Russi in Italia

Tat´jana Pavlova Zeitman

Tatiana Pavlova


Luogo e data di nascita: Ekaterinoslav, 10 dicembre 1890
Luogo e data di morte: Grottaferrata (Roma), 7 novembre 1975
Professione: regista teatrale, attrice

 

Tra il 1905 e il 1910 conosce il regista teatrale Pavel Nikolaevič Orlenev e si unisce alla sua compagnia, dove apprende il metodo teatrale di K. S. Stanislavskij. Nel 1911 il sodalizio artistico con Orlenev si scioglie e T. Pavlova entra nella compagnia del Teatro Drammatico di Mosca, dove debutta nel 1916 come protagonista di Fröken Julie di A. Strindberg.
Fa il suo ingresso in Italia nel 1919, probabilmente da Parigi, per quanto lei stessa, negli anni a venire, alimenterà la favola di un suo arrivo avventuroso nella laguna veneta a bordo di una barca di fortuna. Nel 1920 lavora per la casa cinematografica Ambrosio Film di Torino, primo stabilimento cinematografico in Italia, per la quale recita in diversi film muti diretti da A. Ural'skij: L'Orchidea fatale, La catena, Nella morsa della colpa e Fascino mortale.

In quello stesso periodo Tat´jana Pavlova prende lezioni di italiano da Cesare Dondini e studia dizione. Il 3 ottobre 1923 debutta con la propria compagnia (formata da Alberto Capozzi, Calisto Bertramo, Ernestina Bardazzi, Letizia Bonini) al Teatro Valle di Roma con Sogno d'amore di A. I. Kosorotov, di cui cura anche la regia. Poco dopo debutta anche al Teatro dei Filodrammatici di Milano e successivamente nei maggiori teatri italiani. Tra questi, il Teatro Goldoni di Venezia, dove il debutto del 26 agosto 1926 con il dramma Gelosia di Мichail Arcybašev, regia di Ernesto Sabbatini, viene accolto con entusiasmo:

La compagnia drammatica di Tatiana Pavlova non poteva esordire più felicemente e la cronaca della serata si può riassumere in poche righe: teatro gremito in ogni ordine di posti da un pubblico elegantissimo che rivolse applausi alla geniale attrice ritornata fra noi con una schiera di ottimi elementi ed in una cornice di scenari eccellenti e intonati («Gazzetta di Venezia», 27 agosto 1926, p. 4).

Se il pubblico italiano si innamora presto di questa russa accattivante, ammaliatrice, dall'accento vagamente esotico, i critici e gli addetti ai lavori non risparmiano alla "straniera" duri rimproveri e commenti sarcastici: l'esempio più significativo è quello di Luigi Pirandello, che in alcune lettere a Marta Abba si abbandona a giudizi impietosi, infarciti da epiteti piuttosto coloriti, sul teatro e sulla persona della Pavlova (cfr. le lettere da Parigi del 31 gennaio 1931 e del 13 agosto 1931 in Pirandello, pp. 628, 858). Gli attacchi di Pirandello alla Pavlova si spiegano anche con le innovazioni che le sue regie intendono apportare a un teatro italiano ancora fortemente provinciale. La cura particolare da lei riservata, non solo al lavoro dell'attore sulla scena, ma anche alle luci, alle scenografie consone all'ambientazione del testo, e ai costumi disegnati per l'occasione, provocano una "rottura con le ormai logore consuetudini del mattatore convinto di costituire da solo «il teatro», la legittimazione di una personalità drammaturgica che si colloca mediatrice fra il testo e gli interpreti" (Geron, p. 106).

Durante gli anni Venti e Trenta, Pavlova cura la regia di diversi spettacoli, italiani e russi. Tra le altre regie di opere russe si ricordano: Kasatka di A. N. Tolstoj e Chirurgia di A. P. Čechov (1923); Signorina senza dote di A. N. Ostrovskij e Per la gloria di T. L. Ščepkina-Kupernik (1926); I giorni della vita di L. N. Andreev (1927); La moneta falsa di Maksim Gor'kij; La quadratura del circolo di V. P. Kataev (1931); Oltreoceano di Ja. M. Gordin (1932); Il cadavere vivente di L. N. Tolstoj (1941).
Tat'jana Pavlova alterna al mestiere di regista quello di attrice, recitando per i più noti registi teatrali russi e italiani: è in Psiche di Ju. D. Beljaev, andato in scena al Teatro Manzoni di Milano il 22 novembre 1926 con regia di Sergej Vasil'evič Strenkovskij e scene di Valentina Chodasevič; Delitto e castigo di F. M. Dostoevskij, ancora per la regia di Strenkovskij (1927); L'Uragano di A. N. Ostrovskij, per la regia di Petr Šarov e Il Teatro della guerra eterna di Nikolaj Evreinov, regia dell'autore (1928); La Signora X di A. Bisson, regia di Petr Šarov (1931). Nel 1932 recita in altri due importanti spettacoli diretti da Šarov: Il Revisore e Il Matrimonio di N. V. Gogol'.
Il 15 marzo 1933, al Teatro Argentina di Roma, è invece tra i protagonisti de Il giardino dei ciliegi di A. P. Čechov, per la regia di Vladimir Nemirovič-Dančenko e le scene di Nikolaj Benua e Georgij Lukomskij. La collaborazione con Nemirovič-Dančenko, con cui Pavlova porta sulle scene italiane, nel 1932, anche il suo Il Valore della vita, è degna di nota in quanto questa fu l'unica esperienza del regista russo lontano dalla patria. Tra i registi italiani, invece, Tat'jana Pavlova lavora con Corrado Tavolini, Anton Giulio Bragaglia e Luchino Visconti, mentre tra gli attori si ricorda Vittorio De Sica, che esordì proprio con la compagnia della Pavlova nel 1922.

