Russi in Italia

Aleksandr Aleksandrovič Svedomskij


Luogo e data di nascita: San Pietroburgo, 19 settembre 1848
Luogo e data di morte: Roma, 1/16 giugno 1911
Professione: pittore

Fratello maggiore di Pavel Aleksandrovič, cui resterà legato anche professionalmente sino alla fine dei suoi giorni, nasce a Pietroburgo il 19 settembre 1848. Trascorre l’infanzia a Zavod-Michajlovskij, villaggio del governatorato di Perm’ dove gli Svedomskie possiedono la loro tenuta; primo titolare delle proprietà risulta Michail Gavrilovič Svedomskij, 1785-1847 (Kazarinova 2004). È la natura stessa del luogo e dei suoi abitanti ad offrire il destro alle prime prove pittoriche dei due fratelli. Entrambi studiano prima all’Accademia di Belle arti di Düsseldorf, quindi a Monaco con Mihaly Munkàcsy. Aleksandr si specializza in paesaggistica, anticipando quella che sarà la nota ricorrente dei suoi soggetti.

Pur trasferendosi a Roma nel 1875, i fratelli prendono parte alla vita artistica russa: partecipano alle esposizioni della Società d’arte di Pietroburgo (1879) e dell’Associazione dei pittori pietroburghesi tenutasi a Mosca (1898), nel 1901 allestiscono una mostra nella città di Perm’. Ogni estate tornano, puntualmente, nella tenuta di Zavod-Michajlovskij (e ciò varrà loro l’appellativo di "uccelli migratori"). Le loro opere ricevono una calorosa accoglienza, lo stesso P. M. Tret’jakov acquista per la sua collezione Meduza [Medusa] di Pavel Aleksandrovič, Ulica v Pompee [Strada di Pompei] e Na beregu Tibra [Sulle rive del Tevere] di Aleksandr Aleksandrovič. A Roma i fratelli allestiscono uno studio in via Margutta, come ricorda Žabotinskij:

Lo studio dei fratelli artisti, ben noti agli habitué delle mostre pietroburghesi, una sala alta ed ampia, vivacemente illuminata, non è costellato, come di consueto, da una moltitudine di schizzi e studi, e ciò gli dona un che di desertico.
- È poco che ci siamo sistemati qui, mi spiega il giovane dei sigg. Svedomskie (Žabotinskij, 1898).

Partecipano attivamente alla vita artistica della capitale e sono spesso ritratti nelle memorie dei contemporanei (ad es. Nesterov 1959). Nel 1906 Aleksandr prende parte, assieme ad E. Glicenstein, E. Krasnuškina, S. Bakalovicz ed altri, alla mostra di artisti russi allestita presso la Biblioteca Gogol' in via Gregoriana. L’evento riecheggerà con toni entusiastici sulle pagine de «Il giornale d’Italia»:

Nella sala di lettura di via Gregoriana gli artisti russi residenti a Roma hanno organizzato una mostra. […] Quella Ruskaia citalnaia [sic] è una istituzione veramente simpatica e utile. Mancava a Roma un luogo di riunione ove molti intellettuali russi – artisti e musicisti, letterati o professori – potessero incontrarsi, conoscersi e anche farsi conoscere al popolo che li ospitava. La colonia russa, specialmente quella più colta, che vive di studio e di lavoro, mancava di unità e i suoi membri vagavano dispersi di caffè in caffè, quasi ostili l’uno all’altro, poco noti alla popolazione e poco desiderosi di farsi conoscere da lei. […] Questo primo tentativo di una mostra di opere d’arte, è stata dunque una buona idea, un’idea che mi auguro porti buoni frutti e sia il ferme d’imprese più complete e più vaste. Fra le tele esposte sono soprattutto notevoli gli studi di paese del Kolmikow, un simpatico impressionista dalla tecnica larga e dal colorito armonioso; due quadri e alcune acqueforti divinamente disegnate della signorina Krasnuschkina; i pastelli del Glicenstein, di cui si ammirano anche due forti lavori di scultura; i ventagli floreali del Belin di cui mi piace citare fra gli altri una delicata armonia bianca e verde di fiori d’eucaliptus; un tramonto egiziano pieno di poesia del Bakalowicz; due paesi di Alessandro Swiedomsky, e due altri del Yugianine, le acqueforti dello Knuckiel, e molte e molte altre che rendono la piccola mostra degna d’interesse e d’incoraggiamento. Il quale incoraggiamento, che non dovrà mancarle da parte del pubblico italiano, potrà permetterle un giorno di offrirci una esposizione d’arte in cui tutte le attività russe, che non sono scarse né di scarso valore, possano essere degnamente rappresentate («Il giornale d’Italia», 22 marzo 1906).

