Russi in Italia

Venezia, Artisti russi e sovietici alle Esposizioni Internazionali d’Arte dal 1895 al 1945

Silvia Burini

Dalla consultazione sistematica dei cataloghi di tutte le edizioni della Mostra Internazione d'Arte della città di Venezia – dalla prima del 1895 fino alla XXIII del 1942 – si evince che ben 346 artisti russi (oltre a quattro collettivi o scuole) hanno partecipato ad almeno una delle 23 edizioni della Biennale.
La maggior parte degli artisti russi hanno esposto le loro opere in un contesto nazionale, cioè all'interno di una mostra collettiva dedicata all'arte russa o sovietica. Altri invece hanno esposto al Palazzo delle Esposizioni della Biennale, nelle sale russe allestite nel 1897 da Il'ja Repin e nel 1907 da Sergej Djagilev.
Il padiglione russo, edificato su progetto dell'architetto Aleksej Ščusev nella sede dei Giardini di Venezia, viene inaugurato nel 1914 con un grande numero di opere russe esposte.
Dopo la ‘pausa' della guerra mondiale, il padiglione russo ospita dal 1920 opere d'artisti russi, chiamati a esporre su invito del commissario Pierre Besrodny, console imperiale russo e artista egli stesso, residente a Venezia.
Nel 1920 e 1922 espongono principalmente artisti emigrées. Dopo un periodo di contesa fra gli artisti dell'emigrazione e i bolscevichi per la proprietà del padiglione russo, questo riapre ufficialmente nel 1924 come padiglione dell'Unione Sovietica, il cui governo era stato riconosciuto dall'Italia. Per l'occasione viene allestita la mostra con il più alto numero di artisti esposti (ben 120 fra russi, ucraini e armeni) e con la maggior varietà di generi artistici: dalla pittura alla scultura, dai disegni agli acquerelli, dalla grafica all'arte applicata (unico anno in cui è esposta all'interno del padiglione russo). È anche l'unico anno in cui espongono anche organizzazioni culturali di impronta collettivistica legati alle fabbriche, agli istituti, alla scuola e al Proletkul't.
A partire dal 1924 le opere degli artisti russi emigrati sono ospitate esclusivamente nelle sale internazionali del Palazzo delle Esposizioni. Si tratta comunque di poche opere, soprattutto se paragonate alla massiccia presenza di lavori esposti nel padiglione sovietico.
Nonostante l'inizio promettente, all'edizione della Biennale del 1926 non partecipano artisti russi e nel padiglione sovietico è organizzata una mostra sul futurismo italiano, curata da Filippo Tommaso Marinetti.
A partire dal 1928 il padiglione ospita di nuovo artisti sovietici fino al 1936 escluso, anno in cui il governo sovietico, insieme agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna, boicotta la Biennale del regime fascista italiano. Nelle tre edizioni successive, sempre per motivi politici e, successivamente, per lo scoppio della Seconda guerra mondiale, l'URSS non partecipa.
Le uniche mostre personali di artisti russi sono dedicate allo scultore italiano d'origine russa Paolo Troubezkoj nel 1909, ad Aleksandr Archipenko nel 1920, a Ossip Zadkine nel 1928 e al pittore armeno naturalizzato italiano Gregorio Sciltian nel 1942.

Per un elenco completo degli artisti presenti alle Esposizioni vedi Silvia Burini, La Partecipazione degli artisti russi e sovietici all'Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia dal 1895 al 1945


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