Russi in Italia

Nikolaj Aleksandrovič Benua

Nicola Benois


Luogo e data di nascita: Oranienbaum (Pietroburgo), 19 aprile (2 maggio) 1901
Luogo e data di morte: Milano, 31 marzo 1988
Professione: pittore e scenografo

Nasce in una famiglia di artisti da Aleksandr Nikolaevič Benua e Anna Karlovna Kind. Nel 1922 si sposa a Pietroburgo con Marija Nikolaevna Pavlova (Pietroburgo, 10 ottobre 1899 - Marciana 16 ottobre 1980), da cui ha un figlio Roman (Alberto Romano), che nasce a Roma il 25 giugno 1931. In seconde nozze, dopo gli anni Cinquanta, sposa Disma De Cecco (1927 - 1 gennaio 2006).
Nel 1918 termina gli studi classici presso la Scuola Superiore Unitaria del Lavoro (ex Ginnasio Karl May) e nel 1919 viene ammesso ai Liberi Studi Artistici dello Stato (ex Accademia Imperiale delle Belle Arti). Nel 1920, dopo un breve periodo di apprendistato sotto la guida del capo scenografo dei Teatri di Stato (ex Imperiali) di Pietrogrado, Oreste Allegri, inizia la sua attività come realizzatore di bozzetti scenografici per il Teatro Accademico del Dramma di Pietrogrado, dove esordisce nel 1921 con le scene per I giganti del Nord di H. Ibsen. In quello stesso anno subentra a Oreste Allegri nella carica di capo scenografo dei Teatri di Stato di Pietrogrado. Nel 1923 esordisce al Teatro Accademico dell'Opera e del Ballo con le scene per il balletto di A. K. Glazunov Le stagioni dell'anno (Vremena goda).
Nel 1924 Benua ottiene un visto di tre mesi per l'estero e raggiunge Parigi. Nella capitale francese allestisce le scenografie per una serie di spettacoli della "Chauve Souris", il teatro cabaret ideato da N. F. Baliev che utilizza i locali e la sala del teatro Fémina sugli Champs Elysées. Qui incontra il regista A. Sanin che lo propone ad Arturo Toscanini, direttore artistico del Teatro alla Scala, come scenografo per l'edizione della Chovanščina di Musorgskij per la stagione 1925-26.
Dalla Francia, il 22.12.1925 si trasferisce prima a Milano e poi dal 1927 al 1932 a Roma (risiede in Via Vicenza n. 31, poi Viale Regina Margherita n. 287), dove lavora come scenografo al Teatro Reale dell'Opera. Negli ultimi mesi del 1932 si trasferisce di nuovo a Milano (Via Dante 16, poi Piazza Maria Adelaide 2, dove dopo la sua morte viene posta una targa commemorativa dalla Fondazione Culturale dell'URSS e dal Comune di Milano) e avvia un'attività sempre più intensa e continuativa con il Teatro alla Scala, dove esordisce come scenografo nella Chovanščina di Musorgskij della stagione 1925-26. In questi anni di attività al Teatro alla Scala ha rapporti di collaborazione ed amicizia con molti artisti italiani che invita a collaborare nella veste di scenografi, quali Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Enrico Prampolini, Mario Sironi, Lucio Fontana, Ardengo Soffici, Carlo Carrà, Felice Casorati, Maria Signorelli, che in seguito diventa famosa per i suoi burattini, e noti designer quali Gianni Ratto e Giò Ponti.
Nel 1927 Benua è a Roma; risale a questo periodo l'amicizia con Ottorino Respighi che, avendo studiato con Rimskij-Korsakov a Pietroburgo, conosce il russo; Benua è più volte ospite a Villa "I Pini" a Roma, proprietà dei Respighi. Il musicista lo propone all'allora direttore generale della Scala, Angelo Scandiani, come scenografo del suo nuovo balletto Belkis Regina di Saba (scene e costumi di Benua, coreografia di Massine), rappresentato nel 1932. In seguito per procedere all'allestimento del melodramma La Fiamma (1934), ambientato nella Ravenna bizantina, alla corte dell'esarca Basilio, Benua e Respighi non solo studiano l'opera attentamente, ma si recano insieme a Ravenna per ispirarsi al fascino dell'arte ravennate.

