Russi in Italia

Aleksandr Volkov


Luogo e data di nascita: Mosca 1885
Luogo e data di morte: Roma, 22 maggio 1942
Professione: regista cinematografico

Nasce a Mosca da una famiglia di artisti. Da giovane studia pittura con notevole successo, tanto che un suo ritratto della zarina, eseguito all'età di 15 anni, riceve un premio ad un'esposizione parigina. Continua la sua formazione artistica nel canto e viene ingaggiato dall'Opera Reale di Mosca. Dopo aver partecipato alla guerra russo-giapponese del 1904-1905, intraprende una tournée teatrale. Lavora nel mondo del cinema dal 1906, inizialmente nella casa di distribuzione Thiemann, Reinhardt & Osipov, che rappresenta in Russia numerose case di produzione straniere, fra cui l'italiana Ambrosio Film. Dal 1913 lavora presso gli stabilimenti cinematografici di Tbilisi come regista nonché attore in diversi film di Jakov Protazanov. Di ritorno dal fronte nel 1916 inizia a girare film per la casa di produzione moscovita Ermol'ev, lavorando spesso in coppia con il celebre attore Ivan Mozzuchin e diventando in breve, insieme a Viktor Tur×anskij, uno dei registi russi più popolari dell'epoca pre-rivoluzionaria.

Allo scoppio della Rivoluzione d'ottobre fugge in Europa assieme a Ermol'ev e ai suoi collaboratori, facendo rotta prima in Crimea e poi a Costantinopoli. Nel 1919 è a Parigi, dove continua a produrre film di successo, fra cui Kean (1924) con Mozzuchin e la moglie del regista, Natal'ja Lisenko. Con gli stessi due attori gira a Venezia nell'estate del 1926 il film Casanova. Il quartier generale della troupe è posto nella caserma di S. Zaccaria, mentre il magazzino delle apparecchiature tecniche e delle scenografie si trova sull'Isola di San Giorgio Maggiore. All'Archivio Storico del Comune di Venezia è stato ritrovato il copione originale del "periodo veneziano" del film, di cui seguono alcuni estratti, riportati integralmente con numero progressivo della scena, location, tipo d'inquadratura, descrizione della scena e testo (sia voce fuori campo che dialoghi, indicati come S/T, cioè didascalie, che appaiono anche nel film realizzato).

921...
S/T: Pendant les journées du Carnaval, à Venise, le mystère du loup noir inaugure le régne d'une égalité éphémère et d'une illusion grisante. Les affaires sont suspendus, la poussière s'accumule sur les parchemins, le cours normal de la vie est arrêté. Sur les places et les carrefours la foire s'est installée avec ses batailles de fleurs, et confettis, ses défilés, ses tournois, avec tout le multiciplité des cris de la foule où se mélangent indistinctement aristocrates et marchands, turcs et grecs, hommes et femmes, moines et tire-laines. Rien n'arrête le cours du Carnaval...pas même la mort.

Mozzuchin nei panni di Casanova fa la sua apparizione in Piazza San Marco otto scene dopo:

929... PLACE SAINT-MARC.
Enchaîné. Premier plan, sur une estrade.
Trois musiciens ambulants jouent de la guitare. L'un d'eux chante. C'est Casanova et deux ses amis. Casanova chante:
             S/T: JE SUIS UN CHEVALIER ERRANT, UN PAUVRE
             CHANTEUR...JE COURS LE MONDE CHERCHANT
             MON AMOUR...

Dopo la fuga dai Piombi, a Casanova spetta un ultimo saluto a Venezia dal tetto di Palazzo Ducale:

1178 LE TOIT DU PALAIS DES DOGES
Premier Plan. Casanova
Casanova regarde en bas, appelle la foule d'un grand geste et crie:
Titre : ECOUTEZ-MOI CITOYENS...
1179  PLACE SAINT-MARC
Plan général, en plongeant
Le mouvement de la foule s'est arrêté brusquement. Immobile, tout le monde regarde an haut, la tête renversée. Les Pierrots ont jeté Mannucci de leur toile et se sont figées dans l'immobilité.
1180  LE TOIT DU PALAIS DES DOGES
Gros plan. Casanova. Comme en 1178
Casanova continue:
Titre : LIBERE DES SES CHAINES, GIACOMO
          CASANOVA VOUS SALUE D'UN CRI
          D'ALLEGRESSE...VIVE LA VIE !...
          VIVE LA LIBERTE !...
          VIVE LA JOIE DE VIVRE !... 
(Film Casanova - periode venetienne, dattiloscritto con rilegatura a spago del copione originale del film, datato Parigi, 1 luglio 1926, pp. 219-284).

Altri estratti del copione sono stati pubblicati in Casanova "periode venetienne", a cura di Carlo Montanaro, «Immagine - Note di Storia del cinema», prima serie, n. 7 pp. 7-13).

Le riprese notturne in Piazza San Marco richiedono, oltre a notevoli sforzi tecnici per ottenere un'illuminazione a giorno della piazza, la presenza di circa 1500 comparse scritturate sul luogo. Sulla «Gazzetta di Venezia» del 4 agosto 1926 si legge: "Per eseguire un grande film cinematografico cercansi signorine, signore e signori eleganti di bel portamento fra i diciotto ed i cinquanta anni di età".

