Michail Fedorovič Larionov

Luogo e data di nascita: Tiraspol', 4 giugno 1881
Luogo e data di morte: Fontenay-aux-Roses, 10 maggio 1964
Professione: pittore, scenografo, costumista, aiuto-coreografo

 

Figlio di Fedor Michailovič Larionov, medico e farmacista, e di Aleksandra Fedorovna Petrovskaja, dal 1898 studia presso la Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca (Moskovskoe učilišče živopisi,vajanija i zodčestva) sotto la guida di Valentin Serov e Isaac Levitan. Qui si avvicina alla corrente del post-impressionismo e incontra Natal'ja Gončarova, che diventerà la sua compagna di vita. Nel 1906 viene invitato da Sergej Djagilev, conosciuto a Mosca alla fine del 1902, a partecipare alla mostra di Arte Russa al Salon d'Automne di Parigi, mentre nel 1907 è presente con un dipinto, Acacie in fiore, alla VII Biennale di Venezia.
In questi anni Larionov conquista sempre maggiore autorità tra gli artisti russi, fino a guadagnarsi il titolo di "inventore principale di tutti i nostri ismi", secondo un'espressione di Natal'ja Gončarova e di Abram Efros. Nel 1907 dà vita alla nuova corrente artistica del neoprimitivismo, che propugna un ritorno alla sorgente e allo stile dell'arte popolare russa, in particolare delle icone, delle insegne e delle tradizionali xilografie russe, con soggetti tratti dalla vita quotidiana e una predilezione per colori vivi e accesi. Organizza le mostre più importanti di questo periodo: nel 1907-1908, con David Burljuk, "La corona" (Stefanos); nel 1909 "Il vello d'oro", che prende il nome dall'omonima rivista di cui è redattore; nel 1910 "Fante di quadri" (Bubnovyj valet); nel 1912 "Coda d'Asino" (Oslinyj chvost); nel 1913 "Il bersaglio" (Mišen'). Con quest'ultima mostra coincide il nuovo orientamento artistico di Larionov, che con altri artisti scrive il manifesto del Raggismo, Raggisti e futuristi (Lučisty i budušniki), in cui vengono suggerite composizioni costruite mediante linee irradiate di colori elementari. Nel 1914 viene richiamato in guerra e combatte nella Prussia orientale ma, ferito, viene riformato.
Nell'aprile 1914 Larionov e Gončarova, nel recarsi a Parigi, sono di passaggio a Roma. Qui, secondo i ricordi di Giuseppe Sprovieri, i due partecipano (senza essere citati nel catalogo) a una "Esposizione libera futurista internazionale", tenutasi nella sua galleria in via del Tritone 125 dal 13 aprile al 25 maggio, insieme ad Aleksandr Archipenko, Aleksandra Ekster e altri.
Nel 1915 Larionov inizia a lavorare, insieme alla moglie, per i Ballets Russes di Djagilev, per i quali curerà le scene e i costumi di Le soleil de nuit (1915), Contes russes (1917), Le bouffon (1921), Le renard (1922). In assenza di un coreografo (Leonid Mjasin era appena stato ingaggiato come primo ballerino), Djagilev incarica Larionov di sovrintendere anche alla coreografia, compito che l'artista svolgerà fino al 1921.
Dopo una tournée in Svizzera e in Spagna, la compagnia dei Ballets Russes giunge a Roma nell'ottobre del 1916, per portare a termine gli episodi del balletto Les Contes Russes, tre episodi di leggende musicate da Anatolij Ljadov sui temi delle fiabe popolari russe, e metterli in scena al Teatro Costanzi. Larionov e Gončarova risiedono presso l'Hotel Minerva e affittano uno studio in Via Principessa Clotilde. A Roma frequentano ogni domenica il salotto di Olga Resnevič Signorelli, dove conoscono lo scrittore Giovanni Papini, il pittore Giacomo Balla, il musicista Alfredo Casella e l'attrice Eleonora Duse. A Roma avviene anche l'incontro con i futuristi italiani Filippo Tommaso Marinetti e Fortunato Depero: a quest'ultimo Djagilev commissiona scene e costumi per Le chant du rossignol, musicato da Stravinskij. A Roma Larionov partecipa con la moglie a diverse mostre: una organizzata da Bragaglia e intitolata "Raggismo" e un'altra organizzata da Djagilev al Grand Hôtel. Nel marzo del 1917 partecipano inoltre alla Esposizione degli artisti russi dimoranti in Roma, al Circolo Letterario Gogol' in via delle Colonnette 27 nei locali dello studio del Canova. Il 7 aprile 1917 Larionov espone con Gončarova nella mostra "Opere dalla collezione di Leonid Mjasin" al Teatro Costanzi di Roma. Dopo una breve tournée a Napoli e Firenze, i due artisti trascorrono l'estate tra Venezia, Firenze e Torino, per poi fare ritorno a Parigi nell'ottobre 1917.
Nel 1920 Larionov è tra gli espositori della XII Biennale di Venezia, Sezione Pittura, con l'acquarello Schizzo per il Ballo Russo Baba Jaga. Nel gennaio 1921 è di nuovo a Roma con i Ballets Russes di Djagilev. Collabora con Djagilev fino alla morte di questi, nel 1929.
Dal 1934 collabora con i nuovi Balletts Russes del Colonel de Basil, per i quali cura ancora le scene e i costumi di Les contes russes (Londra, agosto 1934), Le soleil de nuit (New York, Londra, Melbourne, febbraio 1935), mentre per la compagnia di L. Vojzikovskij cura le decorazioni di Port Saïd (Londra, settembre 1935). A partire da questo momento Larionov dedica sempre più tempo all'elaborazione di una storia della danza, mai portata a compimento. Partecipa ancora a qualche mostra (in particolare tra maggio e ottobre 1936 è all'Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell'architettura presso la Triennale di Milano dove viene premiato con una medaglia d'argento), ma cura soprattutto la carriera della moglie. Nel 1938 ottiene la cittadinanza francese. Nel 1950, mentre è impegnato con una compagnia di danza inglese a Londra, è vittima di una crisi cardiaca che lo costringe a diradare ulteriormente i suoi impegni: nel 1957 la Galerie de l'Institut di Parigi gli dedica un'esposizione monografica, nel 1960 è tra gli artisti espositori della XXX Biennale di Venezia, mentre nel febbraio 1961 presso la Galleria Schwarz di Milano è allestita un'esposizione di opere sue e della Gončarova. Rimasto vedovo nel 1962, muore a Fontenay-aux-Roses il 10 maggio 1964.

