Russi in Italia

German Aleksandrovič Lopatin


Luogo e data di nascita: Nižnyj Novgorod, 13(25) gennaio 1845
Luogo e data di morte: Pietrogrado, 26 dicembre 1918
Professione: rivoluzionario, giornalista, scrittore

È uno dei protagonisti del movimento populista e rivoluzionario russo della seconda metà del XIX secolo, amico di Marx ed Engels, autore della prima traduzione russa del Capitale, attivo nel gruppo "Narodnaja volja" e poi vicino al Partito socialista rivoluzionario. Vive in Italia dal 1908 al 1913.

Appartenente ad una famiglia aristocratica, nel 1866 si laurea in biologia all'università di San Pietroburgo. L'anno successivo, da poco uscito di prigione, compie il suo primo viaggio in Italia per unirsi alle truppe di Garibaldi.

Come scrive nell'Autobiografia:

"Nel 1867 lessi nel giornale del mattino che Garibaldi, fuggito da Caprera, moveva verso Roma. La sera dello stesso giorno lasciai Pietroburgo per correre in Italia, giungendo però a Firenze proprio il giorno della battaglia di Mentana" (Venturi 1952, p. 269).

Rientrato in Russia, nel 1868 viene arrestato per attività politica populista, poi confinato a Stavropol' dove comincia a studiare Marx. Nel 1870 fugge a San Pietroburgo, organizza l'evasione di Petr Lavrov e con lui si rifugia all'estero. A Parigi lavora alla traduzione del Capitale (traduce il primo libro, l'edizione russa esce a Pietroburgo nel 1872), aderisce alla Prima Internazionale socialista e nell'estate del 1870 si trasferisce a Londra, dove conosce Karl Marx e ne diventa amico. Torna in Russia per tentare di liberare Nikolaj Černyševskij dall'esilio siberiano, ma è arrestato a Irkutsk nel 1871, quindi fugge nuovamente all'estero. Il lavoro clandestino per "Narodnaja volja" è intervallato da arresti e fughe fino al 1884, quando durante una missione segreta in Russia è incarcerato e, nel 1887, condannato nel cosiddetto "processo dei 21" alla pena di morte, commutata in carcere a vita nella fortezza di Šlissel'burg.

Liberato durante la rivoluzione del 1905, ma in uno stato di salute assai compromesso, Lopatin comincia all'età di sessant'anni quella che definisce la sua "seconda vita", molta parte della quale trascorsa lontano dalla Russia e dalla politica attiva. È in questo periodo che, dopo diverse peregrinazioni tra le capitali europee, si stabilisce in Italia, esattamente dal dicembre del 1908 fino al giugno 1913, anno in cui, grazie all'amnistia per il trecentenario dei Romanov, può rientrare a Pietroburgo.
Vive in Liguria, inizialmente presso G. S. Petrov e in seguito ospite di Aleksandr Amfiteatrov a Cavi di Lavagna, nel 1910 trascorre un periodo nella villa di Abram Zalmanov a Bogliasco (Nervi), dove può curarsi e stare in compagnia della nipote Zlata Aleksandrovna Lopatina; infine si stabilisce a Fezzano (Portovenere), nella nuova casa della famiglia Amfiteatrov.

Della permanenza a Cavi e dell'ospitalità di Amfiteatrov, Lopatin scrive alla sorella che "sarebbe difficile trovare un posto più adatto per un nevrastenico in età avanzata" (Gor'kij i G. A. Lopatin, p. 766), come ironicamente definisce se stesso, tuttavia il suo soggiorno ligure è molto disturbato dalla stretta sorveglianza degli agenti di polizia, russi e italiani, che lo seguono senza tregua, divenendo particolarmente invadenti nel periodo della visita di Nicola II in Italia (ottobre 1909). Ricorda lui stesso:

in occasione della visita dello zar il nostro paesino si è popolato per due settimane di una quindicina di agenti della polizia che seguivano ciascuno di noi – a piedi, in bicicletta e sui treni – in ogni nostro spostamento, breve o lungo che fosse. I nostri telegrammi venivano aperti, la posta arrivava in ritardo. Ma dopo un dispaccio di Amfiteatrov, una mia lettera a Giolitti e un appello ai giornali, tutto questo venne fatto con una certa discrezione, ovvero apparentemente senza farsi vedere (Gor'kij i G. A. Lopatin, pp. 778-779).