Le scene entreranno nella storia del cinema, nonché di Venezia, come le prime dedicate al carnevale veneziano interamente realizzate sul luogo, anziché ricostruite in studio. Gli esterni del film vengono girati inoltre sul Canal Grande e su altri canali imprecisati, sull'isola di San Francesco del Deserto, su diverse gondole e in Campo S. Angelo, come si apprende dai giornali:

"Per caso ieri ci siamo imbattuti in campo S. Angelo a vedere un quadro movimentato: un nugolo di monelli ... settecenteschi inveiva pittorescamente contro un povero fante della Quarantia, uscito allora dal portone d'un palazzo gotico. Forse si voleva esporre all'obbrobrio universale quello stesso "fante" che in un placido mattino del luglio 1755 andò con buon nerbo di accoliti ad arrestare il Casanova che beatamente dormiva, in casa delle sorelle Pozzo sulle Fondamente Nuove, per tradurlo a meditare ai Piombi" (La stagione dei films, «Gazzetta di Venezia», 4 agosto 1926, p. 4).

Le scene d'interni vengono registrate nella galleria di Palazzo Ducale e in vari palazzi adattati ad abitazioni, prigioni e taverne. Al di fuori di Venezia, gli esterni sono invece girati in Germania e Polonia, mentre gli interni negli studi parigini della casa di produzione Ciné-Alliance.

Il Casanova di Volkov viene pubblicizzato in Italia come "il film più bello del mondo", "il film più bello dell'anno", il "non plus ultra dell'eleganza e della drammaticità" (brochure pubblicitaria del film Casanova, allegata al copione del film). A Venezia il film viene proiettato nell'ottobre del 1928 al Teatro Malibran con accompagnamento musicale dal vivo.
Alle riprese di Casanova partecipa anche il poeta Petr Potemkin, scritturato come attore per il ruolo di Messer Grande; sul set veneziano egli annota una serie di osservazioni in forma di diario, poi apparse nell'autunno dello stesso anno sulle riviste russe «Satirikon» e «Segodnja», pubblicate rispettivamente in Francia e in Lituania (si veda a tale proposito Jangirov R., "Eviva Casanova" O venecianskich očerkach Petra Potemkina, «Archivio russo-italiano» VII, a cura di A. Shishkin e C. Diddi, in corso di stampa).
Nel 1988, alla cerimonia d'inaugurazione della 65° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia viene proiettata una versione restaurata del Casanova di Volkov, nella sua durata originale di quasi due ore e mezza e con musiche di Georges Delerue, successivamente destinata ad una redistribuzione nei circuiti cinematografici. Per l'occasione Tullio Kezich ricorda Volkov come un "Napoleone del set" e un "animatore del sabba carnevalesco in bacino San Marco" (Kezich 1988, pp. 25 e 30).

Con l'avvento del sonoro la carriera di Volkov si avvia a un lento declino. Nel dicembre 1940 il regista si trova a Roma, all'Hotel Excelsior, per girare il suo ultimo film, Amore imperiale, con una troupe tutta italiana. Il film ottiene un discreto successo in Italia:

Wolkoff ha fatto un film che è piaciuto ai produttori ed al pubblico. Con un po' meno di mordente dei suoi antichi lavori (gli anni passano!) ma con la solita abilità di evocazione, di intreccio, di grandi scontri retorici (P. Bianchi [Volpone], «Bertoldo», 23 gennaio 1942).

Poco dopo il lancio del film, nel maggio del 1942, il regista si spegne a Roma.

Schede dei film girati in Italia
Casanova (1927), regia: Aleksandr Volkov; aiuto-regia: Anatolij Litvak, Georgij Lampen, Konstantin Miklaševskij; sceneggiatura: Aleksandr Volkov, Ivan Mozzuchin; consulenza alla sceneggiatura: Mark Aldanov; fotografia: Nikolaj Toporkov; scenografia: Aleksandr Lošakov, Vladimir Mejngart; costumi: Boris Bilinskij; coreografia: Boris Romanov; interpreti: Ivan Mozzuchin; Susanne Bianchetti, Jenny Jugo, Rina de Liguoro, Diana Karenne, Natalia Lisenko; produzione: Ciné-Alliance.
Amore imperiale (1941), regia: Aleksandr Volkov; sceneggiatura: Aleksandr Volkov, Gaetano Amata, Giuseppe Zucca; musica: Giuseppe Becce; fotografia: Mario Albertelli; scenografia e costumi: Boris Bilinskij; interpreti: Luisa Ferida, Claudio Gora, Laura Nucci, Lamberto Picasso, Livia Minelli; produzione: Titanus.

Nota
Nelle fonti archivistiche e bibliografiche si incontra come Alexandre o Alexander Wolkoff o Wolcoff.

Fonti archivistiche
Archivio Storico del Comune di Venezia, Archivio generale, Quinquennio 1926-1930, Cat. XI, Classe 9, Fasc. 1, Sottofasc. Fotografi in Piazza S. Marco, Licenze, sorveglianza, reclami, permessi per films cinematografiche.

Bibliografia
Dizionario del cinema italiano, a cura di R. Chiti e E. Lancia, Roma, Gremese editore, 1993, vol. 1, p. 27.
Enciclopedia dello spettacolo, Roma, Le maschere, 1960, vol. IX, p. 2008.
Filmlexicon degli autori e delle opere, Roma, Ediz. di Bianco e Nero, 1962, vol. VII, pp. 1570-1571.
A. Franci, «Illustrazione italiana» n. 45, 9 novembre 1941.
G. V. M., Wolcoff a Roma, «Cinema», n. 107, 1940, p. 405.
G. Isani, «Cinema», n. 130, 25 novembre 1941.
T. Kezich, Il film restaurato di Volkoff per una festosa apertura: Con allegria è tornato Casanova l'impunito, «Repubblica», 30 agosto 1988.
O. Scaccia, «Film», 22 novembre 1941.

Matteo Bertelé



Immagine del film Casanova di A. Volkov (1927)

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