva aperto la biblioteca russa "Leone Tolstoi" in piazza del Vasto (via dei Mille), probabilmente presso la sua stessa abitazione.

Pietro Getzel vive a Napoli fin dagli anni Novanta del XIX secolo, intrattiene rapporti con la famiglia di Anton Dohrn e Marija Baranovskaja e si guadagna da vivere rifornendo le navi russe che approdano nel porto di Napoli. La moglie Elisa Kriosky tradurrà negli anni Venti del Novecento alcuni racconti di Anton Čechov per le edizioni Carabba e novelle di Vsevolod Garšin per la casa editrice Giannini di Napoli. Il figlio Demetrio, zoologo e amico di Reinhard e Tat'jana Dohrn, è stato membro della Società dei Naturalisti di Napoli e dopo il 1930 preside di un liceo di Avellino.
In seguito all'invito di Ugo Ricci, noto anche per la traduzione di Anna Karenina pubblicata nel 1913 presso la casa editrice Bideri, pervengono alla biblioteca "Leone Tolstoi" 51 volumi donati, con la promessa di inviarne ancora, dalla dama russa Nadežda Ivanovna Kazakova (1853 ca.-1926), come racconta Pietro Getzel in una lettera di ringraziamento all'amico giornalista ("Il Mattino", 29-30 novembre 1921).
Dagli inizi del 1922 accanto alla biblioteca russa al giardino Vasto viene aperta dal martedì al venerdì la presidenza del Comitato "Pro russi poveri", associazione analoga a quelle di Roma (Comitato di soccorso ai russi in Italia) e Milano (Associazione per l'assistenza ai bisognosi russi), cui potevano rivolgersi i profughi russi in ristrettezze economiche, desiderosi di trovare un lavoro o assistenza legale presso un avvocato italiano. Tutti erano tenuti a comunicare le proprie generalità e capacità lavorative.
Il comitato "Pro russi poveri" organizza tra il 1922 e il 1924 in un padiglione del Giardino Vasto conferenze, spettacoli e concerti a beneficio dei russi indigenti. Durante queste serate le "dame russe" servono il tè agli invitati cui fa seguito in genere un ballo. Tra le più assidue frequentatrici, ricordate sulle pagine del "Mattino", si annoverano Frida Vigdorčik, moglie del medico Pavel Vigdorčik, la dottoressa Bejla Fabrikant, Zoe Voronkova, moglie di Ettore Lo Gatto e molte altre.
Questi eventi mondani sono molto frequenti soprattutto nel corso dell'anno 1923 e vengono quasi sempre annunciati da Ugo Ricci come "i tè danzanti della Pro-russi"; vi si esibiscono l'attore Uberto Palmarini (che recita brani del Boris Godunov di Puškin), la vioinista Iolanda Calabi, il pianista Enrico Martucci. Tra gli artisti più acclamati vi è la pianista russa Raisa Lifschitz, residente in quegli anni a Napoli, accompagnata dal violinista Alberto Curci; non mancano di esibirsi anche ex ballerini della corte imperiale. Oltre che al Giardino Vasto i concerti di musica russa vengono organizzati a volte presso la "Compagnia degli Illusi", in via Amedeo, oppure presso la Società Amici della Musica dei Fratelli Curci. Nell'aprile 1922 una grande spettacolo di beneficenza viene invece allestito al teatro Mercadante e vede Angelo Musco recitare in San Giovanni decollato di Nino Martoglio.
Con il ricavato degli spettacoli venivano istituiti dei sussidi per ufficiali e marinai russi profughi di guerra. Tra i benefattori figurano lo stesso Pietro Getzel, Alessandro Landesmann, Tat'jana Živago Dohrn, Michail Semenov, Sofia (Sonja) Bogdanoff-Vitagliano (traduttrice dal russo e autrice di una grammatica e un manuale di letteratura russa), la signora Robini Maliavsky e molti altri.
Attivi membri del Comitato sono, oltre a Sof'ja Bakunina Caccioppoli e Matilde Serao, le nobildonne russe Nadežda Ivanovna Kazakova, Elena Nikolaevna Rat'kova-Rožnova (1867-1954), moglie dell'ex console Nikolaj Georgievič Šlejfer e madre del musicista Jurij Šlejfer (1905-1983), madame Sviskaja Guarini, la principessa Elena Pignatelli Montecalvo Naryškin (1879-1961) e la figlia Sofia.
Dal 1924 in poi le notizie sulle iniziative del Comitato e della biblioteca "Leone Tolstoi" si diradano fino a scomparire.


Indietro
Statistiche