Russi in Italia

Marija Pavlovna Abamelek Lazareva


Luogo e data di nascita: San Donato, 22 gennaio 1876
Luogo e data di morte: Firenze, 21 luglio 1955


Figlia di Pavel Pavlovič Demidov (1839-1885) e Elena Petrovna Trubeckaja (1852-1917), quinta di sei figli (senza contare il fratello Elim, avuto dal padre dalla prima moglie, Marija Elimovna Meščerskaja), nasce nella tenuta di famiglia a San Donato vicino Firenze (la villa è venduta nel 1881, oggi non se ne vedono che pochi resti). La famiglia Demidov vanta una lunga storia in suolo italiano, le loro proprietà in Toscana sono numerose (Quarto, Pratolino, S. Andrea in Percussina, San Martino all'isola d'Elba). L'infanzia della principessa trascorre tra Pietroburgo e Firenze, anche dopo la morte del padre. Nel 1897 sposa il principe Semen Semenovič Abamelek-Lazarev e da quel momento vive tra la tenuta di Pratolino e la villa del marito a Roma.
Alla morte del marito, ucciso nel Caucaso nel 1916, villa Abamelek, secondo il testamento da lui redatto nel 1912 (con postilla del 1913), resta alla moglie e alla morte di lei deve essere donata all'Accademia di Belle Arti di Pietroburgo o, in caso di rifiuto di quest'ultima, all'Accademia delle Scienze per la fondazione di un istituto a suo nome. Inizialmente Marija Pavlovna non rivendica la proprietà della villa, lasciandola appunto all'Accademia di Belle Arti. Dopo la rivoluzione d'ottobre la principessa, per non lasciare la proprietà in possesso delle istituzioni bolsceviche, avvia una lunga causa giudiziaria, che "in seguito al benevolo interessamento del Duce" volge inizialmente a suo favore; nel maggio 1937, tramite il suo segretario, Fedor Galka, la principessa prega ancora una volta Mussolini di provvedere perché la causa, fissata in Corte d'Appello di Roma il 25 maggio 1937, non venga rimandata e sia "discussa e passata per la decisione in detto giorno". La causa sarà invece rimandata al 15 giugno [SPD CO, f. 108.860]. I documenti relativi alla causa giudiziaria si conservano nell'archivio della principessa (cfr. L'archivio della principessa Demidova. Lettere e documenti, p. 39). Caduto il fascismo, la villa è espropriata dal governo italiano nel 1946 e l'anno seguente riconsegnata al governo dell'URSS (è tuttora la residenza ufficiale dell'ambasciatore russo in Italia).
I rapporti di M. P. Abamelek-Lazareva con il governo italiano sono ottimi sia prima che dopo l'avvento del fascismo. Già durante la Prima guerra mondiale trasforma la sua villa del Galluzzo, vicino Firenze, in ospedale per i feriti, per poi donarla a conflitto finito ai mutilati di guerra; alla donazione aggiunge, inoltre, una somma di denaro da utilizzare per l'istituzione della Casa Nazionale Simone Abamelek-Lazarev per i grandi mutilati di guerra ("La Tribuna", 29.4.1924, p. 5). Nel 1919 viene economicamente in aiuto ai carabinieri feriti durante un incidente a Sesto Fiorentino. Una folla di manifestanti, durante un comizio della Lega proletaria fra mutilati e invalidi di guerra, aveva avuto duri scontri con i carabinieri al grido "Viva la Russia, Viva la Rivoluzione" [ACS PS 1919, b. 97, cat. G1, f. Sezione Lega Proletari fra mutilati e reduci di guerra (Sesto fiorentino Firenze)]. Anni più tardi, il 5 marzo 1930, la principessa viene ricevuta in udienza dal duce e mette a disposizione una somma di diecimila lire per aiutare le famiglie delle vittime di una valanga a Bolognola (MC) [SPD CO, f. 108.860].

Il 10 aprile 1930, in occasione delle nozze di Edda Mussolini con il conte Ciano, Marija Pavlovna fa pervenire al duce un regalo in "segno della grande ammirazione che nutre per Chi ha salvato l'Italia dall'abisso in cui è caduta la sua patria, la Russia" [SPD CO, f. 108.860]. Quattro anni dopo, in seguito all'uccisione di re Alessandro I di Jugoslavia da parte di nazionalisti croati (9 ottobre 1934), invia a Mussolini il seguente telegramma:

"S. E. Mussolini - Roma.
Coll'animo devotamente affezionato prego V. E. di non partecipare al corteo. Vorrà compatire questo mio angoscioso sentimento, dopo l'orribile fatto di Marsiglia. L'Italia è Lei e Lei è l'Italia. Maria Abamelek Lazarew".

Il Prefetto di Firenze, che comunica il contenuto del telegramma al Ministero dell'Interno, dice che la principessa ha assicurato che "suo telegramma non è stato dettato da alcun elemento concreto, ma unicamente da presentimento suo allarme" [SPD CO, f. 108.860].

Nel 1931, tramite Galka, Marija Pavlova scrive a Ettore Lo Gatto, in partenza per Mosca, pregandolo di recarsi a Kiev per ritirare e portare in Italia il testamento della madre Elena Petrovna, morta a Odessa nel 1917 (le sue spoglie erano state trasferite a Firenze da Odessa nel 1930).
Negli ultimi anni di vita la principessa fa vita ritirata a Pratolino circondata da pochi servitori, dalla governante e dai segretari. Muore nel 1955.

Bibliografia
«La Tribuna», 29.4.1924.
L'archivio della principessa Demidova. Lettere e Documenti, a cura di S. Merendoni, Firenze, Olschki, 2000.
Bucharkina Olga, I documenti dei Demidoff nell'Archivio di Stato della regione di Sverdlovsk, atti del convengo a cura di Lucia Tonini, (1991), Firenze, Leo S. Olschki, 1996, pp. 315-317.
Merendoni Simonetta, Notizie sul fondo Demidoff nell'Archivio storico della Provincia di Firenze, atti del convengo a cura di Lucia Tonini, (1991), Firenze, Leo S. Olschki, 1996, pp. 319-331.
Zangheri Luigi, Pratolino: il giardino delle meraviglie, Firenze, 1979.


Fonti archivistiche
ACS PS 1919, b. 97, cat. G1, f. Sezione Lega Proletari fra mutilati e reduci di guerra (Sesto fiorentino Firenze).
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Segreteria Particolare del Duce, Carteggio Ordinario, f. 108.860.

Giuseppina Giuliano
Scheda aggiornata al 7 agosto 2013

 



La villa di San Donato in un'antica stampa
http://www.jssgallery.org/Essay/Italy/Demidoff/Demidoff_1st.htm



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