Nel 1933 Tat´jana Pavlova torna davanti alla macchina da presa in Creature della notte di Amleto Palermi e, nel 1934, in La signora di tutti di Max Ophüls. Il 16 agosto 1934 La signora di tutti viene proiettato alla II Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Già il 14 agosto era giunta al Lido una delegazione per presentare il film, composta dal regista, dagli attori Isa Miranda, Tat'jana Pavlova, Lamberto Picasso, Franco Coop, dal produttore Angelo Rizzoli e da Daniil Amfiteatrov, che ne aveva composto la colonna sonora. Alla proiezione del film sono presenti anche il critico d'arte Ugo Ojetti, il presidente della Biennale Volpi di Misurata, il senatore Crespi e l'onorevole Asquini, Sottosegretario alle Corporazioni in rappresentanza del Governo Fascista. I giudizi della critica sono positivi, e valgono al film la coppa del Ministero delle Corporazioni quale film italiano "tecnicamente migliore":

Una leggera freddezza insita nella trama e una certa deficienza di simpatia e di comunicabilità nella regia impedirono che il film, che è dal punto di vista tecnico ammirabilmente fatto, conquistasse, oltre che l'occhio e il cervello, anche il cuore del pubblico, e diventasse un successo perfetto. [...] Tatiana Pavlova, nella parte della signora Nanni, ebbe eccellenti momenti (F. Sacchi, «Corriere della sera», 17 agosto 1934).
Gli interpreti – Isa Miranda, Memo Benassi, Tatiana Pavlova, Nelly Corradi, Francesco Coop – sono ben condotti e attestano dello sforzo del regista di creare una composizione omogenea nei riguardi della recitazione che appare riuscita più nelle intonazioni delle frasi e delle parole che nelle frasi stesse (Il film "La Signora di tutti" alla II Biennale del Cinematografo, «Gazzetta di Venezia», 17 agosto 1934, p. 5).

Nel 1935 Tat'jana Pavlova fonda a Roma insieme a Silvio D'Amico l'Accademia d'Arte Drammatica, dove ottiene la cattedra di regia. Con i suoi allievi allestisce, nel 1937, la messinscena del Mistero della Natività, Passione e Resurrezione di Nostro Signore. In quello stesso anno sposa il giornalista e scrittore Nino D'Aroma, biografo di Mussolini e direttore dell'Istituto Luce.

Dopo la guerra l'artista collabora anche con la televisione italiana, dove inscena molti lavori teatrali russi ed europei, e recita in diversi film: nel 1946 interpreta il ruolo della madre in Zoo di vetro di Tennessee Williams, per la regia di Luchino Visconti; nel 1948 recita in Una lettera all'alba di Giorgio Bianchi, e nel 1949 in Cagliostro ovvero Black Magic (1948) di Gregorij Ratov. Fra il 1949 e il 1951 dirige ancora una sua compagnia, interpretando il ruolo principale di La lunga notte di Medea di Corrado Alvaro, e firmandone, fra l'altro, anche la regia. In quello stesso periodo porta in scena, tra gli altri, La vedova di Renato Simoni, Mirra Efros di Ja. M. Gordin e alcune novità italiane, come La torre d'avorio di Piero Mazzolotti e Il sole non si ferma di Giuseppe Bevilacqua.
Il ritorno di Tat'jana Pavlova sulle scene italiane del dopoguerra risente del mutamento dei tempi, e lo scarso successo porta la regista a rivolgersi quindi alla lirica. È nell'aprile 1953 che ha inizio la sua collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano, quando cura la regia di Boris Godunov di M. Musorgskij, con scene di Nikolaj Benua. Nel dicembre dello stesso anno, la sua regia della Wally di A. Catalani suscita furiose polemiche a causa della presenza di un automobile in scena e il compositore ritira l'opera dopo la seconda rappresentazione. Nel maggio del 1954 la Pavlova è nuovamente alla Scala come regista dell'Eugenio Onegin di P. Čajkovskij, scene di Aleksandr Nikolaevič Benua. Il 21 maggio 1955 alla Scala va in scena, per la regia di T. Pavlova, le scene di Nikolaj Benua, e i costumi di Vsevolod Petrovič Nikulin La Fiera di Soročincy di Musorgskij; il 20 marzo 1959 va in scena per la prima volta Una vita per lo zar (Ivan Susanin) di M. Glinka, mentre il 28 gennaio 1961 Pavlova cura la regia de La dama di picche di P. Čajkovskij, con scene curate da Nikolaj Benois.
Per la Piccola Scala, invece, Tat'jana Pavlova cura la regia di Una domanda di matrimonio di L. Chailly, andato in scena per la prima volta il 22 maggio 1957 con scene e costumi di Nikolaj Benua; Il convitato di pietra di A. S. Dargomižskij, andato in scena per la prima volta il 24 marzo 1958 con scene e costumi di O. Di Collalto; Il revisore di W. Egk, andato in scena per la prima volta il 28 marzo 1960 con scene e costumi di Nikolaj Benua.
Nel 1963 è regista stabile del Piccolo Teatro di Firenze e insegna recitazione.

