Russi in Italia

Anna Moiseevna Rozenštejn

Anna Kuliscioff


Luogo e data di nascita: Crimea, 28 dicembre 1853 / 9 gennaio 1854
Luogo e data di morte: Milano, 27 dicembre 1925
Professione: medico, personalitŕ politica

Nata da un'agiata famiglia di commercianti ebrei, i Rozenštejn, a diciotto anni va a studiare filosofia all'Università di Zurigo. Nel 1873, costretta a rientrare in Russia da un ordine dello zar Alessandro II, allarmato dal progressivo dilagare in Russia dei movimenti politici di ispirazione rivoluzionaria, aderisce al richiamo dell’“andata verso il popolo”, allora molto in voga tra gli intellettuali e gira tra sperduti villaggi, predicando tra i contadini la libertà, la giustizia e il diritto alla ribellione. È il periodo dell'utopia rivoluzionaria, durante il quale si convince sempre più che non vi sarà mai giustizia senza il ricorso alla violenza rivoluzionaria e si avvicina al gruppo dei buntari (i "rivoltosi"), che accettano l'estremismo di Bakunin. Arrestata e processata, ripara a Zurigo dove – forse in casa dell'anarchico Natta – incontra Andrea Costa, che diverrà il suo compagno. È in questo periodo che decide di cambiare il proprio cognome e prendere lo pseudonimo con cui è nota. Trasferitasi con Costa a Parigi, essendo ben nota per il suo ardore rivoluzionario anche alla polizia francese, nel 1878 viene arrestata ed espulsa dalla Francia.

 

Vita politica in Italia 

Si trasferisce in Italia a Firenze, dove è nuovamente arrestata e processata con l’accusa di cospirare con gli anarchici per sovvertire l’ordine costituito. Assolta nel gennaio 1980, per le sue ‘pericolose’ frequentazioni è di continuo sorvegliata e pedinata. Il terzo arresto, avvenuto a Milano, la costringe a rispettare un precedente decreto di espulsione, cui aveva contravvenuto, e a recarsi a Lugano.

Rientra in Italia agli inizi del 1881 e si ricongiunge ad Imola con Costa, obbligato a risiedere in quella città. Quando Costa fonda “L’Avanti!”, collabora con una serie di articoli che compaiono nella rubrica “Dalla Russia”, in cui rivela una buona conoscenza della situazione politica e sociale del proprio paese, anche se vi manca da alcuni anni. Il loro rapporto entra presto in crisi: Costa è un tradizionalista, vorrebbe una compagna dedita alle cure della famiglia e della figlia Andreina, mentre Kuliscioff ha una visione diversa del ruolo della donna e del suo impegno politico, teorizza e pretende l’uguaglianza tra i sessi. Le divergenze toccano anche la lotta politica: Costa è favorevole a un'azione di tipo locale o regionale, Kuliscioff ha una visione più internazionalista dell’impegno rivoluzionario.

Separatasi da Costa nel 1881, torna in Svizzera, portando con sé la figlia, e si iscrive alla Facoltà di medicina. Inizia un periodo di studio intenso e solitario: è malata, in carcere a Firenze ha contratto la tubercolosi e la tosse non le dà tregua. La serietà e l’impegno con cui affronta gli estenuanti tirocini obbligatori le lasciano poco tempo per seguire con costanza le vicende italiane così cruciali in questo periodo; alle elezioni politiche dell’autunno 1982 Costa entra in parlamento, come primo deputato socialista della storia d'Italia.

Nella speranza che un cambiamento di clima possa giovarle alla salute, dopo circa due anni passati in Svizzera, rientra in Italia e si stabilisce a Napoli, dove si laurea in medicina (unica donna fra duecento laureati) e incontra Filippo Turati, che dalle pagine del giornale “La Bandiera” ha appena aperto una sottoscrizione a favore del riscatto dei popoli oppressi. Kuliscioff, che non ha mai smesso di tenere i contatti con gli anarchici e di prodigarsi per gli esuli politici, si fa a sua volta promotrice di una raccolta di fondi a favore degli esuli nichilisti russi. In questa occasione l’incontro con Turati segna la sua adesione alle posizioni del socialismo italiano.

Nel 1888 si specializza in ginecologia e scopre l’origine batterica delle febbri puerperali, aprendo il cammino ad una scoperta che salverà milioni di donne. Per specializzarsi in ginecologia si trasferisce prima a Torino, poi a Padova e infine a Milano, dove inizia la sua attività di medico, o "dottora dei poveri", come fu soprannominata.

Nel 1889 fonda con Turati e Costantino Lazzari la Lega socialista milanese, il cui programma affermava l'autonomia del movimento operaio, il riconoscimento del carattere prioritario delle lotte economiche, l'esigenza di collegare queste lotte con quelle politiche e di inquadrarle in un più ampio progetto che ha come obiettivo la socializzazione dei mezzi di produzione.