Bozzetto dell'interno della Basilica di San Vitale a Ravenna
atto III dell'opera La fiamma di Ottorino Respighi, Roma 1934
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Nella seconda metà degli anni Venti è spesso ospite di M. Gor'kij a Sorrento, dove stringe amicizia con Olga Resnevič Signorelli, con Maksim Peškov, figlio di Go'rkij, con il principe georgiano Iraklij Bagration-Muchranskij, cui rimane legato per tutta la vita e di cui dipinge il ritratto, e con il pittore Boris Šaljapin, figlio del famoso basso Fedor Šaljapin.
Quando nel 1937 viene nominato direttore dell'Allestimento scenico del Teatro alla Scala, Nikolaj Benua inizia i pittori scaligeri a un modo nuovo di concepire la figura dello scenografo e la realizzazione dei bozzetti e dei costumi, insistendo sul principio dell'unità stilistica fra tutti gli elementi che compongono uno spettacolo. Il suo modo di procedere rappresenta una vera e propria novità rispetto alle consuetudini del tempo. Negli anni Trenta alla Scala operano scenografi-decoratori, spesso specializzati in alcuni dettagli, c'è chi disegna i capitelli, chi le sedie o altri oggetti dell'attrezzistica; ogni artista dipinge secondo il proprio sentire, senza preoccuparsi dell'omogeneità e della fedeltà stilistica alle epoche rappresentate. Spesso vengono contattati pittori e scultori famosi, ma privi di specifiche cognizioni di scenografia e scenotecnica; questi spesso realizzano bozzetti più simili a quadri, affidandone l'adattamento per la scena alla sensibilità e professionalità degli addetti ai lavori. Per precisare la propria poetica Benua scrive: "Quello dello scenografo è un lavoro di fantasia e deve essere sempre collegato intimamente alla musica ed esprimerla, ma è anche un lavoro di calcolo, un continuo ragionamento sulla trasformazione del dato musicale in immagine, in un ambiente a tre dimensioni" (Gillo Dorfles, Alessandro e Nicola Benois alla Scala, in I Benois del teatro alla Scala, Milano, 1988, p. 25).
Introducendo il concetto di scenografo come costruttore scenografico, Benua richiama l'attenzione sulla cultura e gli stili delle epoche, sul legame tra colore e musica e sulla necessità di armonizzare i costumi con le scene;  all'epoca invece era consuetudine noleggiarli da agenzie esterne, che spesso non rispondevano alle specifiche esigenze dello spettacolo. Per ovviare a questo problema, Benua nel 1939 promuove la creazione di una sartoria autonoma all'interno del Teatro alla Scala in modo da realizzare i costumi adatti alle messe in scena delle diverse opere. Inoltre convince la Direzione del teatro a sostituire il palco fisso con il palcoscenico meccanico a pannelli e ponti mobili, progettato dall'architetto Luigi Lorenzo Secchi, e istituisce una scuola di pratica scenografica.
Nel 1937, alla morte di Luigi Sapelli, in arte Caramba, viene nominato direttore dell'Allestimento scenico del Teatro alla Scala di Milano, carica che ricopre fino al 1970. Per il Teatro alla Scala crea le scenografie e i costumi di 126 spettacoli, di cui un numero cospicuo di  ambiente russo: Chovanščina  (1926, 1949, 1967), Boris Godunov (1927, 1949, 1967), La fiera di Sorocinzi (1955) di M. Mussorgskij; Delitto e castigo (1927) di A. Pedrollo; Zar Saltan (1929), La leggenda della città invisibile di Kitež (1933, 1951), Sadko (1938), Capriccio spagnolo (1952) di N. Rimskij-Korsakov; Raskolnikov (1950) di H. Sutermeister; La Bella Addormentata (1939) e La dama di picche (1961) di P. Čajkovskij; Il principe Igor (1940, 1951) e Le danze polovziane (1952) di A. Borodin; L'uccello di fuoco (1941), Capriccio (1948), Les noces (1954) di I. Stravinskij; Pierino e il lupo (1950) e Romeo e Giulietta (1959) di S. Prokof'ev; Una vita per lo zar (1959) di M. Glinka.
Benua si cimenta anche in campo teatrale e cinematografico. Nel 1933 al Teatro Argentina di Roma (15.3.1933) realizza insieme a Georgij Lukomskij le scene del Giardino dei ciliegi di A. P. Čechov per la regia V. I. Nemirovič-Dančenko. Nel 1942 cura insieme a Gastone Medin la scenografia del film Un colpo di pistola, tratto dal racconto di A. S. Puškin, per la regia di Renato Castellani. All'inizio degli anni Cinquanta Benua si lega sentimentalmente a una giovanissima e promettente cantante lirica, la soprano Disma De Cecco, allieva della Scala, con cui condivide gli ultimi anni di vita. Di origine friulana, Disma De Cecco fa conoscere il Friuli al marito, che s'innamora della natura incontaminata e dei cieli blu solcati da nuvole sempre in movimento, così simili a quelli della sua patria, e li immortala in uno dei suoi ultimi dipinti. Benua considera la sua casa di Codroipo il luogo dove ritornare a ritemprarsi e trovare l'ispirazione per nuove creazioni (Intervista a Disma De Cecco 12.11.2005).
Ottiene la cittadinanza italiana nel 1937.
Dal 1927 al 1936 produce ventisei allestimenti per il Teatro Reale dell'Opera di Roma, fra i quali Lucia di Lammermoor di G. Donizetti, Boris Godunov di M. Mussorgskij, La Valchiria (1929), Sigfrido (1930) e il Crepuscolo degli Dei (1931) di R. Wagner, Guglielmo Tell di G. Rossini, Iris di P. Mascagni, Lo straniero di I. Pizzetti, Il Re di U. Giordano, Campana sommersa di O. Respighi.  Disegna le scene e i costumi per la prima rappresentazione della Fiamma di Respighi (1934), e cura il trittico Maria Egiziaca prima per l'Augusteo (1932)  e poi per il Teatro dell'Opera di Roma (1934).