Nonostante la salute malferma Lopatin conduce una vita estremamente dinamica, lascia spesso la casa di Amfiteatrov per viaggi a Parigi, a Londra, in Svizzera e in varie località italiane. Nei ricordi di Elena Grigorovič fa lunghe camminate in montagna e bagni di mare anche in inverno, mentre nei momenti di quiete studia l'italiano sulla stampa locale e leggendo le novelle di Papini (Grigorovič 1928).

Per il tramite di Amfiteatrov, Lopatin conosce Maksim Gor'kij: nel dicembre 1909 va a trovarlo a Capri, lo incontra diverse volte in Liguria, fa un secondo viaggio a Capri nell'autunno-inverno del 1912. In questa occasione si ferma anche Napoli e a Roma, dove assiste a una conferenza di Viktor Černov presso il Circolo russo "Leone Tolstoj".
Nel suo periodo italiano, Lopatin è già una leggenda vivente: i 21 anni di reclusione in fortezza e le innumerevoli imprese nel movimento rivoluzionario lo rendono agli occhi dei contemporanei un personaggio pieno di fascino e di mistero. Gor'kij è profondamente colpito anche dalla sua semplice umanità, come trapela dalla interessante corrispondenza "italiana" tra i due (Perepiska Gor'kogo s G. A. Lopatinym, Literaturnoe Nasledstvo 95, Moskva 1988) e dal resoconto di Konstantin Pjatnickij sul soggiorno caprese di Lopatin (G. A. Lopatin v gostjach u Gor'kogo na Kapri, ivi).
Insieme a Gor'kij e Amfiteatrov, nel 1911 Lopatin lavora al primo numero di "Sovremennik" (Il contemporaneo), che si stampa in Russia, pubblicandovi il suo saggio Ne naši (Non sono i nostri, già pubblicato su "Vpered!" nel 1874), su una setta di nichilisti russi. Nello stesso periodo ha intensi rapporti con Vladimir Burcev, che dopo il "caso Azev" (1908) lo coinvolge in diverse pubblicazioni sul movimento rivoluzionario ("Byloe", "Obščee delo", "Buduščee"). Tornato in Russia nel 1913, accoglie con entusiasmo la rivoluzione di febbraio ma si oppone a quella d'ottobre. Muore nel 1918 di cancro.
Ha avuto come compagna Z. S. Apseitova, da cui si separa nel 1883, e un figlio, Bruno Germanovič Lopatin-Burt (1877-1938), nato a Londra.
È autore, oltre che di molte traduzioni, di poesie, racconti, memorie sulla prigionia e di un'autobiografia.

Pubblicazioni
German Aleksandrovič Lopatin (1845-1918), Avtobiografija. Pokazanija i pis'ma. Stat'i i stichotvorenija. Bibliografija, Praga 1922.

Bibliografia
E. Ju. Grigorovič, G. A. Lopatin. Vospominanija 1909-1916 gg., «Volja Rossii», Janvar', Praga 1928.
G. Pevsner, Appendice IV, in La doppia vita di Evno Azev, Milano, Mondadori, 1936, p. 312 (l'autore narra di un'intervista rilasciata a Roma da Lopatin sul caso Azev).
F. Venturi, Il populismo russo, vol. II, Torino, Einaudi, 1952.
Bol'šaja Sovetskaja Enciklopedija, 3-e izd., M. 1970-1978.
Gor'kij i G. A. Lopatin, in Gor'kij i russkaja žurnalistika načala XX veka. Neizdannaja perepiska, Literaturnoe nasledstvo 95, Moskva, Nauka, 1988, pp. 758-906.
Russkie pisateli 1800-1917: K-M. Biografičeskij slovar', M. 1989.
Angelo Tamborra, Esuli russi in Italia dal 1905 al 1917. Riviera ligure, Capri, Messina, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2002, pp. 67-71.

Fonti archivistiche
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Ufficio riservato, 1909, cat. Affari diversi, b. 1, f. Nervi.
Archivio Centrale dello Stato, Roma,  Ministero dell'Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari generali e riservati, 1911, cat. A11, b. 6, f. Nervi.

Link
http://az.lib.ru/l/lopatin_g_a/


Agnese Accattoli
Scheda aggiornata al 10 giugno 2020



I fratelli Vsevolod, Nikolaj, German, Sergej Lopatin negli anni dieci.
http://www.stapravda.ru/20110114/dinastiya_lopatinykh_ostavila_zametnyy_sled_v_istorii_stavropoly_50705.html



Maksim Gor'kij e German Lopatin a Capri



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