Russi in Italia

Michail Andreevič Osorgin


Luogo e data di nascita: Perm', 7 ottobre 1878
Luogo e data di morte: Chabris (Francia), 27 novembre 1942
Professione: scrittore, giornalista

Nel 1902 si laurea alla Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Mosca e inizia ad esercitare la professione di avvocato, collabora con alcuni giornali e frequenta gli ambienti intellettuali del partito social-rivoluzionario, partecipando attivamente all'opera di propaganda clandestina. Nel dicembre 1905 viene arrestato e trascorre 6 mesi di prigione; liberato dietro cauzione, si rifugia all'estero.

La prima emigrazione
Si stabilisce per breve tempo in Finlandia e decide di partire per l'Italia insieme alla prima moglie Elena Aleksandrovna Malikova (dalla quale divorzia nel 1910; sposa in seconde nozze Roza Ginzberg, da cui divorzia nel 1926). Nel dicembre 1906 si stabilisce sulla riviera ligure a Sori, dove risiede a Villa Maria con altri emigrati, tra cui K. R. Kačorovskij, A. S. Butkevič, B. Černenkov, V. Lebedincev.
Nel luglio 1907 si reca a Parigi, dove inizia una regolare collaborazione con il giornale «Rul'» che durerà fino alla fine del 1908. Nei primi mesi del 1908 ritorna a Sori, ma nell'estate di quell'anno la comunità russa residente a Villa Maria si scioglie e Osorgin si trasferisce a Cavi di Lavagna, frequentando gli esponenti di quella comunità (tra i quali A. V. Amfiteatrov, G. Lopatin).
Nell'ottobre 1908 si trasferisce a Roma, dove inizia un'intensa collaborazione con i giornali «Vestnik Evropy» e «Russkie vedomosti», che proseguirà fino al febbraio 1917, inviando regolarmente le proprie corrispondenze (firma oltre 400 articoli per il quotidiano «Russkie vedomosti» e circa 40 articoli per il mensile «Vestnik Evropy»), in cui affronta numerose tematiche italiane: la vita culturale, la situazione sociale, la presenza degli emigrati russi, il suo amore per questa terra.
Negli anni 1909-1914 si dedica anche all'organizzazione di viaggi per insegnanti di scuole rurali e studenti russi in Italia in qualità di rappresentante per l'Italia di un'apposita commissione costituita a Mosca nel 1908, Commissione per l'organizzazione di escursioni didattiche presso la Sezione scolastica della Società per la diffusione delle conoscenze tecniche [Komissija po organizacii obrazovatel'nych ekskursij pri Učebnom Otdele Obščestva rasprostranenija techničeskich znanij]. Per Osorgin è un'occasione per estendere la propria conoscenza dell'Italia e per favorire concretamente lo scambio culturale tra i due paesi.
Nel 1911 si reca per alcuni mesi nei Balcani e in seguito in Bulgaria come inviato di «Russkie vedomosti». Nel 1913 pubblica il volume Očerki sovremennoj Italii (Moskva, 1913). Nel marzo 1913 partecipa al Congresso degli emigrati russi a Roma, a cui prendono parte gli esponenti delle colonie russe in Italia.
Nel maggio 1916 lascia l'Italia (è costretto ad abbandonare la ricca biblioteca personale) e ritorna in Russia; anche in patria continua l'attività giornalistica come inviato di «Russkie vedomosti» al fronte. Accoglie con entusiasmo la rivoluzione, ma è presto deluso e si oppone alla soppressione della stampa libera da parte dei bolscevichi. Si avvicina ai circoli massonici allora presenti in Russia (resterà legato alla massoneria anche durante l'esilio). È vice-presidente dell'Unione degli Scrittori. Viene arrestato nel giugno 1919 per errore e subito liberato, ma è di nuovo arrestato nell'agosto 1921, in quanto membro del Comitato sociale panrusso per l'aiuto agli affamati [Vserossijskij Obščestvennyj Komitet Pomošči Golodajuščim], e confinato in un villaggio a nord di Kazan'. Pochi mesi dopo il ritorno a Mosca, viene espulso definitivamente dalla Russia insieme a numerosi altri intellettuali il 13 settembre 1922. Dovendo separarsi dalla propria biblioteca, affida i suoi preziosi libri alla famiglia di T. A. Bakunina, che, costretta a sua volta ad emigrare, li lascia in deposito presso l'Ambasciata Italiana a Mosca. Sperando di poter rientrare in possesso della biblioteca, Osorgin chiede a Ettore Lo Gatto di interessarsene durante i numerosi viaggi in Russia, purtroppo senza risultato.

