Russi in Italia

Irina Vjačeslavovna Lukaševič


Luogo e data di nascita: San Pietroburgo, 1911
Luogo e data di morte: Torino, 27 dicembre 1935
Professione: ballerina, attrice

 

Figlia dell’ufficiale di origine polacca Vjačeslav Konstantinovič Lukaševič (1889–1916) e dell’attrice lettone Elizaveta Nikolaevna Eše (1891–1969), rimane orfana del padre ucciso dai gas durante la Prima guerra mondiale; la madre crocerossina al fronte combatte con l’Armata bianca, è ferita e decorata per il suo coraggio. Dopo la sconfitta inizia per la famiglia l’odissea di molti russi verso l’esilio: nel 1919 evacuazione dalla Crimea, Costantinopoli, infine Varsavia, dove si stabilisce insieme alla madre e alla sorella. Qui studia al Conservatorio (classe di pianoforte) e alla Scuola di balletto, diventando prima ballerina del Bol’šoj teatr della città. Nel 1930 recita una piccola parte in uno dei primi film polacchi La bellezza della vita (Uroda życia) di Juliusz Gardan; contemporaneamente come ballerina riceve offerte di lavoro da diversi paesi europei e sceglie la Francia: nel 1932 esordisce nella neonata compagnia “Le Ballet Russe de Monte Carlo”, fondata dal Colonel Wassily de Basil, in realtà l'ex-colonnello Vasilij Grigor’evič Voskresenskij (1888–1951) trasformatosi in impresario.
Ben presto è allettata dalla proposta di Jia Ruskaja di far parte della sua compagnia e nel 1933 si sposta a Milano, esibendosi con successo insieme alle allieve della scuola di ballo del Teatro alla Scala. Le rappresentazioni, coreografate da Ruskaja, si svolgono talora a cielo aperto nel teatro di 2000 posti all’interno del Parco Sempione, costruito per lei dal Comune. Tra i lavori più interessanti messi in scena – la Danza del sacrificio dall’Ifigenia in Aulide con musica di Ildebrando Pizzetti (1935).

In Italia Lukaševič si riavvicina al cinema e con il nome di Irina Lucacevich recita insieme a Vittorio De Sica in Un cattivo soggetto (1933) di Carlo Ludovico Bragaglia e nel film storico sugli ultimi 100 giorni dell’epopea napoleonica Campo di mag­gio (1935), scritto e diretto da Gioacchino Forzano (film voluto da Mussolini, che si fece anche ritrarre nei manifesti per l’estero).

All’apice di questa fortunata carriera l’attrice muore tragicamente, travolta da un tram uscito dai binari; il conducente è condannato a otto mesi di carcere, i suoi parenti sono risarciti dalla società tramviaria con 115.000 lire.

 

Bibliografia

Necrologi  // Vozroždenie (Parigi), 30 dicembre 1935, № 3862; 31 dicembre, № 3863; 15 marzo 1936, № 3938.

Necrologio  // Illjustrirovannaja Rossija 1936, № 7.
Necrologio  // Poslednie novosti (Parigi), 5 luglio 1936, № 5581.

Рос­сийское зарубежье во Франции. (1919–2000). Биографический словарь в 3 тт. / под общей редакцией Л. Мнухина, М. Авриль, В. Лосской. М.: Наука-Дом-музей Марины Цветаевой, 2008–2010. Т. I. C. 88.

 

Antonella d'Amelia
2 dicembre 2020

 



Irina Lukaševič sulla copertina della rivista "L'Illustrazione italiana"



Irina Lukaševič sulla copertina di "Piccolo"



Manifesto del film di Carlo Ludovico Bragaglia Un cattivo soggetto (1933)



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