Russi in Italia

Ivan Dmitrievič Šadr


Luogo e data di nascita: Taktašinskoe, vicino Šadrinsk (oggi regione di Kurgan), 30 gennaio 1887
Luogo e data di morte: Mosca, 3 aprile 1941
Professione: scultore

Nato Ivanov, prende lo pseudonimo Šadr dаl nome della sua città. Figlio di un carpentiere, studia per 5 anni alla Scuola artistico-industriale (Chudožestvenno-promyšlennaja škola) di Ekaterinburg, dove è allievo dello scultore lettone Teodors Zalkalns (1876-1972), che ne ha tracciato un affettuoso profilo di giovane artista talentuoso deciso ad abbandonare la provincia russa per coltivare il proprio talento. Nel 1907 intraprende un viaggio da Ekaterinburg a Pietroburgo, conosce M.E. Darskij, artista del teatro Aleksandrinskij che, sorpreso dalla sua voce e suggestionato da una vaga somiglianza con Fedor Šaljapin, lo sostiene per l'esame di ammissione alla Scuola teatrale (Imperatorskoe teatral'noe učilišče). Qui studia con V. N. Davydov che gli presenta importanti artisti come K.A. Varlamov, A.Ja. Golovin e N.K. Rerich, i quali lo aiutarono a mettere in luce il proprio potenziale artistico.
A Pietroburgo tra il 1907 e il 1909 segue contemporaneamente i corsi superiori della Scuola teatrale, le lezioni della Scuola musicale e drammatica (Muzykal'no-dramatičeskaja škola) e della Società di promozione delle arti (Obščestvo poošrenija chudožestv). Fra tutte le arti cui avrebbe voluto dedicarsi – teatro, opera e arti figurative – la scultura ha ben presto il sopravvento, ma le esperienze teatrali completano la sua concezione artistica: "l'arte dello scultore deve essere ricca di emozioni come quella dell'attore sulla scena", scrive nel 1918 (Šadr 1978, p. 153).
Amici e maestri gli consigliano di andare a studiare a Parigi, ma proprio nel 1909 viene chiamato per la leva militare a Kazan', perdendo così un anno di studi. Repin, Davydov e Rerich riescono a farlo liberare dagli obblighi militari perché possa recarsi all'estero a completare gli studi artistici. Nel giugno 1910 giunge a Parigi, dove studia fino al giugno 1911 all'Académie de la Grand Chaumière e in altri istituti, è allievo di Auguste Rodin e Émile-Antoine Bourdelle, frequenta assiduamente il Louvre, i musei, la Biblioteca Nazionale; "ho lavorato molto agli studi nelle vie e nei quartieri operai di Parigi" (Ivi, p. 37).
Grazie ad una borsa di studio della Duma di Šadrinsk, si reca a Roma dal novembre 1911 al giugno 1912: studia all'Accademia di Belle Arti e all'Accademia Inglese, si diletta a "copiare gli affreschi di Raffaello al Vaticano, studiare arte nella Biblioteca Reale e ai piedi dei numerosi monumenti artistici della Città Eterna" (Ivi, p. 37), disegna vedute della città, ma soprattutto parchi e giardini in cui "edifici e statue sono così fusi con la natura che quasi vivono e respirano nell'erba, alla luce, nell'aria" (Ivi, p. 215). Secondo i ricordi della moglie, a Roma Šadr vive con un altro studente russo, povero quanto lui. Insieme studiano Michelangelo, Donatello, Jacopo della Quercia e naturalmente l'arte antica. Essendo privi di mezzi, un giorno hanno l'idea di rubare le monete nella fontana di Trevi: mentre l'amico si immerge in acqua, Šadr per distrarre i passanti canta con la sua bella voce una serenata italiana. La ragazzata si conclude con l'intervento di un solerte carabiniere che li consegna al comando di polizia e di lì al consolato russo (Ivi, p. 215).
Tornato a Mosca l'artista si dedica all'arte antico-russa, frequenta le lezioni dell'Istituto di Archeologia, gli archivi del Museo di Belle Arti e del Museo Storico. Il viaggio a Roma e l'impressione ricevuta da quell'architettura e scultura "fuse con la natura" danno i loro frutti, producendo una concezione artistica monumentale che sarà la principale caratteristica della sua opera. Fino al 1916 esegue piccoli ritratti, fregi per il teatro di P.P. Strujskij e per il palazzo Jusupov a Mosca, nonché ornamenti scultorei per il cinema-teatro "Palas", oggi distrutto.
Il primo progetto artistico di più ampio respiro è concepito durante il primo soggiorno a Roma nel 1911 sotto l'influenza della guerra italo-turca. Si tratta del Monumento alla sofferenza mondiale (Pamjatnik mirovomu stradaniju), un gigantesco ensemble scultoreo-architettonico dedicato alle vittime della guerra, in seguito non realizzato. In un articolo del 1918 intitolato Sul progetto del "Monumento alla sofferenza mondiale" Šadr racconta quanto la sua idea di arte fosse differente da quella dei suoi maestri. Pur riconoscendo la grandezza della scuola francese, l'artista non può fare a meno di pensare che il futuro della scultura non sia lì, ma piuttosto nell'ispirarsi alle grandi opere delle civiltà indiana, cinese o giapponese, nella loro monumentalità, nel loro essere "immagini dell'eternità nella natura". L'arte della sua epoca non avrebbe dovuto tuttavia esprimere un senso religioso come era stato per i templi delle grandi civiltà, ma ritrarre "tutta la complessità della società odierna". Il progetto del Pamjatnik mirovomu stradaniju pare concretizzarsi quando nel 1916 il consiglio comunale di Mosca indice un concorso per un monumento ai caduti della nave "Portogallo", affondata dai tedeschi nel conflitto mondiale. Le alte mura di pietra che avrebbero dovuto circondare il "giardino delle sofferenze", così come le "porte dell'eternità" difese da quattro titani, non furono mai alzate, nonostante Gor'kij si fosse mostrato interessato a trovare un mecenate disposto a finanziare questo "Panteon" moscovita, una Piramide a gradoni sovrastata dal simbolo di Marte (Ivi, pp. 8-9).
