Russi in Italia

Roma, Terrazza del Pincio

Elda Garetto

Roma_dal_Pincio
Vsevolod Mejerchol'd arriva in Italia insieme a Zinaida Rajch il 10 luglio 1925. Dopo due soste a Venezia e Firenze, dove Mejerchol'd sperava di incontrare Gordon Craig (l'incontro non ebbe luogo), il regista e la moglie arrivano a Roma alla fine di luglio. Qui incontrano Vjačeslav Ivanov, amico di lunga data di Mejerchol'd, Platon Michajlovič Ker×encev, dirigente bolscevico e Ol'ga Signorelli, con la quale formulano il primo progetto della monografia su Eleonora Duse, che doveva uscire nella collana di "Teatral'nyj Oktjabr'".
Del loro soggiorno a Roma nelle memorie inedite di Ol'ga Signorelli si narra una divertente avventura capitata al famoso regista sulla terrazza del Pincio:
"Affascinati da Roma, raccontavano divertiti un'avventura che era capitata loro nel giorno dell'arrivo. Appena lasciato il baga­glio nell'Albergo d'Italia, si erano diretti in gran fretta al Pincio per ammirare il panorama di Roma. Erano arrivati nel momento in cui il sole stava per tramontare. Rapiti dall'incanto della veduta mera­vigliosa si erano abbracciati e baciati. In quell'istante, come spunta­to dal suolo, accanto a loro un uomo in divisa, con blocchetto di ricevute e matita nella mano, tendeva un foglietto dicendo: "Venti lire, signori". Sorpreso, Mejerchol'd ne aveva chiesto il motivo. "In Italia è proibito baciarsi per strada: ad ogni trasgressione spetta dieci lire di multa a persona". "Ma io ho baciato mia moglie". "Con tanto di più ragione meritate una multa. La moglie vostra voi potete baciarla in camera", aveva insistito l'inesorabile tutore della morale. "L'avventura ci ha divertiti e ci è sembrata di buon augurio", soggiunse Mejerchol'd. "Sapete che, contrariamente a quel che si pensi di me, io sono un temperamento allegro. Nei nostri incontri con Vachtangov abbiamo risolto quasi sempre scherzando su tutti i problemi gravi. Ma di Zinaida sono geloso: guai se qualcuno l'attacca. E così mi addolora che non possiamo camminare senza essere annoia­ti per l'incantevole Via Veneto a causa delle espressioni di am­mirazione dette ad alta voce da qualcuno degli assidui del Caffè Rosati. Convengo che un'attrice accoglie lusingata, quando è sulla scena, tali manifestazioni, che sembrano tuttavia un dileggio se esclamate mentre cammina per la strada".

Nel disegno in alto di Andrej Beloborodov il panorama di Roma dalla terrazza del Pincio.


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