Nel 1891 fonda con Turati la “Critica Sociale” e dalle pagine della rivista avvia la propria battaglia a favore dei diritti delle donne e del suffragio universale. L’appartamento, in cui Kuliscioff e Turati risiedono a Milano, Portici Galleria 23, sede anche della rivista, diventa da allora luogo di incontro dei personaggi più noti della politica e della cultura italiana. Kuliscioff è una delle prime donne iscritte in Italia all'albo dei giornalisti e come giornalista si guadagna da vivere collaborando alla “Critica Sociale”.

Nell'agosto 1892 è al Congresso di Genova che segna la separazione tra anarchici e socialisti e la nascita del Partito socialista italiano (PSI). L'anno successivo è relatrice al II congresso del partito che si tiene a Reggio Emilia. Ben presto il governo Crispi dichiara illegale il partito socialista e Kuliscioff è obbligata ad alcuni mesi di domicilio coatto a Torino. Nel 1896 Turati è eletto per la prima volta deputato di Milano.

Nel maggio 1898, durante i fatti che a Milano vedono il comandante Bava Beccaris sparare sulla folla, insieme a Turati viene arrestata per reato d’opinione e rimane in carcere per sette mesi. Alla sua liberazione, si fa promotrice di un disegno di legge contro lo sfruttamento della manodopera minorile e femminile che, sostenuta dai deputati socialisti, passa in parlamento nel 1901 come Legge Carcano.

Nel 1907 ad un convegno organizzato a Milano contro il dispotismo zarista, incontra Angelica Balabanoff. Tra il 1907 e il 1912 Kuliscioff impegna le sue energie quasi esclusivamente nella lotta per l'emancipazione della donna: nel 1908 al congresso del partito a Firenze, ottiene con l'aiuto di Salvemini l'approvazione di una mozione che sancisce il diritto di voto alle donne, anche se il partito e Turati stesso avranno sempre sul tema un atteggiamento molto ambiguo.

Nel 1911, con il suo sostegno, nasce il Comitato socialista per il suffragio femminile. Delusa dalla legge, con cui nel 1912 il governo Giolitti introduce l’allargamento del suffragio maschile, rifiutando però quello femminile, nel gennaio 1912 Kuliscioff fonda la rivista “La difesa delle lavoratrici”, dove scriveranno le più note esponenti del socialismo italiano (Linda Malnati, Giselda Brebbia, Angelica Balabanoff, Maria Gioia, Argentina Altobelli, Margherita Sarfatti), di cui per un anno sarà direttrice, sostituita poi da Angelica Balabanoff.

Gli anni della guerra sono caratterizzati da una vita ritirata ma sempre intensa; pur avendo assunta una posizione interventista, Kuliscioff non cessa di auspicare una pace rapida e giusta. Nel suo salotto  si riuniscono ogni giorno i riformisti milanesi, attestati su posizioni social-patriottiche, alla fine riesce a portare su queste anche Turati, inizialmente neutralista. Negli anni del dopoguerra segue preoccupata il pericoloso evolversi della situazione politica italiana e il progressivo isolamento, in cui il riformista Turati viene a trovarsi in un partito sempre più animato da spinte massimaliste. Trascorre quasi tutto il suo tempo nella casa di Milano, solo raramente allontanandosene per andare a Desio dalla figlia e dai nipotini o a Sanremo per le vacanze estive e solo raramente a Roma per vedere Turati. Contraria sia ai massimalisti che ai comunisti (scissione di Livorno del 1921), negli ultimi anni di vita assiste all’avvento al potere del fascismo e allo svanire del sogno di un socialismo democratico e riformista in grado di portare l'Italia, senza traumi rivoluzionari, alle conquiste sociali di cui ha bisogno. Ai primi di ottobre del 1922 si riunisce a Roma il Congresso del partito dove si consuma l'ennesima scissione: l'ala massimalista vince di stretta misura, ribadisce l'adesione alla Terza Internazionale ed espelle i riformisti. La  “Critica Sociale”, per tanti anni voce del socialismo italiano, viene ceduta all'editore Bemporad che nel 1924 ne annuncia la chiusura.
Muore a Milano il 27 dicembre 1925 in un clima di violenza fascista: anche il suo funerale è occasione di violenti scontri, quando alcuni facinorosi si scagliano contro le carrozze strappando i drappi e le corone.

Pubblicazioni
Il monopolio dell'uomo, conferenza tenuta il 27 aprile 1890 nelle sale del Circolo filologico milanese, Milano, Libreria editrice Galli, 1890 (ristampe: Il monopolio dell'uomo, Palermo-Roma-Torino, Tennerello, 1979; Il monopolio dell'uomo, presentazione di Rita Levi Montalcini, Follonica, Zephiro, 1995).
Reggio e il suo dipartimento sotto il primo Regno italico (1805-1814)
, Reggio Emilia, Coop. Lavoranti Tipografi, 1919.
In  memoria
, Milano, Tip. E. Lazzari, 1926.
Lettere d'amore a Andrea Costa: 1880-1909
, saggio introduttivo e cura di Pietro Albonetti, Milano, Feltrinelli, 1977.