Scena per il IV atto di Una vita per lo zar, Teatro alla Scala, 1959
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Nel 1957 è direttore dell'Allestimento scenico dello Schiaccianoci di P. Čajkovskij. Sono da ricordare anche le scene dipinte per Anna Bolena (1957) di G. Donizetti, cantata da Maria Callas e firmata dalla regia di Luchino Visconti.
Nonostante l'impegno assunto alla Scala nel 1937, Benua continua a collaborare con altri teatri; viene invitato all'Arena di Verona, alle Terme di Caracalla (Aida, 1938) e al Maggio Musicale Fiorentino (Boris Godunov 1940). Per le celebrazioni verdiane del 1951 realizza La Traviata (Venezia, La Fenice) e Aida (Palermo, Teatro Massimo). Nel 1957 allestisce Pskovitana di Rimskij-Korsakov per il Teatro Massimo di Palermo. Collabora inoltre con l'Arena Flegrea di Napoli  per la scenografia della Carmen di G. Bizet (1953), coreografia di Bianca Gallizia, e con il Teatro Donizetti di Bergamo per i costumi dell'Andrea Chenier (1957) di Umberto Giordano.
Nel 1944 allestisce una mostra personale alla Galleria Borromini di Como, oltre a prendere parte alla "Mostra di pittura teatrale contemporanea" organizzata, per sua iniziativa, dal Teatro alla Scala a Palazzo Clerici, a Milano.
Nel 1964, dopo quarant'anni, Benua ritorna in Russia, a Mosca, in tournée con la Scala, che presenta Il trovatore di G. Verdi e Turandot di G. Puccini con le scene appositamente da lui create per l'occasione. I suoi lavori vengono esposti al Teatro Bol'šoj nella mostra La pittura teatrale del Museo del Teatro alla Scala. Nel 1965 collabora con il regista B. Pokrovskij per la messa in scena del Sogno di una notte di mezza estate di B. Britten al Teatro Bol'šoj e nel 1979 viene nuovamente invitato per la messa in scena del Ballo in maschera di G. Verdi.


