Russi in Italia

Georgij Georgevič Abchazi


Luogo e data di nascita: 10 ottobre 1892
Luogo e data di morte: Roma, 1964
Professione: pittore, scenografo

Risiede a Tiflis dall'età di 16 anni fino al giugno 1911, quando si trasferisce a Mosca, dove frequenta l'Università (corsi di fisica, di matematica e di pittura). Il 28 dicembre 1913 si trasferisce a Liegi, dove studia all'Istituto elettronico. Il 18 gennaio 1914 si reca a Parigi, dove rimane fino al 20 giugno: frequenta l'Istituto di Belle Arti e comincia a lavorare come scenografo. Torna in Russia ad Odessa, per prestare servizio militare, si arruola in guerra come volontario.
È in Italia, a Roma, dal giugno 1919 quale ufficiale dell'esercito su incarico del Ministero degli Esteri russo presso la missione della Georgia a Roma, di cui dal 1920 è nominato console. Dal 1 giugno 1922, in seguito all'invasione del Caucaso, abbandona l'incarico e rimane a Roma come profugo.
Sposa nel 1923 l'italiana Laura De Giovanni, con la quale nel novembre 1923 si trasferisce a Milano. Ottiene la cittadinanza italiana il 28 luglio 1937. Dal 1930 risiede a Milano in via Torino n. 51, dal 1937 si trasferisce in vicolo Anselmo Ronchetti n. 11.

Collaborazioni teatrali
Collabora con la Compagnia Niccodemi nel 1930 nello spettacolo Triangoli di Oreste Biancoli e Dino Falconi, con la Compagnia Maria Melato e con la Compagnia Maltagliati Cervi.
È Direttore dell'allestimento scenico al teatro Arcimboldi di Milano.
Per la Compagnia Tat'jana Pavlova cura le scene di La sete di Dio di Rino Alessi, che debutta al Teatro Manzoni di Milano l'11 febbraio 1931.
Cura le scene di: La quadratura del cerchio di Valentin Kataev, che debutta al teatro Odeon di Milano il 13 luglio 1931; La locandiera di Goldoni, teatro Argentina di Roma, debutto 13 gennaio 1932; La stella del Sud di Gian Capo, che debutta al teatro Odeon di Milano il 15 aprile 1932.
Nel 1932 disegna le scene per il balletto La leggenda scandinava al Casinò di Sanremo.
Insieme a Andrej Beloborodov è architetto per il film Noi vivi - Addio Kira di G. Alessandrini nel 1942; attori principali Alida Valli, Fosco Giachetti e Rossano Brazzi.
Nel 1942 cura la scenografia di La Regina di Navarra di C. Gallone.
Tra il 1940 e il 1944 lavora per il Teatro dell'Opera di Roma. Qui cura in particolare le scene e i costumi di Mavra (libretto di Boris Kochno, coreografia di Aurel Milloss, musica di Igor' Stravinskij), andato in scena per la prima volta il 7 marzo 1942, e le scene di Persefone (coreografia di Milloss, musica di Pietro Ferro), con debutto il 28 marzo 1942.
Nel 1946 cura le scene di Elisir d'amore di Gaetano Donizetti, andato in scena per la prima volta alla Scala di Milano il 6 gennaio per la regia di Mario Frigerio.

Pubblicazioni

Illustra il volume di Katharine Della Valle, Recipes of a rolling stones, New York, Coward-McCann, 1941.
Cura le illustrazioni del volume Vita di Gesù di Caius (pseud.), Roma, Tosi, 1949.
Cura le illustrazioni di Luigi Motta, I cacciatori del Far-West: Romanzo d'avventure. Copertina a colori di Mario d'Antona, illustrazioni fuori testo di G. Abkhasi, Torino, A. Viglongo & C., 1949.
Collabora all'Enciclopedia dello Spettacolo, a cura di Silvio D'Amico, Roma 1956.

Bibliografia
S. D'Amico (a cura di), Enciclopedia dello Spettacolo, Roma, 1956.
G. Tintori, Duecento anni di Teatro alla Scala. Cronologia opere-balletti-concerti 1778-1977, Bergamo, Ed. Grafica Gutenberg, 1979.
P. Veroli, The Choreography of Aurel Milloss. Part Four: Catalogue, «Dance Chronicle», v. 14, n. 1, 1991, p. 66.

Note
Nei documenti italiani si incontra come: Giorgio Abkhasi, Abkasi.

Fonti archivistiche
Archivio di Stato di Milano, Gab. Pref. II, cart. 4 (cittadinanza).
Archivio Società Umanitaria, Fondo Turati.

Nella foto un manifesto pubblicitario da lui disegnato.

Sara Mazzucchelli, Raffaella Vassena


Manifesto pubblicitario per il film La regina di Navarra
http://www.cinemedioevo.net/Film/cine_regina_navarra.htm

 



Alida Valli e Rossano Brazzi in una scena del film Noi vivi (1942) di G. Alessandrini, scenografia di G. Abchazi e A. Beloborodov.

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