Russi in Italia

Stepan Vladislavovič Bakalovič


Luogo e data di nascita: Varsavia 17 ottobre 1857
Luogo e data di morte: Roma, 1947
Professione: pittore e maestro di pittura

Figlio dell’artista polacco Vladislav Bakalovič (1833-1903), tra il 1874 e il 1876 studia alla scuola di disegno di Varsavia, dal 1876 al 1882 all’Accademia Imperiale di Belle Arti di Pietroburgo, dove riceve tre medaglie d’argento e due medaglie d’oro (Kondakov 1914, 11). Nel 1886 i quadri Večernij razgovor [Conversazione notturna], Poslanie [Lettera], Rimskij poet Katull čitaet stichi druz’jam [Catullo, poeta dell’antica Roma, legge versi agli amici] gli valgono il titolo di accademico come autore di opere a soggetto storico. Dal 1883 è attestata la sua presenza tra Roma e Parigi, intervallata da viaggi in Estremo Oriente, in Nord Africa e in Russia. A Roma, come risulta dagli elenchi dei membri del Circolo russo, risiede in via del Babuino, 145.

Nei suoi quadri ama ritrarre la vita delle strade romane e le case pompeiane. È autore di un ciclo di dipinti ispirati al libro di Henryk Sienkiewicz Quo Vadis. Espone alle mostre accademiche di Mosca (1884-1897), Pietroburgo (1898-1914, 1918), Praga (1916) Varsavia (a partire dal 1903 alla società di Belle Arti). Nel 1906 partecipa, assieme ad E. Glicenstein, E. Krasnuškina, A. Svedomskij ed altri, alla mostra di artisti russi allestita presso la Sala di lettura di Via Gregoriana, a Roma. I suoi lavori vengono riprodotti regolarmente sulle riviste «Živopisnoe Obozrenie» [La rassegna pittorica], «Sever» [Nord], «Chudožestvennye sokrovišča Rossii» [I tesori artistici della Russia], «Vestnik izjaščnych iskusstv» [Il Messaggero delle Belle Arti]. Nel 1910 la sua fama in Russia sembra subire un declino, come attestato dai secchi commenti delle «Sankt-Peterburgskie Vedomosti»:

L’opera di Bakalovič è sempre meno interessante. […] Negli ultimi decenni l’archeologia ha fatto tali salti in avanti che i quadri di Bakalovič, prima degni d’interesse come illustrazioni artistiche, hanno ora perso quasi del tutto ogni attrattiva. L’autore stesso, da un punto di vista meramente artistico, non ha fatto alcun passo in avanti, anzi probabilmente, al contrario, è peggiorato.[«Sankt-Peterburgskie Vedomosti», 17 gennaio 1910].

Negli anni Venti dipinge principalmente paesaggi e ritratti (nel 1921 allestisce una mostra di vedute di Tripolitania a Roma). Muore nel 1947.


Bibliografia

F. I. Bulgakov, Naši chudožniki, SPb 1889, p. 123.
D. Rovinskij, Podrobnyj slovar’ russkich graverov, XVI-XIX vv., SPb 1895, p. 15.
«Sankt-Peterburgskie Vedomosti», 17 gennaio 1910.
S. N. Kondakov, Jubilejnyj spravočnik Imperatorskoj Akademii chudožestv 1764-1914, SPb 1914, p. 11.
N. N. Breško-Breškovskij, V večnom gorode, «Birževye vedomosti», 13 maggio 1911.
M. Ja. Kryžanovskaja, S. V. Bakalovič 1857-1947, in Russkoe Iskusstvo: očerki o žizni i tvorčestve chudožnikov (Vtoraja polovina XIX veka), t. 2, Moskva 1971, pp. 459-464.
O. L. Lejkind, D. Ja. Severjuchin, Chudožniki russkogo zarubež’ja 1917-1939, SPb 1984, p. 165.
S. V. Bakalovič, in Biografičeskij Slovar’, SPb 1999, pp. 113-114.
T. Karpova, L. Gladkova, Zagadočnyj Bakalovič, «Russkoe iskusstvo», 2004, n. 2.
Numerosi suoi quadri sono riprodotti in artyzm.com/artysta.php?id=776 e in http://www.artsait.ru/art/b/bakalovich/art1.php


Fonti archivistiche

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Archivio della Biblioteca Gogol'.

Bianca Sulpasso


Arka Tita [L'arco di Tito], Roma 1890.


La lettera. Olio su tela, 1914. 46 x 37 cm.

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