Scena di Turandot di G. Puccini, Mosca 1964

Sotto il controllo della polizia politica

Come cittadino di origine russa, Nikolaj Benua è stato sottoposto a regolari controlli della polizia politica nell'arco della vita, sia prima di risiedere stabilmente in Italia che dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana. Nel 1934 numerose comunicazioni si soffermano a controllare la sua vita a Parigi e i suoi contatti:

"Mi si assicura che (...) durante il suo soggiorno in Francia abbia avuto contatti frequenti con l'elemento antifascista di Parigi, e che nel periodo di sua permanenza nel Belgio fosse assiduo frequentatore del ristorante italiano "Chez Nirino", sito in Rue du Cirque 11 in Bruxelles e nella stessa città dell'altro ristorante "Au Lion du Brabant" entrambi frequentati da elementi antitaliani ed antifascisti" (da Divisione polizia politica a Divisione affari generali e riservati, 12 maggio 1934); "da accertamenti eseguiti e riservate informazioni assunte è risultato che il nominato in oggetto abita effettivamente al n. 146 del Quai d'Auteuil in questa Capitale. Attualmente il Benois trovasi fuori Parigi per un breve periodo di vacanza e dovrebbe fare ritorno in questi giorni. Si comunica che il predetto non esplicherebbe attività politica contraria al Regime" (da Direzione generale di Pubblica sicurezza a Divisione polizia politica, 5 settembre 1934).

Negli anni Trenta, quando ha ormai la cittadinanza italiana, la polizia continua a sorvegliarlo e raccogliere "informazioni confidenziali".

In una nota del 10 settembre 1938 "si partecipa a cod. on. Divisione che, secondo una informazione confidenziale, il noto suddito sovietico Benois Nicola, che tuttora sarebbe scenografo alla Scala di Milano, avrebbe iniziato pratiche presso il consolato dell'URSS di Roma per essere rimpatriato in Russia"; in una successiva comunicazione della Questura di Roma al Prefetto di Milano del 22 ottobre 1938, avente per oggetto "Benois Nicola di Alessandro ex sovietico" si ribadisce: "dalle  indagini  svolte non è stato possibile accertare, anche in linea strettamente  confidenziale,  se  il predetto, naturalizzato cittadino italiano, abbia iniziato pratiche presso questo Consolato dell'U.R.S.S. per ottenere il rimpatrio. Durante  il soggiorno a Roma non risulta che abbia dato motivo a rilievi col suo comportamento"; e infine in una nota da Roma del 22 agosto 1943 si comunica:

"La moglie di Nicola Benois, notissimo pittore della Scala a Milano, parlando con un suo compatriota russo, un disperato che non sa più come vivere in Italia e che si lamentava di non potere neppure ritornare in Russia, ha fatto a questi delle promesse in questo senso. Ha detto, cioè, di potergli fare avere il passaporto sovietico in qualunque momento, perché lei, di nascosto al marito, è diventata sovietica ed ha un passaporto insieme al bambino. Ho sentito esprimersi così la signora Maria Benois: "Mi sono iscritta ed ho il passaporto per partire in qualunque momento, lo tengo nascosto. Mio marito, che ha preso la cittadinanza italiana, non sa nulla, e a quel tempo ci hanno preso i nostri passaporti, ma io me lo sono fatto fare  nuovo e (sempre rivolgendosi al russo) "posso farlo avere anche a voi, quando vorrete. Così potrete partire tranquillo e nel modo CHE ANCORA NON POSSO DIRVI" (Archivio Centrale dello Stato, Polizia Politica, fasc. pers. 70, pacco 108, fasc 7496)


