Russi in Italia

Cronologia

1924

Giunge in Italia il pittore e illustratore Fedor Brenson. Prende dimora a Roma, dove allaccia contatti con altri russi, tra cui Vjačeslav Ivanov e Maksim Gor'kij, e con istituzioni artistiche italiane.


Fedor Brenson, Tropea (da Visioni di Calabria)

inverno

Daniil Amfiteatrov, figlio di Aleksandr Amfiteatrov, consegue il diploma in composizione presso il Conservatorio Regio di Santa Cecilia di Roma ed è nominato pianista, organista e sostituto del direttore Bernardino Molinari all'Augusteo di Roma. Qui nel 1925 viene eseguita in anteprima la sua prima opera, Poema del mare.

7 febbraio

La nascente diplomazia fascista riconosce l'Unione Sovietica. Secondo alcuni storici, l'Italia fascista sarebbe stata il primo paese europeo a riconoscere la Russia comunista; in realtà, il riconoscimento italiano era stato preceduto di alcuni giorni dal riconoscimento britannico, da parte del governo MacDonald.

marzo

Presso la Galleria Pesaro (al piano terra del Palazzo Poldi-Pezzoli in via Manzoni 12 a Milano) viene organizzata una vasta personale del pittore e acquarellista Pierre Bezrodnyj, residente a Venezia da qualche anno, autore di paesaggi di matrice impressionistica. Bezrodnyj, già commissario del Padiglione russo alla XII edizione della Biennale di Venezia (1920), gode da tempo della stima incondizionata di molti esperti d'arte, primo tra tutti, il critico Vittorio Pica, che firma anche l'introduzione al catalogo della mostra milanese.


P. Bezrodnyj, Squero a Venezia (Catalogo della mostra del pittore alla Galleria Pesaro, Milano 1924)

primavera

Nina Berberova e Vladislav Chodasevič arrivano in Italia e fanno tappa a Roma, dove incontrano Pavel Muratov che vi abita da qualche mese. Nella sua autobiografia Berberova ricorda con entusiasmo le lunghe passeggiate con un fine conoscitore della città e dell'arte italiana come lui:

Essere a Roma, avere come guida Muratov. Adesso sembra qualcosa di fantastico come un sogno che ti lascia stordito per tre giorni. E invece quella era la realtà, la mia realtà, il mio vivere quotidiano a Roma (cfr. N. Berberova, Il corsivo è mio, Milano 1989, p. 227).

agosto

Vjačeslav Ivanov giunge a Roma con lo scopo di fondare nella capitale italiana un istituto di archeologia, storia e critica d'arte. Nonostante il forte interessamento di Anatolij Lunačarskij (Commissariato del popolo per l'Istruzione) e di Petr Kogan (Accademia statale delle Arti), la fondazione dell'istituto viene fermata sin dalla fase iniziale.

30 agosto

Nell'Hotel Quisisana di Roma si tiene una "Grande Serata Futurista" con l'intervento di Filippo Tommaso Marinetti e Ruggero Vasari. Allo spettacolo partecipa in qualità di scenografa Vera Idel'son.


Umberto Boccioni, Una serata futurista
http://www.irre.toscana.it/futurismo/opere/immagini/BOCC/Serata.jpg

settembre

Jurij Pavlovič Annenkov partecipa alla XIV Esposizione internazionale d'arte di Venezia ed espone quattro tele (i ritratti di Lev Trockij, Vjačeslav Polonskij, Аleksandr Tichonov e una Primavera) e dieci disegni (i ritratti di Abram Efros, Aleksandr Benois, Michail Babenčikov, sei nature morte, di cui una a rilievo, e uno Studio di modella).


Jurij Annnekov, Autoritratto

9 ottobre

Il 9 ottobre 1924 Nina Berberova e Vladislav Chodasevič sono a Sorrento da Gor'kij, dove rimarranno fino all'aprile 1925. Il soggiorno a Sorrento segna un momento cruciale per l'evoluzione di aspetti rilevanti della personalità della Berberova: il rapporto quotidiano con Gor'kij le fa scoprire un'affinità non sul piano professionale, ma su quello umano. Nello scrittore avverte una divina energia elettrica che deriva dall'entusiasmo quasi folle dell'agire, entusiasmo che non solo trova in lei una rispondenza, ma diventa il motore stesso della sua esistenza. Le passeggiate con Gor'kij e i suoi racconti su Čechov e Andreev, il dialogo quotidiano con Chodasevič e il via vai di intellettuali russi alla villa di Sorrento costituiscono l'ambiente vitale della Berberova che in modo rudimentale comincia a muovere i primi passi nella ricerca di una scrittura propria e a porre le basi per quella che poi diventerà la sua professione.


Vladislav Chodasevič e Nina Berberova ospiti di M. Gor'kij a Capo di Sorrento nel 1925

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