Pubblicazioni
Tatiana Pavlova, Cinema e teatro, «Scenario», a. II, n. 1, gennaio 1933, p. 561.
Tatiana Pavlova, Tredici mesi di insegnamento, «Scenario», a. VI, n. 6, giugno 1937, pp. 263-265.
Tatiana Pavlova, Ritorno al metodo, «Scenario», a. V, n. 5, maggio 1936, pp. 214-217.
Tatiana Pavlova, Gorkij in Italia, «Scenario», a. V, n. 11, novembre 1936, pp. 525-527.
Tatiana Pavlova, Autobiografia, pubblicata a cura di Danilo Ruocco in D. Ruocco, Tatiana Pavlova Diva Intelligente, Roma, Bulzoni Editore, 2000, pp. 173-242.

Bibliografia
Tatiana Pavlova al Goldoni, in «Gazzetta di Venezia», 22 agostо 1926.
A. Z., La stagione di Tatiana Pavlova al Goldoni, «Le Tre Venezie», settembre-ottobre 1926, pp. 57-58.
M. Nordio, Tatiana Pavlova parla dei suoi sogni e delle sue nostalgie d'arte, in «Il Piccolo della Sera», 15 ottobre 1926.
S. D'Amico, Tramonto del grande attore, Milano, Mondadori, 1929, pp. 127-133.
Recite straordinarie di Tatiana Pavlova, Milano, Rizzoli 1934.
Il film "La Signora di tutti" alla II Biennale del Cinematografo, in «Gazzetta di Venezia», 9, 16 e 17 agosto 1934.
A. Camilleri, Tatiana Pavlova, in S. D'Amico (a cura di), Enciclopedia dello spettacolo, Roma, Ed. Le Maschere, 1956, pp. 1795-1797.
A. Perrini, La "grande" Tatiana Pavlova, in «Lo Specchio», 23 novembre 1975.
G. Tintori, Duecento anni di Teatro alla Scala. Cronologia opere-balletti-concerti 1778-1977, Bergamo, Ed. Grafica Gutenberg, 1979, pp. 110-114, 117-120, 365-367.
G. Geron, Chi fu di scena. Attori e autori di ieri, Milano, Pan Editrice, 1982.
V. Chodasevič, Portrety so slovami, Moskva 1987.
La biblioteca russa di Tatiana Pavlova: mostra bibliografica in occasione di Libro 90, Biblioteca nazionale centrale, Roma, 24 novembre-2 dicembre 1990, L'Aquila, 1990.
L. Pirandello, Lettere a Marta Abba, a cura di Benito Ortolani, Milano, Mondadori, 1995.
D. Ruocco, Tatiana Pavlova Diva Intelligente, Roma, Bulzoni Editore, 2000.

Nota
Nei documenti d'archivio e nelle bibliografie si incontra come Tatiana Pavlova.

Fonti archivistiche
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica Sicurezza, Segreteria Particolare del Duce, Carteggio riservato, Repubblica Sociale Italiana, f. 354, D'Aroma (Tatiana Pavlova).
Fondazione Teatro alla Scala, Milano. Archivio della Biblioteca "Livia Simoni".
Fondazione Giorgio Cini, Venezia. Archivio Signorelli.
Fondazione Il Vittoriale degli italiani, Gardone Riviera. Archivio generale.
Centro studi Vjaceslav Ivanov, Roma. Archivio Andrej Beloborodov.


Matteo Bertelé, Patrizia Deotto, Fausto Malcovati, Raffaella Vassena
Scheda aggiornata al 20 dicembre 2009


Tatiana Pavlova in La lunga notte di Medea di Corrado Alvaro, 1949. Matita e china su carta, 257 x 295 mm. Pubblicata su "L'Elefante", 28-7-1949. Coll. Burcardo, inv. 5913
http://www.burcardo.org/mostre/onorato/index.asp (nel pannello 9)



Tatiana Pavlova al lido di Rimini nel 1925
www.balnea.net/default.asp?cmd=thumb&id=84



Boris Godunov di M. Mussorgskij al Teatro alla Scala, 30 aprile 1953 (locandina).



Tatiana Pavlova con il coro del Teatro alla Scala.



Maria Callas e Tatiana Pavlova all'epoca della realizzazione della Fedora di U. Giordano per il Teatro alla Scala, 1956.



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