Bibliografia

F. Turati, La tragedia di Giacomo Matteotti nelle lettere scambiatesi fra l'11 e il 27 giugno 1924, Filippo Turati ed Anna Kuliscioff, Forlì, Editrice socialista romagnola, 1945.
A. Schiavi, Filippo Turati, Anna Kuliscioff, Carteggio, Torino, Einaudi, 1949.
A. Schiavi (a cura di), Dopoguerra e fascismo, 1919-22, Filippo Turati, Anna Kuliscioff, Torino, Einaudi, 1953.
A. Schiavi, Anna Kuliscioff, Roma, Opere nuove, 1955.
A. Schiavi (a cura di), Il delitto Matteotti e l'Aventino, 1923-25. Filippo Turati, Anna Kuliscioff, Torino, Einaudi, 1959.
A. Pala, Anna Kuliscioff, Milano, Librimarket, 1973.
N. Valeri, Turati e la Kuliscioff, Firenze, Le Monnier, 1974.
M. Boggio, A. Cerliani, Anna Kuliscioff, con gli scritti di Anna Kuliscioff sulla condizione della donna; prefazione di Paolo Grassi; presentazione di Alceo Riosa, Venezia, Marsilio, 1977.
P. Albonetti (a cura di), A. Kuliscioff, Lettere d'amore a Andrea Costa: 1880-1909, Milano, Feltrinelli, 1977.
A. Schiavi, Filippo Turati, Anna Kuliscioff, Carteggio, Torino, Einaudi, 1977.
F. Damiani, F. Rodriguez, Anna Kuliscioff: immagini, scritti, testimonianze, prefazione di Franca Pieroni Bortolotti, Milano, Feltrinelli, 1978.
Anna Kuliscioff e l'età del riformismo
, Atti del Convegno di Milano, dicembre 1976, Roma, Mondo operaio-Avanti, 1978.
M. Martelli, Andrea Costa e Anna Kuliscioff: rivelazioni sulla coppia da nuovi documenti, Roma, Ed. Paoline, 1980.
B. Vigezzi, Il PSI, le riforme e la rivoluzione: Filippo Turati e Anna Kuliscioff dai fatti del 1898 alla prima guerra mondiale, Firenze, Sansoni, 1981.
R. Guicciardini, Anna Kuliscioff, Torino, ERI, 1982.
F. Turati, Anna Kuliscioff, 1857-1925, Roma, Opere nuove, 1984.
P. Pillitteri, Anna Kuliscioff: una biografia politica, Venezia, Marsilio, 1986.
P. Pillitteri, Alle sarte di corso Magenta: socialismo e femminismo in Anna Kuliscioff: gli scritti, Milano, F. Angeli, 1986.
M. Casalini, La signora del socialismo italiano: vita di Anna Kuliscioff, Roma, Editori Riuniti, 1987.
C. LaVigna, Anna Kuliscioff : from Russian populism to Italian Socialism, New York, Garland, 1991.
M. Addis Saba, Anna Kuliscioff: vita privata e passione politica, Milano, Mondadori, 1993.
C. Dall’Osso (a cura di), Amore e socialismo: un carteggio inedito. Filippo Turati, Anna Kuliscioff, Milano, La nuova Italia, 2001.
A.G. Pinna, Anna Kuliscioff : la politica e il mito, Milano, M&B, 2001.
D. Annaratone, Due rivoluzionarie russe in Italia: Anna Kuliscioff e Angelica Balabanoff a confronto, Milano, Libreria CLUP, 2003.

Fonti archivistiche

Archivio Centrale dello Stato, Roma, Casellario politico centrale, Cartella Anna Kuliscioff: schede biografiche.
Archivio di “Critica Sociale”, Milano.
Archivio di Stato dl Bologna, Tribunale Correzionale: atti relativi al processo Costa - Kuliscioff 1880, s. 1402.
Archivio di Stato dl Bologna, Gabinetto di Prefettura, sez. Partiti Politici: Andrea Costa, cat. VII, 1876-1882.
Archivio storico dl Firenze, Tribunale: sez. processi penali - processo contro Anna Kuliscioff e altri, 1880, n. 437, fasc. H.
Fondazione di studi storici “Filippo Turati”, Firenze: possiede in copia per concessione dell’International Institut voor Sociale Geschiedenis (IISG) dieci buste che contengono il carteggio Turati- Kuliscioff degli anni 1898-1899 e 1919-1925 e per concessione della Biblioteca Comunale di Forlì il carteggio degli anni 1896-1897, 1900-1918 e alcune missive degli anni 1919-1925 in microfilm (bobine 1-18).
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondo Turati: Kuliscioff A.
Fondazione Anna Kuliscioff, Milano: vi è conservata parte della biblioteca, dell’archivio e numerosi oggetti appartenuti a Filippo Turati e Anna Kuliscioff.

Elena Dundovich

Scheda aggiornata al 31 luglio 2013




Andrea Costa in una foto giovanile
archiviostorico.comune.imola.bo.it




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