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Attività espositiva
Opere di Nicola Benois e Gregorio Sciltian: esposte alla Galleria Dedalo. 8-23 maggio 1937 [Catalogo, Milano, Unione Tipografica].
Nicola Benois, G. K. Lukomski, Galleria Scopinich, Gennaio 1933, Milano [Catalogo, Milano, Rizzoli Anonima per l'Arte della Stampa, 1932].
Mostra dei Benois, Villa comunale dell'Olmo, Como, maggio-luglio 1955 [Catalogo. Como, Tipografia editr. Nani, 1955, con interventi di Orio Vergani, Vincenzo Costantini, Jacques Demêtre e Carlo Piatti].
Verdi visto dai Benois, Villa Pallavicino, 18 giugno-20 agosto 1967, Città di Busseto [Catalogo, a cura di Mario Monteverdi, Città di Busseto 1967].
Nicola Benois: scenografo e pittore, presentazione di Giampiero Tintori, Valenza, Centro Comunale di Cultura, 29 novembre - 28 dicembre 1980.
I giovani ottant'anni di Nicola Benois, Museo Teatrale alla Scala, Milano 5 dicembre 1981-5 gennaio 1982 [Catalogo a cura di Simonetta Angrisani, Milano, Museo Teatrale alla Scala, 1981].
Nicola Benois Scenskisser 1-25 novembre 1983, Stockolm, Italienska Kulturinsitutet, 1983.
Nicola Benois Bozzetti, Hotel Splendide, Lugano 23-29 novembre 1984.
I Benois al Teatro alla Scala, Mostra seconda a cura di Gillo Dorfles, Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala e Accademia di Belle Arti di Brera, Milano 1988 [Catalogo, Edizione amici della Scala/Mercedes Benz Italia, 1988 con schede a cura di Vittoria Crespi Morbio].
Nicola Benois. Da San Pietroburgo uno scenografo per la Scala di Milano. Codroipo, Comune, 1991 [Catalogo, Codroipo, Comune, 1991].

Pubblicazioni
Benois, N. L'allestitore teatrale, in Guido Frette, Scenografia teatrale, Milano, G. G. Gorlich Editore, s.d., pp. XIII-XV.
Benois, N. L'allestimento scenico, in Stagione delle opere contemporanee al Teatro alla Scala, autunno XX-XXI, Milano 1947, pp. 55-56.
Carelli Noemi, Il piccolo paese. (Romanzo). Milano, Ceschina, 1958, sovracopertina di Nicola Benois, pp. 534. Prima edizione.
Benois, A. e N. Scenografia verdiana e allestimenti scaligeri del Ballo in Maschera di Alessandro e Nicola Benois, A cura di Giovanni Cenzato [Design in Verdi Opera and the La Scala productions of Un ballo in Maschera di Alessandro & Nicola Benois (Compiled by Giovanni Cenzato). Das Buhmenbild bei Verdi unter besonderer Berucksichtigung der Ausstattung des Maskenball an der Scala (Besorg von G. Cenzato)], Parma, Istituto di Studi Verdiani, Aprile 1960, vol I, N.1, pp. 90-108.
Benois, N. Nota sulla scenografia della Forza del destino [A note upon the mounting of La Forza del destino. Bemerkung zur Bühnendekoration der Macht des Schiksals], Parma, Istituto di Studi Verdiani,  1966, vol. II, n. 6. 1749-1768.
Mostra personale Giuseppe Rigon [presentazione di Nicola Benois], Milano, Galleria San Fedele, 1964, (Catalogo della mostra).
Benois, N. - Mantovani, M. Messa in scena e macchinismi, in La Scala, Milano, Nuove Edizioni, 1966, pp. 337-346.
Benois, N. Riflessioni sulla regia dell'opera lirica, tratte da mezzo secolo di esperienza personale, in La forma dinamica dell'opera lirica. Regie dei Teatro alla Scala 1947-1984, Cinisello Balsamo (Milano), Banco Lariano, Silvana editoriale, 1984, pp. 22- 29.
Nicola B. Dopo che il Maestro disse di sì, in La Scala è ricostruita. Dirige Toscanini, Milano 1986, pp. 64-65.
Bianca Gallizia: una stella della danza di Eugenia e Mario Pasi; interventi di Nicola Benois [et al.], Milano, Ricordi, 1987.
Benois, N. Quando incontrai Furtwängler, in L'orchestra del Teatro alla Scala 1921-1987, Milano, Banco Lariano, Amici della Scala, 1987, pp. 54-55.
Benois, N. Il primato dello scenografo in I Benois del teatro alla Scala, Milano 1988, pp. 213-215.