Nell'estate del 1915 Šadr conosce Tat'jana Vladimirovna Zajceva (1892-1974), che sposa il 4 novembre dello stesso anno. Nel 1918 si reca a Omsk con l'intento di portare la famiglia a Mosca, ma a causa della guerra civile riesce a tornare nella capitale solo nel 1921. Aderisce agli ideali della rivoluzione d'Ottobre e dal 1922 sceglie i soggetti delle sue opere dalla vita del proletariato. Nel 1926 diventa membro della Società degli scultori russi (Obščestvo russkich skul'ptorov) e viene mandato all'estero a studiare e lavorare in Germania, Francia e Italia. In Germania insieme alla moglie si ferma a Berlino, Lipsia e Dresda, dove visita la Pinacoteca; tra le famose opere d'arte là conservate, si sofferma davanti alla Madonna Sistina, la tela di Raffaello che da sempre ha affascinato artisti e scrittori russi.
In Italia la prima tappa è Venezia, qui lo scultore apprezza Piazza S. Marco, il Palazzo dei dogi, il Ponte dei Sospiri, il Colleone del Verrocchio, le tele di Veronese e Tintoretto. Seconda tappa è Firenze, dove mostra alla moglie i lavori dell'amato Michelangelo. È quindi la volta di Roma, dove visita il Foro Romano, il Palatino, le Terme di Caracalla, l'Appia Antica, il Colosseo. Alla Terme di Diocleziano attrae la sua attenzione la Venere di Cirene, decide di realizzare una scultura simile e crea lo schizzo di una statua intitolata Ragazza (Devuška); si può anche ipotizzare che questo progetto venga realizzato nel 1936, quando scolpisce una delle sue opere più famose, Ragazza col remo (Devuška s veslom) per il Park kul'tury imeni Gor'kogo. La posa della ragazza, oggi visibile solo in foto dell'epoca perché la statua è andata distrutta, è effettivamente simile a quella della Venere di Cirene, della Venere Capitolina e della Venere di Tauride, conservata all'Ermitage. Tra gli altri ricordi di Roma spicca la giornata dell'attentato a Mussolini, quando le camicie nere si riversano per le strade "come scarafaggi" e i carabinieri circondano l'ambasciata sovietica incolpando i russi dell'accaduto.
Da Roma i coniugi si recano a Napoli, dove sono colpiti dal continuo rumore, dalla vita nei vicoli, dai ragazzini nudi che scorazzano dovunque. Visitano l'Acquario della Stazione Zoologica e il Museo Archeologico Nazionale, dove ammirano il Toro Farnese e gli oggetti provenienti dagli scavi di Pompei. Non mancano di visitare le rovine dell'antica città e di salire con la funicolare sul Vesuvio. L'artista va anche a fare visita a Gor'kij a Sorrento per fargli un ritratto. Dopo la visita di Capri, i coniugi si recano a Genova, passando di sfuggita a Pisa e Carrara, dove lo scultore s'entusiasma alla vista del marmo bianco e rosa, trascina la moglie a vedere la cava all'alba, è ossessionato dal desiderio di  lavorare con quel marmo (Ivi, pp. 222-225).
Negli anni '30 Šadr si dedica in particolare a statue di grandi poeti (Byron, Puškin, Lermontov, Gor'kij), ma la sua opera più importante è L'anno 1919 (God 1919), scultura creata nel 1937 e poi andata distrutta.  Alla fine degli anni '30 si ammala di cancro e muore; il giorno dei funerali, il 6 aprile 1941, la sua bara è trasportata al Museo delle arti figurative (Muzej izobrozitel'nych iskusstv) e posta nel cortiletto italiano, il suo luogo preferito. Come ricorda la moglie, ogni volta che l'artista ammirava le copie delle maggiori sculture italiane, come quella del Gattamelata, esclamava: "Ecco come bisognerebbe lavorare!" (Ivi, p. 238).


Fonti archivistiche
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, Affari generali e riservati, 1925, A16, b. 27, f. Chadre-Ivanoff Giovanni e consorte.
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, Affari generali e riservati, 1925, A16, b. 56, f. Schadz Ivan e moglie Tatiana.
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, Affari generali e riservati, 1926, A16, b. 34, f. Chadre-Ivanoff Giovanni e Tatiana.

Bibliografia
Šadr: Literaturnoe nasledie, perepiska; vospominanija o skul'ptore, Moskva 1978.
Ju. Kolpinsky, I. D. Shadr, Moskva 1964.



Giuseppina Giuliano
Scheda aggiornata al 15 ottobre 2020


I. D. Šadr, La selce è l'arma del proletariato. 1927, bronzo
http://staratel.com/pictures/ruspaint/big/692-2.htm



Lo scultore I. D. Šadr mentre lavora alla statua Ragazza col remo (Devuška s veslom), 1936



Monumento alla sofferenza mondiale. Schizzo di I. D. Šadr, 1911
http://museum.shadrinsk.net/1/news.php?lng=ru



I. D. Šadr, M. Gor'kij. Progetto di monumento per la città di Gor'kij, bronzo 1936
http://staratel.com/pictures/ruspaint/big/692-1.htm



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