Russi in Italia

Vsevolod Dmitrevič Šebedev

Giorgio Kristian


Luogo e data di nascita: Simferopol' 17.07.1880
Professione: pubblicista

Nativo di Sinferopoli, in gioventù è stretto collaboratore di Karl Kačorovskij a Odessa nella sua Accademia per lo studio della campagna russa. In Italia dal 1907 dapprima vive a Cavi, poi a Roma dove diventa collaboratore dell’Istituto agricolo internazionale. In questi stessi anni collabora con riviste russe, in particolare, con “Russkoe bogatstvo” [La ricchezza russa]. Insieme ad un altro rappresentante dell’emigrazione russa in Italia, il futuro sindaco di Pietroburgo sotto Kerenskij, G. I. Šrejder, pubblica un’interessante opera sulla vita culturale italiana dal titolo Roma contemporanea (Mosca, 1914).
Dopo la rivoluzione di febbraio è – insieme a K. M. Ketov e M. S. Šeftel’ – rappresentante responsabile del Comitato romano per il soccorso agli emigrati politici russi in Italia. Con questi organizza lo stesso anno a Roma l’Ufficio della stampa russa.

In seguito, Šebedev assume una posizione filo-ucraina e pubblica sulla stampa ucraina separatista in Italia (ad esempio sulla rivista “La voce dell’ Ucraina”). M. K. Pervuchin ha espresso un giudizio  ostile nei suoi riguardi in una lettera a V. L. Burcev nel periodo in cui quest’ultimo polemizzava sul ruolo di Černov durante la rivoluzione russa:

“Nel 1904-1905 una delle personalità vicine a Černov era un certo Vsevold Šebedev, nativo di Sinferopoli, studente dell’università odessita, membro del partito dei socialisti rivoluzionari. In seguito Šebedev, con lo pseudonimo di ‘Georgij Christian”, visse in Italia. Io commisi l’imprudenza di accoglierlo come segretario personale. Presto mi convinsi del fatto che era un vero mascalzone: ubriacone, teppista e lesto di mano. Ma non ho mai nutrito alcun sospetto di carattere politico contro Christian Šebedev.
Tuttavia, in maniera inaspettata dichiarandosi ora “ucraino”, Christian Šebedev è un agente segreto o semplicemente una spia al servizio polacco.
Tutt’oggi penso che prima non era una spia: era solo un piccolo mascalzone implicato nella rivoluzione. Tuttavia, anche allora era “potenzialmente” una spia, una persona pronta a scannare la propria madre per quattro soldi. E questa persona per anni interi è stato vicino a Černov, approfittandosi della sua protezione”.

Dal 1922 Šebedev diventa collaboratore della rivista “L’Europa Orientale” dove scrive articoli dedicati alla letteratura bielorussa e alla Lituania. Nello stesso anno insegna a Genova al Regio Istituto superiore di studi commerciali. Pare che dopo la vittoria del fascismo avesse lasciato l’Italia trasferendosi a Kaunas. Qui organizza corsi d’italiano e pubblica sul giornale di Arkadij Buchov “Eco”. Sulla sorte successiva di Šebedev per ora non sono state trovate ulteriori informazioni.


Stefano Garzonio
(traduzione di Giulia Marcucci)    


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