Bibliografia
L'arte di Benois Nicola, "Amica", 1936, maggio-giugno, n. 5-6. pp. 8-9.
Benois Nicola pittore e scenografo. Sua mostra d'arte di Como, "Illustrazione italiana", 1944, 26 gennaio, p. 68.
Cabasino Salvatore, Il figurino nel teatro italiano contemporaneo, Roma, Danesi, 1945, p. 98 (prefazione del Conte di Sanmartino, saggio introduttivo di Duilio Cambellotti).
Sirtori Bolis, M. Benois Nicola, mago delle luci e dei colori, "Magia", 1946, novembre, pp. 9-10.
[Benois Nicola e Vallani Marchi scenografi], Dove la scenografia alla Scala indugia nelle posizioni tradizionali, Bozzetti per L'oro del Reno e per la Lodoiska, "La Scala", 1949, 15 dicembre, pp. 40-41.
Signorelli Maria, Nicola Benois, in Enciclopedia dello Spettacolo, vol. II, Roma, 1954, p. 262.
La Scala a Mosca settembre 1964, Milano, Nicola Moneta, 1965.
Monteverdi Mario, Scenografia e costumi, Milano, La Scala, Nuove Edizioni, 1966, pp. 328-329.
La Scala 1946-1947, Ente autonomo Teatro alla Scala, Milano, Teatro alla Scala, (Rizzoli), 1966.
Monteverdi Mario, La scenografia e i costumi, in Museo Teatrale alla Scala, Milano 1975, vol. III p. 70.
Attardi Francesco, Intervista a Nicola Benois, in "I quaderni della Civica Scuola di Musica", maggio 1982, anno 2, n. 6, pp. 47-53.
Barigazzi, Giuseppe, "Le persone che hanno fatto grande Milano". Nicola Benois, Milano, SIDALM, 1982, in 8, 39 p.
Nicola Benois, Pensieri di scenografia a cura di Evelina Schatz, in Lo spazio il luogo l'ambito, Scenografie del teatro alla Scala 1947-1983, Cinisello Balsamo (Milano), Banco Lariano, Silvana Editoriale, 1983, pp. 36-37.
Kadina J., Un Maestro della scenografia: Nikolaj Benois, "Rassegna Sovietica" 1984,  n. 4, luglio-agosto, pp.163-167.
Savonuzzi Claudio, Benois: e un giorno Toscanini mi chiamò alla Scala, "Tutto Libri", 1984, n. 390, 21 gennaio 1984, p. 5.
Tirloni Gian Luca. Nicola Benois e il teatro alla Scala. Tesi di laurea, anno accademico 1986-1987 (fotocopie rilegate, Biblioteca Museo Teatrale alla Scala) [contiene anche la trascrizione di un colloquio con N. Benois, Milano giovedì 10 novembre 1986, pp.I-IX].
Corradi Marina, I colori della musica, "La Repubblica", 1987, 25 agosto, p. 32.
Paoletti Pier Maria, Nicola Benois. Da 70 anni disegna le scene della lirica, "Il Giorno", 1987, 17 maggio, p. 3.
Metelitsa Natalia, Aleksandr e Nicola Benois in Russia, in I Benois del teatro alla Scala, Milano, 1988, pp. 15-20.
Dorfles Gillo, Aleksandr e Nicola Benois alla Scala, in I Benois del teatro alla Scala, Milano, 1988, pp. 21-26.
Pasi, Mario, L'addio a Benois, un grande della Scala, "Corriere della Sera", 1988, 31 marzo, p. 23.
Barigazzi, Giuseppe, Erano nati per il teatro e inventarono meraviglie che affascinarono il mondo, "Gente", n. 44, 3 novembre 1988, pp. 102-107.


Bozzetto di scena per Il principe Igor' di A. Borodin
commons.wikimedia.org/wiki/File:Prince_Igor_-...