L'esilio
Dopo un breve soggiorno a Berlino, dove collabora con i giornali dell'emigrazione «Dni» e «Sovremennye Zapiski», ritorna in Italia per qualche mese, nel 1923, su invito della Croce Rossa Italiana e risiede principalmente a Cavi di Lavagna. In questo periodo comincia la collaborazione con il giornale liberale «Poslednie novosti», che continuerà fino al 1940.
Di nuovo a Berlino, in novembre viene invitato a Roma da Ettore Lo Gatto, per partecipare insieme ad altri emigrati russi al ciclo di conferenze «La Russia e i Russi» organizzato dall'Istituto per l'Europa Orientale: durante questo breve soggiorno romano frequenta il salotto di Ol'ga Signorelli, dove incontra Pirandello e Grazia Deledda.
Alla fine del '23 si trasferisce definitivamente a Parigi. Torna a Cavi di Lavagna alcuni mesi nel 1926, dove incontra e sposa Tat'jana Alekseevna Bakunina (1904-1995).

È del 1924 l'unica traduzione italiana pubblicata in vita da Osorgin, la raccolta Rondinella Natascia e altri racconti russi. In una lettera del 16 giugno 1924 a Ol'ga Signorelli commenta positivamente la traduzione e la bella edizione, anche se scriverà a questo proposito alcuni anni più tardi (Lettera a O. Signorelli, 3.8.1939):

"Una delle cose che più mi offendono è che nelle due decine di edizioni straniere dei miei libri, solo uno per l'infanzia, pubblicato in un certo periodo in Russia, sia stato tradotto in italiano e pubblicato... a proposito, senza il mio permesso. Un romanzo è uscito in dieci lingue e non è stato pubblicato in italiano, benché sia stato tradotto (lo ha tradotto Ettore Lo Gatto). E tra l'altro, dopo il russo, l'italiano è per me la lingua più vicina".

Osorgin conserva la cittadinanza sovietica fino al 1937. Fuggendo da Parigi insieme alla moglie nel 1940, deve abbandonare i suoi preziosi libri e la corrispondenza e si stabilisce nel piccolo paese di Chabris, nella zona non occupata dai tedeschi. Da questo paese di campagna collabora con il giornale degli emigrati russi in America «Novoe Russkoe Slovo», pur tra molte difficoltà e sfuggendo alle censure, fino alla morte, nel 1942. Scrive nell'autobiografia Vremena (Parigi 1955, p. 118):

"Ho molto amato l'Italia e mi sono sforzato di conoscerla: non solo l'Italia dei musei, ma quella a me contemporanea, quella viva, l'Italia con il suo lavoro, le sue canzoni, i suoi bisogni e le sue speranze. Le ho dedicato due libri e ne ho parlato in centinaia di articoli pubblicati in Russia. Le città d'Italia erano le mie stanze: Roma era il mio studio, Firenze la biblioteca, Venezia il mio salotto, e Napoli la terrazza da cui si apriva una splendida vista" (trad. di A. Pasquinelli, Stagioni, «Bollettino del C.I.R.V.I.», Firenze, 1983, n. 8, pp. 254-255).

Pubblicazioni
Rondinella Natascia e altri racconti russi, trad. R. Pirola-Pomeranz, Milano, Morreale, 1924.
Un vicolo di Mosca, trad. E. Lo Gatto, Milano, Bompiani, 1968.
Dalla piccola casetta, Trento, Reverdito, 1987.

Bibliografia
A. Tamborra, Esuli russi in Italia dal 1905 al 1917, Bari, 1977.
A. Pasquinelli, La vita e le opinioni di M. A. Osorgin (1878-1942), Firenze, 1986.
A. Pasquinelli, Michail Osorgin - Un russo in Italia, Torino, 1997.
Osorgin Michail Andreevič, in Russkoe zarubež'e. Zolotaja kniga emigracii. Pervaja tret' XX veka. Encyklopedičeskij biografičeskij slovar', Moskva, ROSSPEN, 1997, s. 472-475.
Osorgin Michail Andreevič, in Russkie pisateli, Moskva 1999, t. 4, s. 456-460.
O. L. Lejkind, K. V. Machrov, D. Ja. Severjuchin, Chudožniki russkogo zarubež'ja, 1917-1939: biografičeskij slovar', Sankt-Peterburg, Notabene, 1999.
A. Pasquinelli, Un giornalista russo a Roma: Michail Osorgin (1908-1916), «Strenna dei Romanisti», Aprile 2005, pp. 595-615.

Nota
Nei documenti si incontra come Michel Ossorguine.

Siti interessanti
berkovich-zametki.com/.../Nomer2/Elina1.htm
www.gallery.archipelag.ru/grm/o/o.html
http://socialist.memo.ru/firstpub/y05/osorgin.htm

Fonti archivistiche
Fondazione Giorgio Cini, Venezia, Archivio Signorelli, Fasc. Osorgin Michail Andreevič.

Sara Mazzucchelli


La moglie di Osorgin Roza Ginzberg (la prima da sinistra) a Roma nel 1905-1906 con Njuna (seduta) e Ester Perel'man.

 



Manifesto di una serata alla Biblioteca Turgenev di Parigi: Bunin, Zajcev, Osorgin e Remizov leggono le loro opere (13 marzo 1937).



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