Pubblicazioni
M. Larionov, N. Gončarova, Radiantismo, trad. dal russo di Nina Antonella, illustrazioni degli autori, Roma, 1917.
Cura le illustrazioni di A. Blok, Les douze, La Cible, Paris, 1920.

Esposizioni italiane
Larionov-Gontcharova, catalogo della mostra alla Galleria Schwarz, introduz. di M. Seuphor, Milano, 1961.
8 pittori russi, Galleria Lorenzelli, Milano, 1971.
Nathalie Gontcharova e Michel Larionov, catalogo della mostra alla Galleria Niccoli, introduz. di C. Belloli, Parma, 1982.
Natalija Gončarova Michail Larionov, catalogo della mostra alla Fondazione Antonio Mazzotta, 25 febbraio-26 maggio 1996, Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano, 1996.

Bibliografia
"La tribuna", 12 aprile 1917.
E. Garetto, Pis'ma N. S. Gončarovoj i M. F. Larionova k Ol'ge Resnevič Sin'orelli, «Minuvšee», n. 5, 1988, pp. 170-176.
G. Di Milia, Tatlin, Larionov, Gončarova e il Gruppo 13, in Arte russa e sovietica nelle raccolte italiane, catalogo della mostra presso la Galleria Civica di Modena, Nuova Alfa Editoriale, Bologna, 1993, pp. 9-16.
V. Benini, "Stupiscimi!", Léonide Massine, ballerino, coreografo e collezionista al Teatro Costanzi di Roma fra il 1914 e il 1917, «Toronto Slavic Quarterly», 21, 2007.

Fonti archivistiche
Fondazione Giorgio Cini, Venezia. Archivio Signorelli: 3 lettere in russo, [1916-1920].

Siti interessanti
http://www.silverage.ru/paint/larionov/larionov_bio.html
http://www.russianavantgard.com/
Nella foto Larionov in un ritratto di Juan Gris da http://bibliophilierusse.blogspirit.com/

Raffaella Vassena



Schizzo per un costume di Michail Larionov (http://bibliophilierusse.blogspirit.com/archive/2007/02/28/3d2c2b42b4b753aa68275663e7e6dacb.html)


Costume di Michail Larionov (http://bibliophilierusse.blogspirit.com/archive/2007/02/28/3d2c2b42b4b753aa68275663e7e6dacb.html)


Acacie in fiore. 1904. Olio su tela, 45,5x76 cm. Russkij Muzej, Peterburg
 http://www.russianavantgard.com/master_03_artists_world_of_art/mikhail_larionov-Master%203.html



Costumi per il balletto "Baba Jaga" (Theatre Chatelet, Paris 1917). Acquarelli su carta, 66.8x46.4 cm, 58.8x44.5 cm. (Collection of N.&N. Lobanov-Rostovsky's, London) http://www.russianavantgard.com/master_03_artists_world_of_art/mikhail_larionov-Master%203.html#theatre



Michail Larionov, Utro v kazarmach. Motiv iz soldatskoj žizni, 1910. Olio su tela
http://www.tretyakovgallery.ru/ru/collection/_show/periods/_id/48/_page/18



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