Se nelle tele del fratello Pavel l’Italia entrerà nelle fattezze armoniose delle bellezze romane e nelle feste, in Aleksandr protagonisti sono i paesaggi (Kazarinova sottolinea come nella sua collezione italiana predomini la natura pompeiana e caprese, unitamente alle vedute di città, Kazarinova 2004). Si unisce in matrimonio con Anna Kutukova, pianista e cantante di origine tartara, che gli darà una figlia, Anna Aleksandrovna Svedomskaja. Muore a Roma il 1° giugno 1911 e viene sepolto nel cimitero acattolico di Testaccio.


Bibliografia
F. I. Bulgakov, Svedomskij, Aleksandr Aleksandrovič, in Nasi chudožniki, SPb 1889.
Vl. Žabotinskij, Brat’ja Svedomskie, in Pis’ma iz Rima. U russkich chudožnikov, «Odesskij listok», 6 dicembre 1898.
Svedomskij, Enciklopedičeskij slovar’, Izd. F. A. Brokgauz i I. A. Efron, T.43-82 i 85-86, SPb 1897-1907.
V. I. Černopjatov, Russkij nekropol’ za granicej, Vyp. 3. Moskva 1913.
Oleksandr Oleksandrovič Svedoms’ki, in Slovnyk chudonykiv Ukraïny, Kyïv 1973.
А. I. Poljak, Izobrazitel’noe iskusstvo Udmurtii. Iževsk 1974.
Svedóms’ki, Mytci Ukraïny. Encyklopedyčnyj dovidnyk, Kyïv 1992.
P. Cazzola, I russi a San Remo tra Ottocento e Novecento. San Remo 1990.
M. Nesterov, Davnie dni: vstreči i vospominanija, Moskva 1959.
M. P. Todeschini, Russi in Italia dal Quattrocento al Novecento: bio-bibliografia descrittiva; prefazione e revisione di P. Cazzola, Moncalieri 1997.
L. Lecci, Arte russa a San Remo: architettura e pittura tra Ottocento e Novecento, in Kandinsky Vrubel’ Jawlensky e gli artisti russi a Genova e nelle Riviere. Passaggio in Liguria, a cura di F. Ragazzi, Milano 2001, pp. 69-74.
F. Ragazzi Artisti russi a Genova e nelle Riviere fra Ottocento e Novecento. Passaggi e presenze in Liguria, in Kandinsky Vrubel’ Jawlensky e gli artisti russi a Genova e nelle Riviere. Passaggio in Liguria, Milano 2001, pp. 17-40.
V. Gasperovič, M. Katin-Jarcev, M. Talalaj, A. Šumkov, Testaččo. Nekatoličeskoe kladbišče dlja inostrancev v Rime, SPb  2002.
N. Kazarinova, Chudožniki Svedomskie. Michajlovskij zavod-Rim-San Remo, "Russkoe iskusstvo", 2004, n. 3.

Fonti archivistiche

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Archivio della Biblioteca Gogol'

Nella foto in alto: lo studio dei fratelli Svedomskie a Roma

Bianca Sulpasso
Scheda aggiornata il 17 agosto 2013



A. A. Svedomskij, A Michajlovskoe. Sulla terrazza, 1895-1900.




A. A. Svedomskij, Nel cortile di un ostello romano, 1878, Permskaja chudožestvennaja galereja.



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