Russi in Italia

Natal’ja Ivanovna Marcinkovskaja


Luogo e data di nascita: Bolboşi (Bessarabia)
Luogo e data di morte: Napoli, 1981
Professione: pittrice

Di madre polacca e padre russo, frequenta la Scuola di Belle Arti di Odessa (Odesskoe chudožestvennoe učilišče), dove conosce lo scultore italiano Giuseppe Mormone (1875-1945), che vi è stato professore e direttore. È allieva di Daniil Krajnev e Luigi Jorini per il disegno classico, Kiriak Konstandi per la ritrattistica, Gennadij Ladyženskij per la natura morta.
Sposa a Odessa Giuseppe Mormone, da cui ha tre figli: Tamara, Costantino e Natalija. Nel 1918 la famiglia fugge dalla Russia e nel 1920 si stabilisce a Napoli. Giuseppe Mormone lascia in eredità al pittore Archip Kuindži il suo atelier e alla Russia alcune sculture, tra cui i fregi della facciata del Museo di Arti Figurative “A. Puškin” di Mosca, un busto di Alessandro III, diverse statue di leoni con cui aveva decorato Odessa.
In Italia l'artista partecipa a mostre collettive nazionali e internazionali a Napoli, Capri, Roma e in altre città dagli anni Venti fino agli anni Settanta, risultando vincitrice di diversi concorsi di pittura, in particolare a Roma. Il profondo legame con l’Italia traspare nelle numerose mostre personali, in cui espone paesaggi di Venezia, Capri, Anacapri, Lago di Garda. Non mancano nella sua produzione artistica i ritratti, tra cui ricordiamo “Ritratto di Giuseppe Mormone”, “Testa di fanciulla”, “Autoritratto”. Critici famosi esprimono giudizi lusinghieri del suo talento, notando un’evoluzione stilistica dal linguaggio veristico-accademico del periodo di Odessa verso una più libera rappresentazione del paesaggio e dei volti umani, in cui riaffiora talvolta “un’improvvisa sospensione da miraggio, tra le battute e le pause di una scena di Čechov, quando il dialogo s’intenerisce e si smorza in un sospiro” (“Il Mattino”, 8 maggio 1961).
Natal’ja Mormone ha anche scritto versi in russo, tradotti e pubblicati postumi dalla figlia Tamara, testimonianza dello stretto gemellaggio tra Napoli e “l’universo russo”. I temi delle poesie sono spesso simili a quelli dei dipinti: ricordi dell’infanzia trascorsa nel suo meridione, Odessa, sensazioni prodotte dai paesaggi di Napoli, Capri, Sorrento, inni all’arte; particolarmente teneri suonano i versi dedicati al marito.
A Napoli è in contatto con diverse esponenti della colonia russa, tra cui l’archeologa Ol’ga Mitrofanovna Arnol’di Ivancova, di cui sono testimonianza alcune cartoline inviatele dall’artista e dalle figlie Tamara e Natasha, conservate nell’archivio della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Anche dei figli si è conservata memoria negli ambiti artistici napoletani: Tamara è stata pianista e compositrice, docente di Armonia e Cultura musicale al Conservatorio di Napoli, dove si era diplomata. Natasha Mormone-Tannchen, trasferitasi a Buenos Aires, è stata scultrice e ceramista. Costantino ha scritto in gioventù versi musicati dalla sorella Tamara (Impero. Inno per canto e pianoforte, Napoli, F.lli De Marino, 1938).
I quadri di Natal’ja Marcinkovskaja sono conservati per lo più in collezioni private italiane e straniere.

Pubblicazioni
N. Martzincovskaja Mormone, Un bel giorno leggerai… Liriche, versione dal russo di Tamara Mormone, Napoli, Marotta Editore, 1984.

Bibliografia
P. Girace, Natalia Mormone, “Roma”, 2 aprile 1960.
C. Barbieri, Alla galleria Josè, «Il Mattino», 8 maggio 1961.
voci Mormone Natalia, Mormone Tamara, Mormone-Tannchen Natasha, in Dizionario Biografico dei Meridionali, Napoli, Istituto Grafico Rodolfo Rubino, 1975, II vol., pp. 312-313.

Fonti archivistiche
Galleria Nazionale d’arte moderna, Roma, Archivio bioiconografico, Natalia Mormone.
Archivio Storico della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” . Fondo Olga Ivancova.

Nella foto Natal'ja Marcinkovskaja nello studio del marito a Odessa

Giuseppina Giuliano, Laura Piccolo
Scheda aggiornata al 6 marzo 2016



N. I. Marcinkovskaja, Ritratto di Giuseppe Mormone

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