Calli, Teodoro, Era il mago del melodramma, "Il Messaggero di Roma", 1988, 2 aprile, p. 22.
Breve profilo professionale, "Musica Viva", 1988, n.5, maggio, p. 38.
Rossi, Luigi, Ricordo di Nicola Benois, "Danza&Danza", Anno 3, n. 24, maggio 1988, p. 4.
Dorfles, Gillo, Si accendono le luci sui due Benois, maestri dell'illusione, "7/sette/", 1988, n.39, 22 ottobre, p. 19.
Rossi, Luigi, Morto lo scenografo Benois, un principe della Scala, "La Stampa", 1988, 31 marzo, p. 23.
Vergani, Leonardo, La Scala presenta i Dumas della scenografia, "Corriere della Sera", 25 ottobre 1988, p. 3.
Pansotti, Anita, Dipingere per la Scala, "Arte", anno 21, n. 218, maggio 1991, pp. 96-99 (intervista a Disma De Cecco).
Accerboni, Marianna, Una vita per la scena, "Il Piccolo", 1991, 23 novembre, p. 5.
Barigazzi Guseppe, La Scala racconta, Milano 1994.
Paoletti, Pier Maria, Benois alla Scala, un pittore in scena, "La Repubblica", 28 gennaio 1995, p. VII.
Crippa Valeria, L'impronta di Benois su un'epoca della Scala, "Corriere della Sera", 1998, 29 maggio.
Lauria, Alma, Nicola Benois. Un grande artista affascinato dal Friuli, "Il Fogolâr Furlan di Milano", 1999, 3 trimestre, p. 6.
Alabanesi Rinaldo, Maria Callas & Swarovski, gioielli di scena = Maria Callas & Swarovski, jewels on stage, Cinisello Balsamo, 2005.
Runfola Patrizia, Nicola Benois, in Dizionario dello spettacolo del '900, a cura di Felice Cappa e Piero Gelli, Milano, Baldini & Castoldi, 2007, pp. 105-106.
Corelli Franco, Performance Annals 1951-1981, Edited by Frank Hamilton, 2007.
Severjuchin A. Ja.-Lejkind O. L., Chudožniki russkoj emigracii (1917-1941), Spb 1994.
Dedjulin Sergej,  V gostjach u Nikolaja Benua, "Russkaja Mysl'", N. 3567, 2 maggio 1985, pp. 15, 18.
Barteneva, Milica Egorevna, Nikolaj Benua, Sankt-Peterburg , Strojizdat, 1994.
Aleksandr Benua e Mstislav Valerianovič Dobužinskij, Perepiska (1903-1957), sostavitel' I. I. Vydrina, Sankt-Peterburg 2003.
Deotto, P. Nikolaj Benois. Teatral'nyj chudožnik meždu Rossiej i Italiej in Russkie v Italii: kul'turnoe nasledie emigracii, a cura di M.G. Talalaj, Moskva, 2006, pp. 505-513.

Cataloghi
Mostra di scenografia: collezioni del Museo teatrale e del Teatro alla Scala, 6 marzo-6 aprile 1965, Ridotto del Teatro alla Scala, prefazione di Carlo Enrico Rava. Milano, Officina di arti grafiche E. Milli, 1965, p. 75.
La danza il canto l'abito. Costumi del Teatro alla Scala 1947-1982. Catalogo, Milano, Silvana editoriale, 1982 (pp. 27, 146, 153-154).
L'atelier dell'illusione. Teatro alla Scala. Settant'anni di costumi, catalogo. Mostra a cura di Giorgio Strehler e Ezio Frigerio, con la collaborazione di Luisa Spinatelli, Milano, Produzioni Valentino Garavani, 1985, pp. 64 -71, 177-178).
La Scala e l'Oriente. 1778-2004, catalogo della mostra a cura di Vittoria Crespi Morbio, Milano, Electa, 2004.

Fonti archivistiche
Fondazione Teatro alla Scala, Archivio della Biblioteca "Livia Simoni", Collezione AutografiCollezione fotografie.
Archivio di Stato di Milano, Gab. Pref. II, cart. 4, Cittadinanza - 1938.
Archivio del Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl" di Trieste
Fondazione Giorgio Cini, Venezia, Archivio Signorelli
Centro Studi Vjačeslav Ivanov, Roma, Archivio di Andrej Beloborodov.
Archivio Centrale dello Stato, Polizia Politica, fasc. pers. 70.

Patrizia Deott
Scheda aggiornata il 20 agosto 2013

 



Nicola Benois, Scena per Ernani di Verdi al Teatro alla Scala, 1935



Nicola Benois, Scena per Ernani di Verdi al Teatro alla Scala, 1935



Bozzetto di Nicola Benois Una villa dell'Esarca Basilio
Atto I dell'opera La fiamma di Ottorino Respighi, Roma 1934
www.musica.san.beniculturali.it




Nicola Benois, Scena per Romeo e Giulietta al teatro alla Scala, 1934



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